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I lavori di realizzazione di questa cantina cominciano agli inizi degli anni ’90, voluti da Antonio Caggiano, fotografo “globetrotter” e grande appassionato della sua Irpinia. Antonio fonda la cantina proprio a Contrada Sala, decisissimo a dar voce alla tradizione vitivinicola del borgo di Taurasi ed infatti quello che colpisce subito il visitatore è l’idea di trovarsi in una sorta di museo della civiltà contadina legata al culto della Vite, tra arnesi e cunicoli, sommerso dalle bottiglie poste nelle pareti di pietra incavate. Negli ultimi anni la conduzione agronomica ed enologica sono passate al figlio Giuseppe, comunque aiutato dal padre nel costante lavoro di interpretazione delle vendemmie e del territorio.

Le uve Fiano impiegate per la vinificazione del Béchar sono frutto di viti ultraventennali allevate a cordone speronato, provenienti da diversi terreni collinari, tutti ricadenti nell’area prevista dal disciplinare, posti ad un’altitudine media di 400 metri sul livello del mare e di origine calcareo-argillosa; i filari guardano a Sud-Ovest ed i grappoli, dalle rese piuttosto basse, vengono raccolti a mano verso la fine di Ottobre in fase di piena maturazione; il mosto, ottenuto da una soffice pressatura, fermenta in tini di acciaio a bassa temperatura ed il nettare che se ne ottiene riposa in bottiglia per 3 mesi senza ulteriori passaggi.

Il Béchar 2016 è di un giallo paglierino carico che volge al dorato, un vino di buona consistenza che sfoggia i profumi della mela golden e della ginestra a cui fanno seguito quelli di nocepesca e di ananas maturo, papaya disidratata, nocciola tostata e miele di acacia con un accenno appena di fiori essiccati, talco e confetto di mandorla; il sorso è appagante e, seppur con morbidi accenni ed il ritorno in di sentori di mela e di ananas, teso nell’equilibrio tra acidità e sapidità che ne estendono la piacevole persistenza e che avranno tanto da raccontare su una maturità ancora non pervenuta e carica di aspettative. Fettuccine all’astice e pomodorino giallo del Vesuvio, crema di burrata, mandorle e scorze d’agrumi.

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