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Reportage fotografico di Sabina Murru sulla danza pagana dei Mamuthones per i fuochi di Sant’Antonio 2016 a Mamoiada, Sardegna. 

(testo originale Maschere e Miti della Sardegna di Dolores Turchi)

Fra le manifestazioni degli usi e costumi popolari della Sardegna la più significativa e la più ricca di ricordi arcaici è quella che i pastori e i contadini della Barbagia chiamano “SOS MAMUTHONES” e “SOS ISSOHADORES” di Mamoiada, due figure che si esibiscono insieme ma sono ben distinte, caratterizzate sia dal diverso abbigliamento che dal modo di muoversi.
L’abbigliamento del Mamuthone comprende ora l’abito in velluto scuro, la mastruca nera (casacca di pelle ovina caratteristica dei pastori sardi) chiamata sas peddes, le scarpe in pelle conciate a mano dette soshòsinzos; sul volto porta sa visera, una maschera nera antropomorfa, sul capo il berretto sardo (coppola) ed il fazzoletto del vestiario femminile (su mucadore) che avvolge visera e berretto.
Sul dorso del Mamuthone, legato da una serie di cinghie in cuoio con un complesso sistema di ancoraggio, è sistemato un pesante mazzo di campanacci di varia misura mentre un altro carico più piccolo di campanelle bronzee è collocato sul davanti all’altezza dello sterno e dello stomaco. L’insieme dei campanacci e sonagli viene chiamato sa carriga. Il peso complessivo di tutta l’attrezzatura si aggira sui 20/25 chili, ma non è solo il peso quello che fa faticare bensì la “morsa” delle cinghie in pelle, ben strette tra le spalle e la gabbia toracica che rendono difficile la respirazione; infatti, a fine esibizione le spalle dei partecipanti sono spesso segnate da varie ecchimosi. Una delle doti richieste per fare il Mamuthone è la resistenza alla fatica.
I Mamuthones vanno accompagnati dagli Issohadores,portatori di soha, una lunga fune in giunco.
L’Issohadore non porta i pesanti campanacci, il suo abbigliamento è del tutto diverso da quello delMamuthone e viene indicato a Mamoiada ed in altri paesi come”veste ‘e turcu”(vestito da turco). L’abbigliamento ora comprende: sul capo la nera berritta sarda legata al mento da un fazzoletto variamente colorato, larghi pantaloni e camicia di tela bianchissimi, sopraccalze di lana nera, il corpetto rosso del costume tradizionale maschile, a tracolla una cinghia in pelle e stoffa dove sono appuntati piccoli sonagli, uno scialle, di solito scuro con bellissimi ricami, legato alla vita con la parte variopinta che scende lungo la gamba sinistra.
I componenti di questa straordinaria rappresentazione si ritrovano tutti nel punto stabilito per indossare gli abiti della “cerimonia”. La vestizione sa’ di rito. La prima uscita annuale dei Mamuthones e Issohadores avviene il 17 Gennaio il giorno di Sant’Antonio, di quello stesso Santo per cui si accendono grandi fuochi votivi in tutta la Barbagia.

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