È tutto vero. Ne “Il miracolo dei Rei”, docufilm che narra le vicende della colonia penale che è stata la più grande di tutta Italia, tutto è vero. Le date, i fatti, i personaggi, le conversazioni estratte da documenti storici, diari e articoli giornalistici. Sono vere le storie degli uomini raccontate, sono veri i nomi, i cognomi, sono vere le circostanze, è vera l’ampiezza impressionante dei territori che i carcerati bonificarono, 6500 ettari. Impossibile guardarli o immaginarli tutti insieme. Sono veri i morti, un numero scioccante, è vera la malaria che è stata la maledizione lunga millenni di un’isola bella…
Autore: Claudia Zedda
Sostieni il nostro lavoro In Sardegna la guarigione ha da secoli, foss’anche millenni, le sue ragioni e le sue regole, semplici e comunitarie. La cura sull’Isola di qualche decennio fa aveva inoltre un fondamento democratico, era di facile accesso a tutti, specie quella procurata per mezzo di guaritrici, guaritori ed erbarias.
Se Sardegna fosse l’inizio di una storia e io fossi la scrittrice di un libro che racconta una favola antica, inizierei il racconto dicendo che Sardegna è uno scrigno.
Vorrei essere una pietra, di quelle antiche per davvero. Una pietra di Karalis, figlia del maestrale.
Trese suni sos regalos de Deus a dolu misciados e allegria: s’aba, su ‘inu, s’olzu ‘e s’olia pro chi sa vida colet in recreu[1].
La festa delle luci, è così che mi piace pensare al natale. Ho un abete in salone che profuma di bosco, un piccolo presepe artigianale che più che simbolo cristiano è ricordo della famiglia e piccoli pensierini incartati pazientemente, profumati di vaniglia e cannella che scintillano sotto l’andare e il tornare dei lumicini intermittenti. Poco importa che il sole tramonti presto: è Natale, la mia casa è un incendio di luci anche di notte. Che poi pensi che quella dell’albero di natale sia una trovata moderna e invece scopri che no, le cose non stanno esattamente così. Nei bianchissimi paesi…
“Hanno detto che Franziska è stanca di ballare con un uomo che non ride e non la può baciare tutta notte sulla quercia l’hai seguita in mezzo ai rami dietro il palco sull’orchestra i tuoi occhi come due cani.”
Un sardo nato alla fine degli anni settanta, a forza di sentirle ripetere un po’ da tutti, un po’ da nessuno, cresce con in testa alcune massime che parlano della sua gente e della sua terra: l’isolano è piuttosto ospitale ma pure diffidente, quasi che si parlasse di un cinghiale selvatico, il sardo come lingua è cosa da non usare a scuola, i sardi sono tante cose ma non sono imprenditori, ma soprattutto, nella top ten dei luoghi comuni di Sardegna, la gente sarda non è in grado di organizzarsi e di creare fronte comune. Una disabilità bella e buona,…
Su scusorgiu1 “Ma tu un tesoro lo hai mai trovato?” “Io no, ma è stata colpa mia. Ce lo avevo proprio sotto il naso.” Mi faccio un caffè e ascolto, girando il cucchiaino nella tazzina bianco avorio, il racconto di mia nonna che come ogni sardo che si rispetti non solo sa cosa sia su scusorgiu, ma ne ha avuto proprio uno a portata di mano. “Quando questo fatto è successo io ero ancora una bambina e abitavo in paese con mio padre e i miei fratelli. Mi ricordo che quella notte fui svegliata da un forte vento che sbatteva…
Faghide bene a sos mortos1