In occasione della Giornata Mondiale della Salute, la cui ricorrenza viene osservata in oltre 150 Paesi, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche legate a povertà, fame, malnutrizione e sicurezza alimentare, promuovendo al contempo diete sane e sostenibili per tutti, giovedì 16 ottobre alle ore 9:30, presso la Sala Settecentesca della Biblioteca Universitaria di Cagliari, si terrà il convegno dal titolo “Regole e limiti alimentari”.
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Stiamo immolando la nostra Identità Mediterranea al progresso, alla comodità ed all’omologazione, senza renderci conto della profonda connessione tra il cibo che compriamo e mangiamo ogni giorno, la salvaguardia degli ambienti naturali ed agricoli, le sorti delle comunità rurali che vivono qui e di quelle che vivono in condizioni precarie dall’altra parte del mondo per poter continuare ad ingozzare le fauci del consumismo.
Col suo cuore mediterraneo e la sua nipponica cura del dettaglio Molaro non è soltanto riuscito ad avvicinare due vulcani, il Vesuvio ed il Monte Fuji, lontani anni luce ma con la sua empatia riesce a trasmettere la matrice più intima della sua idea di ricetta, come in un viaggio condiviso tra sapori, scenari di vita vissuta e stati d’animo.
I popoli del Mediterraneo conobbero il riso dopo la conquista dell’Asia da parte di Alessandro Magno e Teofrasto, contemporaneo del condottiero, il quale è stato il primo a dare descrizione della pianta nei suoi trattati, parlandone come di un cereale che cresceva in acqua dopo lungo tempo ed i cui semi erano particolarmente idonei ad essere bolliti onde soddisfare il fabbisogno alimentari dei popoli asiatici. Aristobolo, compagno di Alessandro in diverse campagne militari e durante le spedizioni in Asia, ci dà addirittura notizie più dettagliate: il riso era una pianta che poteva raggiungere i quattro piedi di altezza, aveva abbondanti spighe, era ricca di semi, coltivata in aiuole chiuse e ben irrigate.
Tra le più tipiche espressioni dolciarie della tradizione natalizia partenopea vi sono le sapienze, cioè si scrivono sapienze ma si pronunciano susamielli e si mangiano come si pronunciano.
Nella mattinata del 21 gennaio presso l’Istituto “Francesco De Gennaro” di Vico Equense, polo d’eccellenza dell’istruzione alberghiera, si è tenuto l’Open Day organizzato al fine di orientare gli studenti nella difficile scelta di stabilire se proseguire il triennio tra i percorsi di sala & bar, accoglienza e cucina; una scelta fondamentale per il futuro degli studenti che diventeranno, in Italia e nel mondo, professionisti dell’industria alberghiera.
Per lungo tempo, almeno nel nostro paese, a scrivere di cibo sono stati principalmente i critici gastronomici con i loro…