Autore: Gaetano Cataldo

Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

L’incontro, in programma lunedì 13 luglio alle ore 18:00 presso l’Hotel Bristol di Vietri sul Mare, riunirà amministratori locali, rappresentanti istituzionali, mondo accademico, imprese innovative e operatori del turismo per discutere delle nuove sfide che interessano i territori: dalla trasformazione digitale alla sostenibilità ambientale, dalla valorizzazione dei borghi alla costruzione di reti territoriali capaci di generare nuove opportunità economiche e sociali.

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La storia della cantina Urciuolo Vini inizia ufficialmente nel 1996, un anno spartiacque per il riscatto del vino irpino, anche se le vere radici affondano molto prima, precisamente in un incontro: quello di Ciro Urciuolo e di sua moglie Caterina Tammaro. Entrambi figli di storiche famiglie di viticoltori campani, Ciro e Caterina si trovarono davanti a un bivio comune: lasciare che l’eredità dei padri sbiadisse nel tempo o trasformarla in un manifesto di rinascita.

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Con Rèn-la Casa del Vino ad Alife nasce una nuova mappa narrativa di territori e persone.

Il vino non si limita ad essere un semplice prodotto agricolo o il risultato di un protocollo biochimico: arriva un momento in cui esso costituisce una forma di aggregazione culturale e diventa un linguaggio comune che va oltre la retorica e la convalida di un certo modo di comunicare

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