Corbezzoli
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Pensando al paesaggio mediterraneo la prima immagine che si delinea nella nostra mente è quella della macchia mediterranea

, colorata e profumata, caratteristica delle coste lambite dal Mare Nostrum.

Una passeggiata primaverile tra gli arbusti e gli alberi che costituiscono la tipica macchia, alta o bassa a seconda del territorio, ci sorprenderà per l’esplosione di colori e profumi che si uniscono in un inconfondibile bouquet mediterraneo.
Sarà come svitare un’ampollina di spezie e annusarla a pieni polmoni: una miscela di odori e aromi conquisterà i nostri sensi. La stessa miscela che da tempo immemorabile costituisce il carattere speciale della cucina mediterranea, impreziosita ed esaltata dai profumi della sua macchia.

Tra i primi piatti l’uso delle erbe tipiche è molto diffuso e va dall’impiego dell’alloro per la preparazione del condimento di paste fresche come i maccheroni alla chitarra nel centro Italia, al posto di primo piano che ricopre il cappero nella cucina siciliana.
Le ricette sono innumerevoli e combinano gli ingredienti più importanti della gastronomia sicula: melanzane, pomodori, olive, acciughe e naturalmente capperi.
Qualche esempio per gradire: fusilli melanzane e capperi, spaghetti alla strombolana a base di olive, capperi, acciughe e peperoncino, pasta ai capperi tipica delle Isole Eolie.

In Sardegna invece, come molti sanno, l’arbusto principe in tavola è il mirto.
Un pranzo tradizionale non è tale se come secondo piatto non si porta in tavola un grande vassoio di sughero colmo di maialetto arrosto aromatizzato con rami di mirto. Il binomio è indissolubile e il sapore del maialetto non sarebbe tanto irresistibile senza il mirto a decorare e profumare la pietanza.
Un’altra pianta aromatica tipica della macchia mediterranea è il ginepro, le cui bacche, intensamente profumate, vengono impiegate in tutta Italia nella preparazione di piatti di cacciagione.
Accanto a questi succulenti secondi piatti a base di carne starà benissimo un abbondante contorno di patate al forno con il rosmarino, altro arbusto che cresce spontaneamente in tutto il bacino mediterraneo e che con i suoi bellissimi fiori azzurri contribuisce al favoloso colpo d’occhio che regala la macchia mediterranea in primavera.

Durante l’autunno il paesaggio mediterraneo si colora di nuove fioriture regalando la materia prima per altre leccornie di stagione.
Si pensi ad esempio alle piante di cisto, piccoli arbusti dai fiori rosa o bianchi con petali sottili come carta velina. Dopo le abbondanti piogge autunnali queste piante nascondono tra i loro rami gustosissimi funghi chiamati in sardo cardulin’e murdegu (boleto del cisto in italiano) destinati a finire insemolati e fritti nelle cucine isolane.

Tra i frutti impossibile dimenticare il corbezzolo che matura tra l’autunno e l’inverno e diventa ingrediente principale per la preparazione di marmellate, torte e liquori.
A proposito di liquori, la macchia mediterranea offre numerose erbe e bacche che costituiscono gli ingredienti base delle loro ricette.

Probabilmente il più famoso è il mirto di Sardegna che con il suo gusto inconfondibile rappresenta uno dei prodotti più importanti e caratteristici dell’Isola.
Ma ne esistono tanti altri ricavati ad esempio dall’utilizzo del timo montano, del ginepro e dell’alloro, che vanta notevoli proprietà digestive.

Al termine di questo viaggio tra i fornelli alla scoperta dell’utilizzo di erbe e bacche della macchia mediterranea, occorre ricordare ai lettori che ogni ricetta per definirsi a tutti gli effetti “mediterranea” deve essere obbligatoriamente condita con un filo d’olio extravergine d’oliva.

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