Blog

  • Gaetano Cataldo
    Mosaico per Procida chiama Napoli risponde. È successo con naturalezza e spontaneità, cioè con quelle premesse mediante cui si fanno le cose col cuore. Procida è la capitale italiana della cultura 2022 ma, nei suoi quattro chilometri quadrati, questa isola piccola del Golfo di Napoli, ma piena di devozione, riesce a concentrare la sua cultura, la cultura partenopea e la cultura mediterranea. Vi pare poco? Non direi perché, come dicevo prima, le cose devono venire dal cuore e vanno fatte nella prospettiva di essere partecipi di un progetto spontaneo, nato per portare in dono la bottiglia celebrativa a Procida, donarla in segno di amicizia ed accoglienza alle personalità del mondo politico, religioso, della cultura e dello spettacolo, reperire i fondi per iscrivere l’amministrazione comunale nell’elenco di Città del Vino e pure per riprodurre l’abito ottocentesco della Graziella, tanto caro alla (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    L’Antica Osteria Nonna Rosa è tra i ristoranti più iconici della Penisola Sorrentina e di tutta la Campania e non già perché è dal 2007 che naviga tra gli asterismi della guida Michelin ma perché è dal 1994, anno della sua fondazione, che celebra la territorialità e valorizza con profondo rispetto la materia prima, all’insegna della tradizione regionale in quel di Vico Equense. Ce lo conferma Peppe Guida, chef e patron della celebre location, che da anni persegue la sua visione e la porta avanti con umiltà, coerenza, impegno costante e amore per la Cucina. Queste le sue stesse parole: “Il mio desiderio è sempre stato che le tradizioni e i ricordi della cucina di mia madre diventassero le basi della mia cucina. Ho ascoltato le storie che ci sono dietro ogni ricetta, le ho studiate, le ho alleggerite e (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Ômina significa “buoni presagi”, termine ispirato dalla consuetudine degli Antichi Romani di ricavare i vaticini dalle osservazioni della meteorologia, dei pianeti e degli asterismi per comprendere l’andamento del raccolto. Ômina Romana, cantina fondata nel 2007, si ispira proprio agli auspici che le terre romane rivolgono a chi è dotto nella conduzione dei campi ed alla rinascita dei vini laziali, riprendendo antiche tradizioni mediante un modello innovativo e di controllo di tutti i processi favorevoli alla viticultura ed all’enologia, allo scopo di elevare, fino alla loro massima espressività, prodotti enologi monovarietali da cultivar come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Viognier, Chardonnay e Cesanese, selezionati da anni di studi incrociati sul clima e sulla vocazionalità dei terreni. Fondatore di questa realtà enologica è il dott. Anton F. Börner, capitano d’industria e uomo poliedrico che riunisce nella sua forma mentis tratti analitici ed (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    La varietà Rovello Bianco è attualmente censita in solo due comprensori dell’Irpinia: Taurasi e Bonito, per certi versi simili dal punto di vista microclimatico e per la diffusione di questa cultivar vitivinicola, diffusione pressoché sparuta in pochi filari o addirittura ceppi, comunque avanti negli anni e a piede franco. Un’uva decisamente rara, con la caratteristica di essere più precoce in maturazione rispetto al Fiano ed al Greco, fattore che molto probabilmente ne ha causato lo stato di abbandono ed una scarsa, quanto ingiustificata, mancanza di considerazione nei tempi addietro. Detto anche Roviello e Greco Muscio, in questo vitigno ci si imbatte poco e niente nella letteratura e nei testi di ampelografia, almeno fino al 1875: è di questo anno la prima descrizione del Rovello Bianco, nome con cui è noto ad Avellino, o del Roviello, così chiamato ad Altavilla Irpina, (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Dopo il mio incontro con Roberto Cipresso nella giornata del 1 settembre del 2021 e che sembrava essere avvenuto ieri, ne è davvero passata di acqua sotto i ponti ma da allora Identità Mediterranea per far nascere, progredire e realizzare il progetto Mosaico per Procida non si è mai fermata. Ho personalmente selezionato su criteri di territorialità, sostenibilità ambientale, viticultura ed enologia etica, reputazione e qualità le cantine che idealmente potevano meglio rappresentare la Campania e non è stato affatto facile. Non è stato facile né scegliere né escludere, giacché in molti casi si doveva attendere un rifiuto prima di procedere, e certo non ne sono mancati, piuttosto che risposte mai ricevute, in tal altri invece, messa la bandierina su un territorio e datane la assegnazione esclusiva ad un’unica azienda, bisognava purtroppo lasciarsi alle spalle altrettante cantine valide e meritevoli: (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Roberto Cipresso, winemaker, sintesi agronomica ed enologica tra il Vecchio Continente ed il Nuovo Mondo, è l’esempio concreto di come si possa andare oltre le ingessature dei disciplinari ed avere una visione più libera ed autentica del vino, per espressività territoriale, produttiva e concettuale. Senza l’aiuto di mappe geografiche, bussole o sestanti, riga dritto nella dottrina enologica senza mancare di estro creativo lungo la rotta del 43° Parallelo Nord. Questo parallelo di latitudine non costituisce una semplice linea nel dedalo del reticolato geografico, bensì una condizione oggettiva che racchiude in cerchio terre diversissime ma tutte con la vocazione per la viticultura, terre accomunate mediamente dal clima, da forze sotterranee legate al magnetismo terrestre, chissà, e talvolta da luoghi appartenenti alla dimensione della mistica e della spiritualità. Dal suo sito leggiamo infatti che… “Dopo più di vent’anni di ricerca, iniziata con (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Alle volte l’attitudine al viaggio ed alla riflessione sui sentieri dell’esistenza e sulle grandi città, l’aria che si respira e le persone che ne ricreano l’atmosfera, ti portano a fare il punto della situazione su certe analogie afferenti a dettagli architettonici, scorci e strutture, apparati umani persino, come in un gioco di sovrapposizioni che porta nella fantasia del visitatore a sostenere che: ci sono a Venezia tre luoghi magici e nascosti: uno in calle dell’amor degli amici; un secondo vicino al ponte delle Meraveige; un terzo in calle dei…. un attimo però, qui non siamo a Venezia e questa frase tra l’altro proviene da un fumetto di Corto Maltese! No, non credo affatto di essermi perso, so perfettamente di trovarmi nella bellissima Firenze e tutto sommato affermare che il capoluogo toscano abbia tutto il fascino di una Venezia senza i (altro…)
  • Redazione
    È un progetto bellissimo, coinvolgente, alimentato da quel fuoco sacro e dall’estro tipico del Popolo Campano, si chiama Mosaico per Procida e servirà, oltre a portare in dono la bottiglia celebrativa, ad alimentare l’enoturismo sull’isola partenopea: infatti, grazie ai fondi che Identità Mediterranea sta raccogliendo, il comune entrerà nella lista della prestigiosa associazione nazionale Città del Vino e ciò favorirà, con altre azioni mirate, i ristoratori e gli operatori dell’hospitality industry della capitale della cultura 2022, come afferma Gaetano Cataldo, fondatore della piccola associazione. A dimostrazione che la “cultura non isola”, il magnifico claim di Procida Capitale della Cultura 2022 di cui tutti noi andiamo fieri, sono in tantissimi ad aver dimostrato affetto, solidarietà e collaborazione a questa grande iniziativa spontanea e non finanziata, a partire dalle cantine della Campania che vi hanno aderito al celebre winemaker Roberto Cipresso, a (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Come tutti sanno COS è l’acronimo di tre amici: Giambattista Cilia, Cirino Strano e Giusto Occhipinti; l’azienda vitivinicola Cos, Viticoltori in Vittoria è stata fondata nel 1980 nella famosa e storicissima città in provincia di Ragusa, una delle aree più vocate alla produzione del vino in Trinacria e che, agli inizi del XIX secolo, era divenuta così in voga e famosa da alimentare il commercio marittimo del prezioso nettare dionisiaco destinato ad approdare a Marsiglia e quindi al mercato enologico francese. I tenimenti di questa azienda vinicola sono raggiungibili attraversando la tratta Acate-Chiaramonte Gulfi dove il Mar Mediterraneo porta la sua influenza climatica, i venti meridionali di II e III quadrante ed il Mal d’Africa, elementi significativi che assieme ai vigneti ed al paesaggio hanno saputo ispirare una filosofia enologia improntata su una “trasgressiva umiltà”, quindi tutta giocata sulla riconoscenza (altro…)
  • Redazione
    L’Associazione Italiana Sommelier nasce il 7 luglio 1965 con l’obiettivo di divulgare la grande cultura del Vino in Italia e nel Mondo, facendo conoscere le eccellenze ed i territori più significativi in cui la viticultura e la gastronomia sono presenti e ricreano un connubio straordinario; dunque un grandissimo patrimonio da raccontare e da tramandare con grande passione e competenza, formando le nuove leve della sommellerie e mantenendo un dialogo costante con gli associati per coesione valoriale ed aggiornamenti costanti. L’Associazione Italiana Sommelier Campania persegue costantemente gli obiettivi di valorizzazione territoriale ed è chiamata ad assolvere con grande impegno gli obiettivi associativi in una regione vitivinicola estremamente complessa per geomorfologia e per essere la più ricca dal punto di vista dell’ampelografia. Alla guida della Delegazione AIS Regione Campania da oltre un decennio Nicoletta Gargiulo, un decennio che ha visto non certo (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Sembra proprio che casa Deledda profumasse di Letteratura e Cucina Mediterranea già al tempo in cui la famosa scrittrice, destinata a diventare la prima donna italiana a vincere il premio Nobel per la Letteratura, era ancora una giovane fanciulla. Grazia Maria Cosima Damiana Deledda nacque nel cuore dell’isola di Sardegna il 28 settembre del 1871, precisamente a Nuoro, in una famiglia agiata economicamente e con numerosa prole: era infatti la quinta ad essere venuta alla luce tra fratelli e sorelle. Sua madre, Francesca Cambosu, donna di casa metodica si occuperà con intransigenza della sua educazione, mentre il padre, Giovanni Antonio Deledda, conseguito il diploma in procura legale e possidente terriero, sarà dedito al commercio di carbone e beni agricoli, diventando sindaco di Nuoro nel 1863. Il padre sarà per Grazia Deledda di grandissima ispirazione poiché molto appassionato di Poesia, fondò (altro…)
  • Redazione
    Avverrà nel pomeriggio di domenica 19 dicembre l’incontro a Villa Calvanese tra il famoso winemaker e scrittore cult Roberto Cipresso e l’amministrazione comunale di Castel San Giorgio. Il noto enologo, ideatore del progetto Mosaico per Procida assieme a Gaetano Cataldo, fondatore della locale associazione culturale Identità Mediterranea, incontrerà la delegazione politica, l’imprenditoria e la cittadinanza sangiorgese per condividere l’esperienza alla base della creazione della bottiglia celebrativa per Procida, capitale della cultura 2022. L’enologo di fama internazionale e Gaetano Cataldo, food & beverage manager, sommelier professionista di scuola AIS e nostro caporedattore della sezione enogastronomica, si incontreranno nella cittadina dell’Agro Sarnese Nocerino proprio alla vigilia dei lavori che attendono Roberto Cipresso presso l’azienda agricola Bellaria di Roccabascerana nell’avellinese: infatti, nella mattinata di lunedì 20 dicembre, nella cantina irpina diretta da Antonio Pepe, il deus ex machina di questo bianco iconico ed (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    La vitivinicoltura è una branca complessa dell’agricoltura e costituisce un cluster economico di assoluto rilievo sia dal punto di visto agronomico che enogastronomico, oltre che un elemento trainante per il turismo rurale, colto ed itinerante, attraverso il paesaggio, un paesaggio che merita di essere protetto e preservato poiché in esso si determina il grado di civiltà di chi lo abita e lo vive. Più certo è che la millenaria coltura della vite riveste un ruolo importante nella salvaguardia e nel rispetto del territorio per sostenibilità agricola, preservazione paesaggistica, rivalutazione di zone marginali e recupero di quelle tradizioni che hanno fatto e fanno tutt’oggi dell’Italia la figlia prediletta di una grande Civiltà Contadina e di una straordinaria biodiversità, unica nel suo genere, senza contare che il vino è stato per i nostri nonni ed i nostri padri protagonista di una delle (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Quando si portano avanti idee e progetti a beneficio di un territorio, soprattutto che non prevedano logiche commerciali, ci si imbatte in molte faccende che attengono alla natura umana e che ti portano a pregare che le iniziative sane, non immuni a tranelli ed ostacoli, possano incontrare la benedizione dell’aiuto di persone virtuose e di buona volontà, che amano sinceramente dare il loro contributo effettivo ed affettivo perché quelle idee e quei progetti si concretizzino, dimostrando di avere davvero a cuore ciò che sostengono di avere a cuore. Mosaico per Procida è il progetto che vuole dare a Procida Capitale della Cultura 2022 un simbolo, un dono, una dimostrazione di coesione, quella del Popolo Campano, in un momento che diventa per tutti un comune banco di prova, dove siam tutti sotto una metaforica lente di ingrandimento in cui l’isola partenopea (altro…)
  • Cristina Delunas
    Piccole ombre leggere si aggirano su strade d’asfalto, su muri e mattoni di un ambiente che non è il loro. Sono un tocco di colore nel grigiore dell’ambiente umano. Sono ali che volano di fiore in fiore in brandelli di natura sfuggiti all’urbanizzazione. Sono le farfalle che vivono e proliferano nei centri urbani nascoste dalla vita frenetica della città. Gli incolti urbani, aree delle città spesso escluse dalla manutenzione ordinaria del verde, sono spazi dove la natura ha libertà di esprimersi e diventano habitat ideali di specie entomologiche straordinarie e rare. Fra queste le farfalle sono senza dubbio fra le più popolari per bellezza e colore. Infatti non è infrequente che i variopinti insetti si posino sui manufatti dell’uomo ed è allora che rivelano la loro presenza nelle città. Macaone (Papilio machaon L.) Le farfalle sono insetti che appartengono all’ordine (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    La Stazione Marittima, nella serata del 4 dicembre scorso, era a dir poco sfavillante e faceva bella mostra di sé anche a centinaia di metri di distanza: giù al porto, proprio sul molo Manfredi è visibilissima dal mare, così come lo è da ogni belvedere della città di Salerno ed in parte anche da diversi scorci dell’incantevole Costiera Amalfitana. A farla brillare nel giorno di Santa Chiara non sono state soltanto le luci, ma tutte le belle persone presenti e le cantine partecipanti al Wine Day allestito per l’occasione dal Consorzio Vita Salernum Vites entro la rassegna Campania Wine, la quale ha tenuto piacevolmente impegnati tutti gli addetti ai lavori, i produttori, la sommellerie ed il grande pubblico di appassionati di questa regione per una settimana. La location scelta per la kermesse salernitana, progettata dall’irachena Zaha Hadid, architetto e designer (altro…)
  • Redazione
    Il Mondo dell’Arte ed il Mondo del Vino fusi assieme, questo è concettualmente il MAVV-Wine Art Museum e molto altro ancora vista la serie di iniziative promosse da questa realtà integrata presso la prestigiosa Reggia di Portici in provincia di Napoli, tra l’altro sede della prestigiosa Facoltà di Agraria, distaccamento dell’Università Federico II. Dopo la trasmissione di valori e di sentimenti con il quale l’associazione Identità Mediterranea, su un’idea di Roberto Cipresso, ha dato il via ad un progetto di alta rilevanza per la cultura del vino, in particolar modo campana, sottoponendolo all’attenzione del dott. Eugenio Gervasio, fondatore del Museo dell’Arte, del Vino e della Vite, si è deciso di instaurare una cooperazione davvero molto significativa e che relega un valore aggiunto di grande appeal culturale alla bottiglia di vino bianco celebrativo dedicata all’isola. Eugenio Gervasio Il progetto, molto ambizioso, (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Saper comunicare il valore mediante la forma che lo contiene, ispirando il consumatore a scegliere sullo scaffale ciò che meglio anticipa le virtù di una eccellenza enogastronomica prima ancora di assaggiare: è questo il compito della DS Glass, azienda fatta dagli specialisti nella personalizzazione del vetro in Campania. L’immagine è importantissima e quando si tratta di dare un abito ad un prodotto di qualità la veste che quel prodotto dovrà indossare è fondamentale per comunicarne il valore intrinseco. Questo Nicola Gimmelli lo sa benissimo. Il vetro, la sua trasparenza oppure l’opacità, i suoi colori, la forma ed il peso costituiscono assieme ad altri dettagli, come incisioni e cesellature, elementi specifici, indispensabili per la realizzazione di una gamma che sappia collocarsi sul mercato ma sono al tempo stesso delle variabili da considerare con molta ponderazione. Infatti la coerenza dell’abito al contenuto, (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Grandissimo fermento il Campania per le attività principiate nella giornata di ieri e che vedono impegnati i 5 Consorzi di tutela regionali del vino fino al giorno 7 dicembre. Stiamo parlando di Campania Wine 2021 nella Winter Edition: un’intera settimana dedicata ai vini della regione più ricca di biodiversità ampelografica, tra seminari, presentazioni e degustazioni, con masterclass e wine tour ed il coinvolgimento di ben 250 produttori coinvolti e 700 etichette per assaporare la vastità di sfaccettature enologiche di questo straordinario territorio. Segnaliamo particolarmente in questo articolo l’evento organizzato da “Vita Salernum Vites”, il Consorzio salernitano, che nella giornata di sabato 4 dicembre si terrà presso la stazione marittima, creata dalla famosissima archistar Zaha Hadid ed ubicata presso il Molo Manfredi al porto di Salerno. I lavori inizieranno alle 16:30, mentre i banchi di degustazione verranno aperti al pubblico alle (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Il Viognier, varietà francese proveniente dalla Valle del Rodano, è stata adottata dalle cantine Ômina Romana, così come per tutti gli altri cultivar viticoli, perché dopo attenti studi sul terroir veliterno è stato possibile confermare la vocazionalità dei suoli ove il vigneto è stato messo a dimora, confermando, nella natura vulcanica con matrice franco sabbiosa degli stessi, l’alto potenziale espressivo del vino che questa azienda produce. A tutto ciò un attento criterio di codifica, tale da assegnare un identikit a ciascuna pianta, pratiche sostenibili per l’ambiente, l’inerbimento naturale, la gestione della chioma e la selezione dei grappoli fin dall’invaiatura, contribuiscono nell’insieme a favorire complessità e longevità ad un vino di assoluto pregio. Il vino degustato è figlio di un altro tempo e di un’altra concezione enologica, ecco perché non verranno spese parole sui criteri di fermentazione ed affinamento. Il Viognier (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Poco più di tre anni fa abbiamo assaggiato il Dinavolo 2009, di cui si potrà leggere qui la descrizione, evincendo non soltanto le caratteristiche ma persino la straordinaria capacità di affrontare lunghissimi periodi di affinamento in bottiglia, quando si osservano le buone norme di conservazione. È piacevole poter riscontrare, pur non nel corrispondente periodo d’assaggio della precedente referenza, le differenze che intercorrono tra le due annate ed una filosofia enologica protesa ad interpretare l’andamento vendemmiale, senza perdere di vista l’aderenza del vino al frutto che lo ha generato e quindi la continuità qualitativa. Siamo naturalmente a Denavolo, la piccola frazione del comune di Travo, nella provincia di Piacenza, che ha dato il nome alla cantina fondata da Giulio Armani. Questo piccolo borgo, distante dal centro comunale un chilometro e mezzo e che prende il nome dal monte nei pressi del (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Siamo a Bacoli, il primo dei comuni posti a Nord Ovest della penisola flegrea, comprendente le antiche località greco-romane di Baia, Fusaro, col relativo lago e la casina vanvitelliana, Miseno, Miliscola, sede della flotta pretoria degli imperatori romani, ed una parte di Cuma, la città leggendaria fondata dagli Eubei di Calcide in cui è situato l’antro della sibilla, sacerdotessa votata ad Apollo e figura profetica sia della religione greca che romana. Bacoli, che oggi conta oltre 27 mila abitanti, fu fondata dapprima dai Greci nel VI secolo a.C. , i quali la adibirono a zona militare, distrutta da Annibale nel III secolo a.C.; venne ricostruita col nome di Bauli per mano dei Romani i quali, tra il II ed il IV secolo, la resero così fiorente da farne luogo di villeggiatura, innalzando ville lussuosissime, ricche di marmi e mosaici. Abbandonata (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    A distanza di pochi giorni l’uno dall’altro arrivano, dopo quello di Città del Vino, i patrocini morali del Museo dell’Arte, del Vino e della Vite e quello dell’Associazione Nazionale Donne del Vino, attestazioni di stima verso Identità Mediterranea, la piccola associazione impegnata nella divulgazione della cultura del Mare Nostrum, mediante la quale è stato lanciato il progetto “Mosaico per Procida”, nato da un’idea di Roberto Cipresso. Il progetto, proteso a dare in dono a Procida, capitale italiana della cultura 2022, una bottiglia celebrativa frutto di un virtuosismo enologico totalmente inedito che assemblerà ben 25 vini bianchi, viene investito della fiducia di altre due importantissime istituzioni del mondo del vino, una fiducia che dona una ulteriore rinomanza e prestigio e vede interesse e curiosità sempre crescenti da parte del pubblico, desideroso di scoprire finalmente i nomi di tutte le cantine campane (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    La cooperativa Terre del Barolo intreccia storie familiari dal 1958, anno della sua fondazione, alle zone vocate alla viticultura. È Arnaldo Rivera che decise, assieme ad un gruppo iniziale di 21 viticultori della zona, di fondare un ente capace di dare voce alla territorialità ed alle persone comuni, andando persino contro ad alcune grandi cantine che detenevano il monopolio del mercato del vino in quell’epoca. Arnaldo Rivera, maestro di scuola elementare e partigiano, costituì dunque la struttura a Castiglione Falletto, piccolo paesino in provincia di Cuneo di cui era sindaco, e nell’ottobre del 1959 la cooperativa portò a termine la prima vendemmia, principiando i lavori per la realizzazione della cantina. Nel ’78, precursori delle vigenti normative, Terre del Barolo avviò un programma di formazione ed assistenza tecnica per tutti i soci produttori, orientandoli verso la prevenzione fitosanitaria e gestendo acquisti (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Adombrate dal castello di Serralunga d’Alba, roccaforte militare risalente al XIV secolo, ci sono delle vigne bellissime e che rivestono una grande importanza poiché, affondando le loro radici nella Terra del Barolo, contribuiscono al valore di una regione vitivinicola che tutto il mondo ci invidia. È esattamente lì che la famiglia Porro alleva con cura le viti di Nebbiolo, Dolcetto e Barbera, in uno dei punti più soleggiati delle Langhe. Naturalmente la posizione geografica e l’albedo sono importanti, poiché costituiscono in buona sostanza parte dell’effetto terroir, ma bisogna decisamente metterci impegno, passione e tecnica per mantenere i filari in condizioni ottimali ed ottenere vini di altissima qualità e questo di certo non manca a Guido Porro, a garantircelo la sua storia familiare alle spalle: fin da piccolo immerso nel vigneto ed in mezzo alle botti seguendo le orme di suo (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    L’orizzonte non è un confine, ma l’inizio per guardare oltre… Mettersi in cammino, poi di nuovo, lasciando la strada certa, quella battuta da chi ci ha preceduto e cercare la propria. Esistono nuovi sentieri, non sono certo quelli in cui il percorso si semplifica: si tratta di quelli costellati di segnali ancora non codificati, ma che pulsano nella nostra interiorità in attesa di essere tradotti, come il tracciato di battiti che inspiegabilmente ci vengono a cercare nel cuore della notte, per farci ridestare, per aiutare a comprenderci e a farci ritrovare. Una sorta di bussola interiore che ci dà una tale sveglia e che punta verso l’unica direzione possibile ed una sola certezza in mezzo a tante incognite: il cammino non è il dove ed il quando esso ha principio e fine ma è l’adesso in perenne bilico e mutazione (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    È un’iniziativa davvero encomiabile quella di Ischia Wine Time, la quale si prefigge di tirar fuori e sottolineare una grande vocazione dell’Isola Verde: essere accogliente ed affascinante al punto di poter offrire proposte turistiche tutto l’anno ad un pubblico davvero trasversale, sia nazionale che straniero. Proposte davvero allettanti, ricche di contenuti di valore e cultura, non senza gli irresistibili sapori dell’enogastronomia isolana, partiranno dal 18 settembre al 15 novembre di quest’anno. Alcuni esempi? Il tour “In Vino Hereditas” proporrà una visita presso il museo archeologico di Pithecusae, conducendo i visitatori alla scoperta delle origini greche della cultura ischitana con un focus sul consumo del vino in quell’epoca, il tutto grazie alla collaborazione con la pro loco di Lacco Ameno ed all’organizzazione della guida turistica Ilaria di Meglio. Nel mese di ottobre si esce per una battuta di pesca con l’imbarcazione (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Ci sono pochi posti dove il mare è disposto ad entrare fin dove l’uomo domina i fuochi delle cucine, portato dal vento attraverso le finestre delle casette, i vicoli e le stradine, per benedire la Dieta Mediterranea che mani laboriose ed esperte celebrano con la stessa risolutezza e cura con la quale i pescatori issano le reti, estraendo rispettosamente dalla materia prima tutta la sua marinara essenza ed il suo sapore più autentico per comporre piatti gustosi. Uno di questi posti è il Cilento, precisamente ad Agnone Cilento, e le mani sono quelle di Pasquale Tarallo, cuoco navigato nonché patron del Paisà, ristorante tipico delle Cucina Cilentana di mare. Questa frazione marittima del comune di Montecorice, le cui spiagge sono state insignite anche quest’anno della bandiera blu, sorse come piccolo borgo di pescatori, noto già nel 1187 quando insisteva sul (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    La cultura ha il potere di favorire il bello, il buono e il giusto insito in tutte le cose e nel cuore degli uomini che sanno apprezzarla, sospinti da valori e progetti comuni; probabilmente la vera forza della cultura è quella di rigenerare sé stessa, di riprodursi perché il presente ed il futuro possano essere forieri di una grande bellezza e di iniziative sane. È quanto sta accadendo grazie alla nomina della graziosa isola di Procida a Capitale della Cultura del 2022, portando finalmente agli onori della cronaca la Campania, la regione ampeloograficamente più ricca, rendendo fieri i suoi abitanti e tutti quelli del Mezzogiorno d’Italia, chiamati pure loro a diventare testimonial di questa grande cultura, immenso bene da tramandare. È con queste premesse che, da un’idea di Roberto Cipresso, winemaker e scrittore cult di fama internazionale, nasce l’idea di (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Quello del Costacielo è un concept da cui nasce un trittico enologico nelle versioni bianco, rosato e rosso che dimostra la volontà di Mario Mazzitelli di essere parte costantemente attiva della cantina Lunarossa Vini e Passione piuttosto che un deus ex machina, una volontà creativa che non si accontenta dei traguardi raggiunti nell’arco di venti splendide vendemmie, che si compiranno proprio quest’anno, ma che si impone anzi ricerca, innovazione e rinnovamento. Creatività, ricerca, innovazione e rinnovamento, accompagnati da una grande intelligenza imprenditoriale, che ha messo in connessione il mondo enologico e dei wine lovers con il bellissimo territorio dei Monti Picentini in provincia di Salerno, la cui descrizione si semplifica proprio attraverso le parole di Mario: “Gli occhi guardano il mare e i piedi sono piantati nella terra, fra le splendide colline a metà strada fra la costiera malfitana e (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Questo vino è dedicato agli uomini ed alle donne della GRANDE GUERRA 1918-2018, così c’è scritto sulla retro-etichetta dell’ultima referenza nata in casa Tecce. La Cyclope, vino rosato prodotto con l’Aglianico, esordisce nell’autunno dello scorso anno e per molti costituisce la versione al femminile del Taurasi Poliphemo di Luigi Tecce, per tali altri un ciclope evirato delle sue componenti maschili ed una bella costruzione enologica. Una bella costruzione enologica che strizza con buona probabilità l’occhio ad un pubblico trasversale, quello che ama il vino contadino, quello che predilige la macerazione in rosso anche per i vini bianchi, quello che segue la corrente dei Triple A e quello che insegue le novità ed i vini interessanti. Ma La Cyclope è davvero un vino interessante? Per certi versi certo che lo è! Scordiamoci però il vino contadino perché non è il vino (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    A circa un mese dall’anteprima del Merano Wine Festival e dopo il grande successo della prima edizione della Creative Cocktail & Drink Competition è ufficiale: a novembre verrà eletto il miglior bartender ed il miglior locale d’Italia. Saranno Helmuth Köcher e Fabio Di Pietro ad essere chiamati al compito di intercettare i più grandi esperti della miscelazione ed i migliori locali della cultura di bere cocktails in Italia e questo dopo che molti esponenti di questo settore hanno già raccolto il guanto di sfida, mettendosi in competizione tra loro nel contesto di Naturae et Purae e lo rifaranno al Merano Wine Festival del 2021, entrando di fatto all’interno di una guida dedicata al pubblico ed agli operatori di settore pensata proprio per i bar più importanti sul territorio nazionale. La sinergia tra WineHunter, Helmuth Köcher, 5 Hats ed il suo (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Scorgere tra gli angoli più reconditi della cantina una bottiglia quasi dimenticata, una bottiglia magari non sfiorita col passare degli anni, può diventare un’esperienza interessante ancor prima dell’assaggio: la metafora del tempo che scorre così come il vino fluisce nel calice è calzante, soprattutto quando la nostra visione umana non è incentrata sull’inesorabilità del primo né sulla fretta di stappare il secondo bensì sul diritto all’attesa, per volontaria o casuale che sia. Bisogna essere ottimisti e guardare tanto al tempo quanto al vino come ad entità galanti che alla fine di un ciclo lunghissimo ci concedono piaceri e risposte inaspettate. Stappare una bottiglia che viene da un’epoca ormai lontana comporta sempre delle sorprese, si spera in positivo, ed inevitabilmente i pensieri non potranno che andare verso quel periodo ed ai ricordi di cui è foriero. In questo caso si tratta (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Ci sono due cose fondamentali a qualificare un territorio e sono esattamente chi lo abita e ciò che esso contiene. Se chi abita una terra ha consapevolezza di ciò che essa offre probabilmente non resterà indifferente alla sua bellezza, alla sua storia ed alle sue tradizioni, anzi: condividendo il valore territoriale innanzitutto con le persone che vi vivono si andranno ad alimentare sia il culto di quella terra che la memoria collettiva la quale, nella profondità delle radici in cui affonda il passato, diventa memoria storica. Il territorio è pertanto uno scrigno prezioso che non può impolverarsi ma deve poter vedere nella narrativa e nel rinnovamento di ciò che è stato e ciò che è tanto la sua preservazione che il suo futuro. Il territorio dunque è risorsa per chi lo vive e chi vive in un dato luogo è (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Il Concorso Mondiale di Bruxelles giunge alla sua ventottesima edizione e si attesta quale circuito più importante al mondo, vista la qualità degli assaggiatori ed il numero di bottiglie in rassegna, per l’assegnazione di premi di prestigio nel mondo del vino, una via da percorrere da parte di quelle aziende che hanno saputo evolversi nella qualità della loro linea enologica e che intendono elevare l’asticella della loro reputazione a livello internazionale ed accrescere le possibilità di penetrazione di mercato globale. Creato da Louis Havaux, la competizione enologica si è tenuta per la prima volta a Bruges in Belgio nell’aprile del 1994, esordendo poi all’estero per la prima volta nel 2006 sfiorando tappe come Lisbona, Maastricht, Bordeaux, Valencia, Palermo, Lussemburgo, Guimarães, Bratislava, Jesolo, Plovdiv e Valladolid e non a caso è stata definita l’olimpiade dell’enologia mondiale. Ad ospitare l’evento di quest’anno, (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Fondata nel 1950 dal padre di Silvano Ferlat, questa piccola realtà ha iniziato la produzione di vino sfuso svolgendo attività agricola e di allevamento di bestiame al contempo, successivamente l’Azienda Agricola Ferlat ha concentrato tutti i suoi sforzi sulla viticultura ed il suo profilo ha cominciato a smussarsi e delinearsi nel tempo fino a diventare quello di un’autentica cantina a conduzione familiare. Ubicata in provincia di Gorizia nel comune di Cormons, la cantina conta ben 7,5 ettari di vigneto in bilico geologicamente tra la tessitura del terreno tipico del Collio, con presenza di argilla, sabbia e marna, e quello caratteristico dell’areale di Isonzo, più ghiaioso, con presenza di argille rosse e ciottoli fluviali. Nei suoli della pianura friulana, specialmente in questa zona, domina il Flysch di Cormons, un’alternanza di arenarie e ponca come vien qui definita la marna, che conferisce (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    La città di Trani è particolarmente famosa per la cattedrale romanica, i cui lavori hanno avuto inizio nel 1099 ed hanno avuto fine nel 1200, il suo castello svevo, edificato nel 1233 per volere di Federico II di Svevia, la roccia sedimentaria detta appunto pietra di Trani con le sue cave estrattive ed il Moscato di Trani. La storia e la cultura che hanno attraversato questo superbo borgo e che tutt’ora intridono le sue mura assieme alla salsedine del Mare Adriatico ci porta in epoche lontane: Trani deve il suo nome, almeno a partire dal IV secolo, a Tirreno, figlio di Diomede e suo fondatore ed indicata successivamente col nome di Turenum nella Tavola Peutingeriana. Trani era uno dei più importanti porti della Puglia sin dal Medioevo ed ancor prima crocevia di genti e culture mediterranee, considerata una città cerniera (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    La cantina di Marco Cecchini è ubicata in un territorio in bilico tra Udine e Slovenia in Friuli Venezia Giulia. Siamo infatti a Faedis, una cittadina posta nella vallata del torrente Grivò, a ridosso delle Prealpi Giulie e che conta meno di tremila abitanti. Grazie alle tracce rinvenute nella Grotta “Çondar des Paganis“, tra Faedis e Attimis, è possibile stabilire che questo territorio è stato abitato almeno dal 2000 a.C., mentre il rinvenimento di reperti numismatici e diversi manufatti testimoniano il passaggio degli Antichi Romani i quali hanno lasciato sulla piccola collina di Colvillano una piccola villa rustica ed un tempietto votivo, proprio dove oggi sorge la chiesa di Santa Maria Assunta a Faedis. L’etimologia del nome di questa città vien fatto risalire alla parola di origine latina “fagetum“, poi diventata in friulano “faêt“, che significa bosco di faggi; il (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    In effetti non se ne parla mai abbasta e dunque è bene che la comunicazione accenda il focus sui vini rosati, sulla loro qualità enologica e sulla straordinaria capacità di abbinamento. Ben venga dunque l’iniziativa curata da Chiara Giorleo e da Adele Elisabetta Granieri dedicata ai vini fermi ed alle bollicine in rosa: 50 Top Italy Rosè, guida online al suo esordio quest’anno. Dopo mesi di preparazione ed un’attenta selezione delle etichette, segnalate da squadre capillari sul territorio e quindi degustate dalle curatrici, sono stati rivelati i risultati durante la cerimonia di premiazione condotta da Chiara Giannotti di Vino.tv, cerimonia che ha avuto luogo appena due giorni fa attraverso una diretta streaming sui canali social dei partner organizzatori che ha avuto come scenario la splendida isola di Procida, capitale della cultura europea del 2022. La prima edizione del 2021 ha (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    È davvero entusiasmante poter vedere che un team di giovani talentuosi, professionali e sinergici metta a segno, specialmente in tempi come questi in cui abbiamo bisogno di belle notizie, collaborazioni importanti ad eventi di prestigio. Infatti è recentissima la notizia che il The Whynery Journal, voce innovativa nel panorama della comunicazione turistica, culturale ed enogastronomica, narrante esperienze positive sul territorio, sia diventato media partner del Merano Wine Festival. Editore dinamico del webzine e del relativo press network è il Team 5 Hats, già partner di Gourmet’s International per il progetto WineHunter Tour e quindi co-organizzatore dell’evento altoatesino, la cui anteprima quest’anno si terrà dal 18 al 20 giugno in concomitanza con il Merano Flower Festival. Inedito per l’edizione vera e propria che si terrà in novembre, il Merano Wine Festival aprirà le porte ai visitatori ed agli operatori di settori (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Il Prosecco è un fenomeno nazionalpopolare ed in quanto tale dovrebbe poter essere valorizzato e protetto in tutte le espressioni che lo rendono degno di essere bevuto e contemplarlo fieramente tra le eccellenze del Made in Italy… a partire dagli italiani stessi s’intende! Si pensi che, stando ai dati forniti da Google Trends, in cima alla classifica dei prodotti enogastronomici nostrani più digitati sui motori di ricerca, il Prosecco svetta assieme a mozzarella, pizza, parmigiano reggiano e tanti altri, a dimostrazione che le bollicine del trevigiano sono very pop anche oltre gli italici confini e talvolta prese in maggior considerazione. Il Prosecco è mediamente alla portata delle tasche di tutti ma possiede intrinsecamente l’inestimabile valore del territorio da cui proviene e, naturalmente, quello che c’è dietro il lavoro in vigna ed in cantina, oltre a quello rispondente allo sforzo costante (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Aveva ventinove anni Pietro Plozza quando decise di lasciare il lavoro presso la Ferrovia Retica per dedicarsi al commercio di prodotti agroalimentari, scommettendo sulla qualità e la selezione delle materie prime e cominciando ad imbottigliare vino in anni in cui si vendeva soltanto lo sfuso. Era il 1919, si trovava a Brusio in Svizzera, poco lontano da Tirano in Valtellina ed ebbe la lungimiranza di acquistare delle vigne impiantate sui terrazzamenti retici, costruendo una cantina proprio in quell’area in provincia di Sondrio; quei vigneti erano vitati con uve nebbiolo e nel ’46 lui ebbe il merito di essere il primo a vinificare lo Sfursat da esse ottenuto. Da allora è passato più di un secolo e la Cantina Plozza si è evoluta in Plozza Wine Group, formato da altre quattro aziende, mantenendo però lo stesso immutato amore per il nebbiolo (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    La prima cosa che si scorge, senza necessariamente conoscere il suo iter studiorum, è che nel cuore di Nicolò Grippaldi, classe ‘86 e vignaiolo biodinamico, c’è una visione kantiana della vita e della vigna: il cielo stellato sopra le sue vigne riflesso in un suo personale ed intimo codice interiore che a poco a poco esce dalle sue mani e si traduce in ostinato lavoro ed in una carezza per ogni grappolo amorevolmente portato a maturazione. Nativo di Gagliano Castelferrato in provincia di Enna, Nicolò è un sognatore, ama la scrittura creativa e quella musicale, vista la sua passione per la chitarra classica, non guarda la tv ma adora i film di Robert De Niro e tutta la trilogia de “Il Padrino”;  tra i libri che più lo ispirano c’è il “Manuale del Guerriero della Luce” di Paulo Coelho, un (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Le terre irpine vocate alla produzione di uve Aglianico, destinato alla produzione del Taurasi, notoriamente fratello maggiore del Barolo, esprimono un concetto plurimo di terroir e quindi di espressività, conferendo profili sensoriali e caratteri ben distinti a questo grande vino del Sud. In tutti e diciassette comuni del distretto del Taurasi, inquadrati dal disciplinare, le uve maturano piuttosto tardi, si presentano complicate tanto da coltivare che da vinificare ed hanno un carattere brusco che si trasferisce di conseguenza nel vino, vino che possibilmente vien più difficile a prodursi nel territorio montemaranese e che presenta in media tratti di austerità più evidenti. Il piccolo borgo di Montemarano è abitato da meno di 3000 abitanti, sorge alle propaggini del Massiccio del Tuoro, verso la riva sinistra del fiume Calore, vicinissimo al torrente Chionzano, e rientra nell’area sismica dell’Irpinia. Si narra che la (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    La città di Marano di Napoli è molto popolosa, è ubicato in parte sulla bellissima collina dei Camaldoli e rientra nel comprensorio dell’agro giuglianese, corrispondente all’area storico-geografica dei Campi Leborini o Liburia, la parte più fertile della Campania felix. Il territorio, relativamente giovane, si è formato durante l’ultimo periodo geologico dell’area flegrea, è pressoché pianeggiante ed è situato ad un’altitudine che generalmente non supera i 150 metri sul livello del mare, baciato dal clima mediterraneo. Il territorio maranese ha visto le prime tracce antropologiche in età neolitica e a testimonianza di ciò sono stati ritrovati insediamenti databili all’incirca 8.000 anni fa lungo l’asse Marano-San Rocco. Si notato tutt’oggi, nella zona di Masseria Spinosa, Vallesana e Monteleone, tre strade ancora percorribili verso Cupa dei Cani, Pendine e Cupa Orlando, testimonianze del periodo Osco-Sannita. Naturalmente la città campana vedrà la sua epoca (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Attraversando un paesaggio stupendo ed incontaminato, fatto di campagne, querceti e boschi di castagno si arriva a Ceppaloni, antico borgo non molto lontano dalla città di Benevento. La cittadina sannita si erge su una dorsale collinare che domina la valle sottostante, posta tra il torrente Serretelle ad ovest ed il fiume Sabato a Est che nel suo corso millenario ha creato quel piccolo canyon di suggestiva bellezza che è lo stretto di Barba dove, contrariamente a quel che dicono gli storici, gli Antichi Romani avrebbero qualcosa da dimenticare. Dai bastioni del castello normanno, risalente almeno al XII secolo, è tutt’ora possibile controllare il passaggio lungo la via Antiqua Maiore, tratta strategica che da sempre mette in collegamento il beneventano col territorio avellinese, passando proprio per l’angusto stretto di Barba; è proprio per la sia posizione che Ceppaloni è stata teatro (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Il Mondo Vino è un complesso apparato fluidodinamico costantemente in evoluzione, esigente e cangiante. Chi vi opera deve avere una grande vocazione, deve avere una profonda conoscenza della materia ed una forte volontà ad aggiornarsi costantemente e non soltanto in ambito vitivinicolo poiché, indipendentemente dalla propria specializzazione professionale, occorre essere dei bravi sensorialisti, conoscere il mercato ed il trend di consumo, la comunicazione ed i fondamenti del neuromarketing, la conoscenza delle lingue straniere, delle strategie di vendita e della più ampia cultura generale poiché il Vino è materia multidisciplinare in sé. Ambizione, task-oriented mindset, doti manageriali ed organizzative, certo! Ma occorre tanta sensibilità, umiltà e voglia di stare in mezzo alla gente perché più di ogni altra cosa il Vino ha bisogno di persone che si innamorino e facciano innamorare di lui. Chiara Giorleo è una specialista del vino che (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Per quanto la famiglia del Refosco sia composta da diversi vitigni non si può dire che il Refosco dal Peduncolo Rosso sia strettamente associabile a loro: infatti durante gli anni ’80 e ’90 sono state effettuate diverse ricerche su questo varietale e fatte verifiche ampelografiche, isoenzimatiche e molecolari, persino comparazioni con altri cultivar viticoli, i cui risultati hanno dimostrato non solo che il Refosco per antonomasia è appunto quello dal peduncolo rosso ma persino che questo vitigno sia più prossimo alla Corvina, al Pinot Nero, al Piculit Neri ed al Primitivo che non agli altri cosiddetti refoschi; d’altronde negli anni addietro numerosi studiosi quali Lodovico Bertoli, il primo ad associarlo al Pinot borgognone, Gottardo Canciani e Guido Poggi davano maggiore rilievo a questo vitigno, rispetto alle altre tipologie, esaltandone le caratteristiche sia dal punto di vista agronomico che enologico. Le (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Potremmo stupirvi con effetti speciali principiando questo pezzo col raccontarvi dello scontatissimo doppio senso che si cela dietro al termine ambubaia, di origine persiana e poi rientrato nella lingua latina, sino ad analizzare il perché della trasmutazione delle orecchie di Monica Samille Lewinsky in maniglie dell’amore da parte di Bill Clinton, un simpatico jazzista dal sax facile, pervenendo comunque alla conclusione che in entrambi i casi trattasi, musicalmente e non, di blowjob per certi versi… …ma a costo di dover sopportare la vista di qualcuno di voi allibito e a bocca aperta alla stregua di quei romani quando videro certi affreschi ateniesi raffigurare la fellatio, restando come degli allocchi nello scoprire che pure quello si poteva fare, giuro che lo faremo e senza dover arrivare fino alla Casa Bianca o passare necessariamente per neologismi volgarucci come sala orale e via (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Il vitigno Famoso ha diversi sinonimi quali Rambèla o Rambella, Famoso di Cesena, Valpiese o Valdoppiese e si presume provenga dalla Val di Pesa in Toscana, per quanto abbia maggior diffusione presso i borghi delle alte colline in provincia di Forlì, come Castrocaro Terme, Dovadola, Predappio e Rocca San Casciano, e sia allevato anche nella pianura di Ravenna, nonché sulle coste adriatiche verso Pesaro. Al tempo in cui quest’uva veniva impiegata per il consumo a tavola il termine Famoso sottintendeva sia il Cesenate, più simile all’Albana, che il Pesarese o Riminese, dalle caratteristiche prossime a quelle del Trebbiano, oggi praticamente scomparse, di fatto però il vitigno è menzionato già nel 1825 da Norberto Marzotto oltre che in numerosi bollettini ampelografici dello stesso secolo, citazioni che aiutano moltissimo a non confonderne l’identikit. Il vitigno Famoso viene ammesso nel Registro Nazionale delle (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Coltura biologica, cultura del vino è il core value dell’azienda vinicola Corte d’Aibo, nata nel 1989 grazie alla passione di Antonio Capelli e Mario Pirondini. L’azienda, consistente in 35 ettari, si trova proprio nel cuore del Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio e vanta un paesaggio di intatta armonia tra caseggiati dal tipico rosso bolognese, distese di grano e vigneti a perdita d’occhio. È proprio sul versante est del Monte Morello, tra il pianoro di Bazzano e Monteveglio, che prende forma un progetto basato sulla volontà di fare non solo un vino che racconti il territorio ma anche al ritorno stesso dell’uomo ad una dimensione rurale, ad un recupero delle proprie radici ed a prendersi amorevolmente cura di quelle assetate di riscoperta e che tanto narrano di questa terra. L’area ha visto insediamenti etruschi sin dall’antichità, come attestano i rinvenimenti archeologici (altro…)
  • Amon Fiano 2018- cantina Rizzo
    Gaetano Cataldo
    Pur fondata nel 2004 la Cantina Rizzo è sinonimo di viticultura cilentana e parte integrante del paesaggio felittese in quanto le vigne impiantate da lunghissimo tempo accompagnano da sempre la vista del visitatore che desidera raggiungere il rio Calore e le sue gole lungo i percorsi boschivi oppure in canoa. Il paese di Felitto è tra quelli che hanno visto una significativa diminuzione demografica già a partire dagli anni ’60, un fenomeno che anteriormente si è registrato per ragioni socio-economiche ed ambientali anche nella vicina Roscigno, definita la “Pompei del ‘900”, e che oggi si configura nel numero esiguo della popolazione; per fortuna la posizione geografica del piccolo bordo, la quale mette in comunicazione il versante cilentano con quello del Vallo di Diano, mette in condizione il turista di visitare diversi luoghi d’attrazione e godere nel frattempo della bellezza rurale (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    La provincia di Salerno è la prima in Campania per superficie e numero di comuni e, sempre in rapporto alla superficie, è la decima d’Italia per un’estensione che si misura nella profondità artistica, storica e culturale, nonché attraverso il paesaggio decisamente incantevole ed eterogeneo. Si pensi che la città di Salerno vanta da sola una serie di innumerevoli primati: a partire dall’anno 851, a seguito della decadenza del Principato di Benevento, divenne la capitale dello stesso che ne portò il nome e che arrivò ad inglobare verso l’anno 1000 tutto il Mezzogiorno d’Italia, assumendo di fatto il ruolo di prima città di quello che verrà chiamato Regno delle Due Sicilie ben prima di Napoli; vi ha avuto sede la Scuola Medica Salernitana , famosa non soltanto per essere stata la prima vera istituzione europea in fatto di scienza medica, bensì (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    Maschito è un comune molto caratteristico della Basilicata, si trova in provincia di Potenza ed appartiene, come Barile, San Costantino Albanese, Ginestra e San Paolo Albanese, al distretto dei paesi arbëreshë, abitati da una minoranza etnico linguistica culturale proveniente dall’Epiro, dall’Attica e dalla Morea, riconosciuta come comunità degli albanesi d’Italia, stanziatasi in queste terre tra il XV e il XVIII secolo. Maschito, ossia Mashqiti in arbëreshë e Maschìte in dialetto lucano, conta circa 1600 abitanti e l’etimo incerto del suo nome è dovuto probabilmente ad una delle seguenti ragioni: il ratto delle donne venosine da parte dei profughi, in gran parte di sesso maschile, immigrati dall’Epiro nel XV secolo, il termine di origine latina “masculetum“, traducibile come terra di viti maschie in riferimento alla virilità dell’Aglianico ed infine l’omonimia tra questo paesino del Vulture ed un borgo balcanico al quale (altro…)
  • Gaetano Cataldo
    La Vernaccia Nera è tra le uve più rappresentative delle Marche, così ben radicata nel suo areale da essere poco incline all’adattamento in contesti territoriali diversi e già famosa nel 1877 da essere considerata da Giuseppe di Rovasenda, autore del Saggio di Ampelografia Universale, una varietà molto pregiata; iscritta al Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, generalmente quest’uva vede maggior concentrazione nell’area preappenninica nel maceratese ed il suo nome si fa derivare, come per tutte le vernacce in effetti, dal termine latino vernaculum, ossia di ciò che appartiene al luogo. Per essere più precisi siamo a Civitanova Alta, un paesino tra i Monti Azzurri ed il Mare Adriatico, ed è qui che la cantina Fontezoppa ha sede dal 1999, anno della sua fondazione. Questa realtà vitivinicola deve il suo nome ad un’antica sorgente d’acqua posta proprio al crocevia (altro…)

Leave a comment.