Nel 1927 Grazia Deledda ritira il premio Nobel per la letteratura (nel 1926 non venne assegnato e, da statuto del Nobel, il premio venne riservato. Grazia, quindi, ricevette il premio del 1926 un anno dopo). Unica donna italiana, a tutt’oggi, e seconda a livello mondiale dopo Selma Lagerlöf. La motivazione: “per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi” Sebbene la sua prolifica produzione letteraria abbia, in effetti, incessantemente parlato dell’animo umano, del riscatto e delle difficoltà della vita, soprattutto nell’Isola, c’è un aspetto della sua…
Autore: Gabriella Dessi
C’è una varietà di sensazioni legate al cibo. Dal gusto all’olfatto, persino il tatto è contemplato. In Sardegna, qualche volta, si inserisce il suono.
Non ci tentare nemmeno. Non cercare di capire al primo sguardo chi sia il poeta e chi il barista, l’allevatore, il musicista discreto. Ehi, qui siamo a Seneghe, Montiferru. Non è così facile. La poesia scende dal palco e si fa un bicchiere.
Tempo fa ho frequentato un corso che insegnava a creare cesti. Uno di quei corsi che si fanno per curiosità, quasi per scherzo.
Strana storia quella di Joseph Roth, una storiella piccola, leggerla sembra quasi un intermezzo stropicciato fra grandi storie. E’ lieve e sa di una poesia un po’ ruvida. Il protagonista, Andreas Kartak è uno che di occasioni perdute ne sa qualcosa. Lo troviamo presente e un po’ altalenante nella prima pagina. Non è un tipo particolare. Bevitore, senza dimora, lo si potrebbe confondere con mille altri suoi compagni di sventura. L’attenzione si focalizza su di lui e di lui conosciamo meglio i pensieri quando apparentemente per caso un uomo distinto per estinguere un voto ad una santa decide di regalargli…
In una terra piena di contrasti e in un’epoca così piena di luci ed ombre, non poteva che nascere una figura femminile piena di sfaccettature, di mistero e di sorprendenti qualità.
Pensare alla Morte, in questi giorni dove ogni azione è strettamente legata al tempo, dove ogni cosa ha collocazione programmata, è pensare ad una fine della vita. Fine dei gesti, del viaggio.