La condizione della donna
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La donna nel Mediterraneo

era un progetto organizzato e finanziato dall’Università Federico II di Napoli e dalla Regione Campania, d’intesa con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Il tutto coordinato dalla direzione scientifica della Prof. Rossana Valenti.

Le contraddizioni profonde del Mediterraneo si evidenziano più che mai nella città di Napoli. Città con molti problemi di varia natura, molti aspetti di delinquenza e inerzia. Allo stesso tempo è una terra di eccellenze incredibili, dalla Fondazione del Mediterraneo, (di cui facciamo parte come rivista ed associazione culturale), o lo storico IISF (l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici) dove Gerardo Marotta e Hans Georg Gadamer disquisivano amabilmente di filosofia. Questi dialoghi si svolgevano ogni anno durante i seminari che il padre dell’ermeneutica teneva sempre a Napoli. Uno dei più importanti Filosofi del 1900 preferiva Napoli alle blasonate Università e centri di ricerca italiani. Sarà che li si sente lo spirito della Filosofia antica, sarà la maggiore vicinanza alla Grecia. Sarà che le cose eccellenti a volte stanno vicine alle più tremende.

Questo mese parliamo della “Condizione della donna nei Paesi del Mediterraneo”. Se dovessimo partire proprio dalla Grecia troveremo una civiltà in cui la donna aveva un ruolo ed una importanza, a volte anche politica.

Facendo un salto di due millenni, e abbandonando lo studio della donna nell’età antica, arriviamo ai giorni nostri, nel bacino del Mediterraneo. Nel 2005 si porta avanti un progetto molto ambizioso, ossia descrivere in modo approfondito lo stato della donna nel Mediterraneo. Compito molto complicato per la vastità del territorio e la diversità delle molte culture che lo abitano.

Il progetto voleva essere una sfida che affrontava “…Fra i tanti aspetti delle diverse culture, il progetto si focalizza sulla condizione della donna vista in una prospettiva diacronica e sincronica, all’interno di una visione d’insieme delle realtà nelle quali le donne del Mediterraneo vivono ed operano. I temi, sviluppati con la collaborazione di docenti esperti di diverse aree disciplinari (antropologia e sociologia, storia, lingue e letterature, diritto, didattica e nuove tecnologie) si riferiscono all’uso del velo, al rito e all’istituto del matrimonio, al sistema di valori e di attese che caratterizzano modi di vivere e rapporti sociali”.

Il progetto ha portato poi ad un convegno con dei risultati interessanti nella produzione di dati, interviste, ricerche, saggi, consultabili ancora oggi nel sito donnamed.

Ora, lo spunto del nostro numero di mediterranea è ispirato anche da questo lavoro, ma soprattutto dalla curiosità di descrivere l’immagine e la condizione sociale ed economica della donna mediterranea ai giorni nostri. Il nostro non è un lavoro scientifico, ma giornalistico. E’ l’insieme di racconti e storie, ma anche inchieste che raccontano una versione, un’interpretazione della realtà, più che la spiegazione di come vanno le cose.

E le cose non vanno tanto bene in alcuni Paesi. Non vanno bene nell’aspetto dell’uguaglianza dei diritti civili, del diritto ad esprime opinioni, alla libertà di culto, alla libertà di divorzio, alla libertà di intraprendere una carriera lavorativa al pari di un uomo. Questo aspetto è sintetizzato nel pezzo Coalizione delle donne iraniane, dove si scrive di un movimento di opinione delle donne iraniane per chiedere ed ottenere più libertà, con molti rischi e poche possibilità di riuscita. Ma il parlarne forse le può aiutare.

Abbiamo voluto descrivere storie di eccellenza artistica come nel caso di Maria Lai, e dell’artista Turca Ceylan Insel e della nostra “cantantessa” Carmen Consoli. Raccontare eccellenze nell’ambito scientifico come le pochissime donne Rettore in importanti Università d’Italia. La fatica delle donne che lavoravano nelle miniere del Sulcis, raccontare la storia delle donne curatrici o streghe, nel caso di Julia Carta. Il libro L’amore ai tempi del petrolio della scrittrice egiziana Nawal el-Sa’dawy di Cristina Giudice, il pezzo molto bello della nostra nuova redattrice di Tunisi Dhouib Meriem che racconta Didone, donna molto importante della storia mediterranea. La storia delle donne che intraprendono con pochissimi mezzi grazie al microcredito, nel pezzo di Paolo Sigura. La speculazione al femminile come particolare condizione del pensiero, nel pezzo di Veronica Paniccia.

Articoli che speriamo possano piacervi e appassionarvi alla cultura mediterranea, fatta di tutte le culture. Un antichissimo porto dove approdare ancora oggi, e dove ancora oggi navighiamo senza paura e con la speranza che possa esistere in futuro uno sviluppo comune di diritti e doveri!
Buona lettura

1 thought on “La condizione della donna nei Paesi del Mediterraneo

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