Autore: Adriana De Angelis

Grazia Maria Cosima Damiana Deledda, nota in tutto il mondo come Grazia Deledda, nacque a Nuoro nel 1871. Quattro nomi propri fecero da preludio ad una personalità complessa e sfaccettata come quella della scrittrice sarda che, lontana dalle luci della ribalta e attenta a vivere la sua vita appartata nella casa che aveva costruito per la sua famiglia, si espresse attraverso un universo di figure femminili che parlavano per lei: Marianna, Olì, Ruth, Ester, Noemi, Maria, Annesa, Maria Maddalena, Nina, Maria Concezione, tutte protagoniste dei suoi numerosi romanzi. ‘Cosima, quasi Grazia’ fu il titolo che la Deledda diede alla sua…

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Il 5 ottobre del 2017, sul sito del magazine del «New Yorker», a firma di Ruth Ben-Ghiat, docente di Storia e Studi italiani presso la New York University, apparve un articolo intitolato “Why Are So Many Fascist Monuments Still Standing in Italy?” (Come mai così tanti monumenti fascisti sono ancora in piedi in Italia?).

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Così inizia Torna a Surriento, sicuramente la canzone più universalmente nota di tutto l’ampio repertorio napoletano, cantato in ogni lingua e in tutto il mondo. Composta nel 1902 da Ernesto De Curtis su testo di suo fratello Giambattista, nel 1960, la canzone conobbe una versione in inglese, It’s now or never, eseguita addirittura da Elvis Presley che aumentò, se possibile, la fama di Napoli, del suo circondario, delle sue isole, della sua costiera e di quella amalfitana.

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Sostieni il nostro lavoro Sin dai tempi dell’antica Grecia, come attestato da Aristotele, la medicina è da ritenersi un perfetto accordo tra Arte e Scienza: Scienza come conoscenza di tutte le circostanze relative alla salute dell’uomo ed Arte in quanto capacità di applicare tale conoscenza alla cura delle malattie.

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L’archeologa lituana/statunitense Marija Gimbutas nella seconda metà del Novecento ha svolto un ruolo fondamentale nella determinazione della genesi delle identità europee grazie alla sua rivoluzionaria scoperta dell’esistenza di una cultura che è non solo precedente, ma addirittura l’opposto di quella indoeuropea da cui noi tutti riteniamo di discendere.

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Nel 1545, durante gli scavi nelle Terme di Caracalla, ordinati da Papa Paolo III Farnese al fine di reperire statue antiche che andassero ad abbellire la stupenda dimora della nobile famiglia romana nota come Palazzo Farnese, attuale sede dell’Ambasciata di Francia a Roma, fu rinvenuto il più grande gruppo scultoreo dell’antichità

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