Browsing: Potere della cultura

Come in una celebre bustina di Minerva, Umberto Eco forse ci avrebbe ricordato che la forza di un simbolo non risiede nella sua elasticità, ma nella sua capacità di resistere all’urto del tempo senza perdere la propria forma specifica. Questa resistenza è ciò che definisce un’identità culturale ed è esattamente la funzione che Bella Ciao svolge.

Il progetto Zagrea, ideato da Gaetano Cataldo e promosso dall’associazione Identità Mediterranea, rappresenta un’iniziativa pionieristica nel panorama vitivinicolo internazionale. Al centro del progetto vi è la valorizzazione della viticoltura a piede franco, che può essere interpretata non solo come tecnica agronomica ancestrale, ma come asset identitario, culturale e strategico per il destination management.

Sia benedetto il portinnesto che ha portato la liberazione dalla fillossera, flagello della Vitis Vinifera, che si tramanda sia stata introdotta accidentalmente. Al di là del fatto che ancora oggi, malgrado l’enorme progresso delle scienze agrarie, la terra-formazione e l’agricoltura spaziale, l’orrido afide tuttavia esiste, sembra sia diventato uno sport internazionale piuttosto diffuso tra accademici, agronomi e vivaisti, vedere il Piede Franco più come un problema che come bene da tutelare.

Quanto si tenta di analizzare è molto semplicemente un’indagine statistica mirata a soppesare la presenza del Piede Franco, come parola, nei diversi ambiti della comunicazione e non costituisce certamente un attacco al Pragmatismo Agronomico, che potrebbe nutrire avversione per un modo desueto di parlare di vino, vedendoci erroneamente una visione complottista.

L’etimo del nome è una strada maestra per arrivare alla radice prima del significato della parola, fondamentale per ricostruire la storia con le varie modifiche che l’uso del termine ha subito nei secoli. In questo articolo ci si chiede se il termine Piede Franco sia veicolo efficace di tutto ciò che rappresenta la viticoltura ancestrale che ha accompagnato l’uomo da 8000 anni a questa parte.

La comunità enologica internazionale ha celebrato Roberto Cipresso in un momento di altissimo valore simbolico e accademico per la sua straordinaria carriera, conferendogli il titolo di Dottore Honoris Causa in Scienze Agrarie. Con il qui presente decreto rettorale, è stato attribuito presso la Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università Nazionale di Cuyo, nel distretto di Mendoza, il riconoscimento a un uomo che ha scelto di non applicare formule, ma di trasformare l’enologia in una forma di conoscenza del mondo