Sulle colline di Valeggio sul Mincio, dove la terra custodisce la memoria degli antichi ghiacciai, sorge l’azienda agricola Monte dei Roari. Questa terra è da sempre la culla ideale per la nascita del Custoza.
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Sono passati più di quattro anni dall’ultimo assaggio documentato del Difesa di Francesca Fiasco e potrete leggerne qui la descrizione. In realtà di anni, per bottiglia di rosso Igt Paestum, ne sono quasi passati dieci ormai e l’estate non è mai una ragione sufficiente per non stapparne un’altra e vedere cosa succede.
Il sole tramonta lentamente dietro i profili severi del Parco Nazionale del Matese, allungando le ombre delle antiche mura romane sulla pianura circostante, ove Masseria Ferrucci ha eletto dimora. Qui la descrizione di un borgo e del Quinto Elemento, il Pallagrello Bianco secondo Peppe Ferrucci.
Con Rèn-la Casa del Vino ad Alife nasce una nuova mappa narrativa di territori e persone.
Il vino non si limita ad essere un semplice prodotto agricolo o il risultato di un protocollo biochimico: arriva un momento in cui esso costituisce una forma di aggregazione culturale e diventa un linguaggio comune che va oltre la retorica e la convalida di un certo modo di comunicare
Guardare un vino rosé significa talvolta, prima di ogni altra cosa, accettare una sfida emotiva ed intellettuale.
A Pozzolengo nasce l’eccellenza vitivinicola firmata Bulgarini. Un viaggio sensoriale dove la passione per la terra incontra la tradizione del Lugana.
Vigna del Vulcano: storia di Villa Dora e del suo vino iconico, identitario del Vesuvio, attraverso il territorio di Terzigno
La vera magia al ristorante DiAletti non è far apparire qualcosa dal nulla, ma riuscire a non far scomparire l’identità di ciò che mangiamo e beviamo.
C’è un legame ancestrale, quasi magico, che unisce la terra dell’Alto Casertano al soffio del vento che scende dai monti e accarezza le anse del Volturno. In questo scenario, che sembra rimasto sospeso in un’epoca di rurale eleganza, si colloca il lavoro monumentale di Manuela Piancastelli: “Pallagrello. Il vino del vento, del fiume e del re”.
L’areale del Vesuvio è rinomatissimo tanto per i bianchi che per i rossi, ma avere la fortuna di qualche bottiglia dimenticata in cantina può essere di aiuto nella comprensione del potenziale del territorio e del Piedirosso nella sua versione in rosa.