L'intervento di Gaetano Cataldo all scuola enologica di Avvellino
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Ricchissimi gli appuntamenti estivi organizzati dall’Associazione Culturale 41/14 in collaborazione con la startup Visit Irpinia all’interno del progetto Agrinuovo 4.0 in quello che è ormai simbolo della città di Avellino: la Scuola Enologica, riferimento della cultura agraria nel Sud Italia.

La rassegna Ricreazione al Vigneto, iniziata il 15 luglio e che durerà fino al 5 settembre, sta avendo un grandissimo riscontro di pubblico e tra musica, banchi di degustazione, con protagonisti i vini dell’Istituto De Sanctis, si succedono diverse iniziative, tra cui anche le esperienze narrate di professionisti provenienti da diversi settori e che trovano un punto di connessione o di utilità col percorso formativo degli studenti, i quali beneficeranno dell’intervento in forma audiovisiva.

intervento Gaetano Cataldo Scuola enologica di Avvellino

Il 31 luglio tra gli ospiti c’era proprio Gaetano Cataldo, nostro capo redattore della sezione vini di MedFood, il quale ha tenuto una conversazione sulle seguenti tematiche: Territorio, Educazione Diffusa ed Innovazione: prospettive di comunicazione del brand.

Ecco quanto sostenuto

Il territorio di concetto è qualificato da ciò che esso contiene e da chi lo abita. Paesaggio, Conurbazione, Prodotti dell’Agroalimentare, Tradizioni e Monumenti, certo. Ma ciò che bisogna precisare è che gli abitanti di un territorio debbano essere sempre parte attiva e consapevoli della ricchezza di ciò che spesso è sotto ai propri occhi, senza esserne assuefatti, e di riconoscerne costantemente il valore. Ecco perché è importante monitorare, narrare e preservare il territorio e diventarne possibilmente ambasciatori virtuosi ogni giorno.

Da questo punto di vista è importante considerare che senza una memoria collettiva non ci può essere memoria storica e senza memoria storica gli abitanti di un territorio non sanno da dove vengono, non sanno in che direzione andare e non si crea quel legame fondamentale transgenerazionale.

Per fortuna la kermesse Ricreazione nel Vigneto sta creando una connessione decisiva tra la Scuola e la Comunità e pare proprio si stia allo stesso tempo recuperando un gap tipico del sistema della pubblica istruzione con un criterio che strizza effettivamente l’occhio al buon vecchio Metodo Montessori e quindi ad una sorta di Educazione Diffusa, ossia quello che si sta facendo per radicare sempre più gli studenti, le istituzioni, i cittadini e le aziende alla terra irpina con totale coinvolgimento e partecipazione attiva.

All’apprendimento chiuso e iperprotettivo di una scuola a compartimentazione stagna, privo di motivazione e connessione con la realtà, si sostituisce progressivamente un apprendimento realizzato con esperienze concrete da rielaborare e condividere. Non più insegnanti di discipline ma educatori, méntori, guide, conduttori capaci di agevolare i percorsi di interconnessione e indurre sempre maggior autonomia e autorganizzazione.

È un atto politico portare questo modello nella società. È un impegno, una scommessa e una prospettiva di vita sensata che tutti dovremmo condividere divulgando l’idea e il progetto per trasformarlo in esperienze diffuse nel territorio.

Assertività, gioco di squadra e networking.

Ogni singola contrada col suo paesaggio, con le sue attività produttive, un bed & breakfast, costituiscono una sorta di circuito chiuso che si autoalimenta ed è autonomo al fine di creare turismo lento e che, inanellato, ad altri loop, diventa una fitta maglia di interconnessioni che mette in rete tutti gli attori di un territorio.

La prima vera innovazione dunque è costituita da relazioni umane genuine e ben predisposte al cambiamento per il beneficio comune. A seguire vengono modelli di sostenibilità che hanno a che fare con l’agricoltura di precisione, l’installazione di impianti di biomassa che possano contribuire al dispendio energetico, al basso impatto ambientale ed alla produzione di compost inerte, insomma fonti di ricchezza straordinari per una terra a vocazione agricola e turistica come la provincia di Avellino. Bisogna poter considerare anche, in un modello di sostenibilità sociale, l’uso di moneta di scambio comunitarie come il Sardex, fortemente decentralizzata dalle banche e che aumenta la spendibilità.

Le stesse attività imprenditoriali, il tessuto economico di un’area geografica, possono innovare loro stesse attraverso un nuovo modello certificazione che è la block chain: incorruttibilità di quanto immesso nel registro, validazione, notarizzazione, trasparenza, tracciabilità e difesa della proprietà intellettuale a portata di mano con un QR Code.

Ma come possiamo comunicare il brand al di là dei social, della scrittura persuasiva e delle strategie di visual marketing?

Intanto facendo comunicazione e capire cosa differisce tra comunicazione e reputazione: la prima è quando parliamo di noi stessi, mentre la seconda è quando altri parlano di noi. Prima di tutto questo però è necessario capire quali sono i nostri punti di valore e come possiamo diversificarci dalla concorrenza ed il primo strumento in tal senso, oltre ad allineare la web reputation con la reputazione reale, potrebbe essere la strategia oceano blu.

La Strategia Oceano Blu è la teoria secondo la quale i mercati in cui operano le imprese di qualsiasi tipo sono metaforicamente visti come due oceani paralleli di colore diverso, uno rosso ed uno blu, a seconda del modo in cui si decide di operare sul mercato stesso.

L’oceano rosso è un mercato ipotetico in cui i manager delle imprese si sono focalizzati da tempo, che comprende tutti i settori esistenti, dove vige una continua lotta tra competitors per aggiudicarsi una maggiore fetta di domanda all’interno dello stesso settore e dove c’è completa assenza di innovazione. In questo tipo di mercato le imprese devono accontentarsi di bassi margini di profitto, perché l’approccio strategico è quello tradizionale, basato sulla sconfitta della concorrenza. Viceversa, un oceano blu è caratterizzato da innovazione, processi ed idee inedite!

Nel ribadire tutto questo Gaetano ha concluso rivolgendosi agli studenti: insegniamo ciò che crescendo abbiamo imparato ed impariamo da voi ciò che crescendo abbiamo dimenticato.

Il nostro redattore, nei panni del navigante e del sommelier, terrà ancora una piccola disamina presso la Scuola Enologica, stavolta incentrata sulla relazione tra il Vino ed il Mare. L’appuntamento è fissato il giorno 7 agosto alle 19:30.

1 thought on “Intervento di Gaetano Cataldo, giornalista di mediterranea, presso la Scuola enologica di Avellino

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