Dossier Hoffmann
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Recensione del libro Dossier Hoffmann di Antonello Ardu, ed. Aìsara

Storia di una favola moderna. Un’invenzione scientifica che cambia la sorte dell’umanità, la scoperta di un mondo che viaggia ad energia pulita. E’ possibile?

L’autore ha costruito un romanzo eccellente, un thriller con un ritmo incalzante e coinvolgente in ognuna delle sue fasi. Come ogni romanzo che si rispetti la fine spiega e apre il racconto ad infinite soluzioni. Ogni lettore avrà libertà di interpretazione sugli infiniti scenari che conseguirebbero alla rivoluzionaria, e il termine non è mai stato così adeguato, invenzione scientifica.

Ciò che ha retto il mondo, nel celebre secolo breve, è stato l’approvvigionamento delle fonti energetiche. La necessità di fonti di energia utili alla produzione industriale è insostenibile, non certo dettata dall’aumento della popolazione mondiale, infatti solo la minoranza della popolazione del pianeta usufruisce dell’energia elettrica e delle produzioni industriali. C’è una maggioranza della popolazione che non ha “peso” politico di fronte ai consumi energetici. I consumatori finali sono l’ago della bilancia in una società contemporanea. Il mercato si regge ovviamente sui consumi, i governi si reggono sui mercati, e in ultima analisi i consumi e gli interessi commerciali determinano e favoriscono l’avvicendarsi dei governi.

Questa potrebbe sembrare un’analisi sbrigativa di come funziona l’economia e la politica mondiale. Ma, se una sola invenzione riesce a sconvolgere l’ordine mondiale, vuol dire che questo stesso ordine si è basato fino ad oggi sulle fonti energetiche tradizionali, ossia: idrocarburi, combustibili fossili e il gas, e se dovessero mancare ci sarebbe una rivoluzione, appunto.

Insomma, secondo la tesi del libro, il mondo si regge sulle possibilità dell’approvvigionamento delle fonti energetiche. Finito il petrolio finisce l’umanità? Non è così, o meglio così ci fanno credere per dare più importanza al petrolio. I governi hanno pronte le alternative, già da molto tempo. Ma gli interessi delle multinazionali del petrolio sono quelli che determinano la politica energetica mondiale, purtroppo.

Purtroppo dobbiamo ancora sopportare l’inquinamento massiccio, le guerre, la pulizia dell’ambiente per soddisfare ancora gli interessi economici di gruppi che ormai controllano i mercati mondiali di ogni settore.

Alcune domande all’autore.

Quanto c’è di vero nel tuo romanzo?

Oserei dire che gran parte della storia potrebbe essere vera. Certo stiamo parlando di narrativa, un romanzo con una trama molto articolata, per intenderci un genere che potrebbe essere catalogato tra la spy-story ed il noir, ma l’argomento centrale del libro è molto serio e nasce da un’ipotesi di lavoro a cui tengo moltissimo.

La domanda che mi sono posto quando ho deciso di scrivere la storia è semplice ma allo stesso tempo molto complicata: cosa accadrebbe in questo nostro pazzo mondo se un giorno l’energia derivata dal petrolio all’improvviso venisse sostituita da una fonte di energia inesauribile, disponibile ovunque e per chiunque, ad un costo irrisorio e senza alcuna emissione nociva o scarti di lavorazione pericolosi?

Intorno a questo interrogativo, molto vero e attuale, ho costruito il mio romanzo. In questi giorni, quasi si trattasse di una fiction e non di una realtà sconvolgente, assistiamo inermi alle immagini trasmesse dalla tv che mostrano la conduttura sottomarina della BP che, a causa di una falla, perde greggio come un rubinetto impazzito, con l’enorme chiazza oleosa formatasi al largo del Golfo del Messico che sta progressivamente inquinando le coste degli Stati Uniti, creando quello che sarà catalogato come il più grave disastro ecologico di tutti i tempi. L’esigenza di un’alternativa energetica appare, quindi, quanto mai pressante.

Nel mio libro, un’invenzione, scaturita da un’intuizione geniale di un fisico ebreo-tedesco, Conrad Lorenz Hoffmann, emigrato negli Stati Uniti agli albori del regime Nazista, voluta disperatamente da Hitler per ribaltare le sorti della guerra, ormai segnate, nel ’44 viene trasportata da un caccia della Luftwaffe alla volta di Berlino. L’aereo, a causa di un incidente, non giungerà mai in Germania ma si inabisserà nelle acque del porto di Cagliari. Nel 2006 il relitto del caccia, un Messershmitt-109, viene ripescato per caso e all’interno della sua carlinga riappare l’invenzione che, dopo una serie di avvenimenti che si sviluppano in mezzo mondo, cambierà le sorti della storia dell’umanità. I fatti storici raccontati nel libro abbracciano un periodo che dagli anni ’20, includendo l’ultimo conflitto mondiale, l’inizio della guerra fredda, la sua conclusione nel 1989 con l’abbattimento del muro di Berlino arriva ai giorni nostri, sono reali anche se raccontati da personaggi immaginari ma credibili.

Qual è il tuo messaggio finale, se esiste!

Il mio messaggio non è altro che la filosofia di vita dello scienziato tedesco che ha anche dato il titolo al libro e a cui mi sono ispirato, prendendo come esempio la geniale figura di Nikola Tesla, lui sì, esistito veramente in carne ed ossa.

Uno scienziato, Tesla, che ha realmente rivoluzionato la storia dell’umanità, anche se molti non hanno neppure la vaga idea di chi egli sia o non hanno mai sentito pronunciare il suo nome. Eppure è stato lo scienziato che ha rivoluzionato gli studi dell’elettromagnetismo, i cui numerosi brevetti, le sue invenzioni, hanno contribuito alla seconda rivoluzione industriale, allo sviluppo tecnologico e al benessere diffuso. Sto parlando della trasmissione e diffusione della corrente alternata, dei motori polifase, ma anche della robotica e di migliaia di altri brevetti secretati dalle’esercito USA, tenuti ancor oggi nascosti per la loro sconvolgente portata. Era un genio con un forte spirito civile e un credo profondo dell’essere scienziato come di qualcuno che mette le sue capacità a disposizione per il beneficio dell’intera umanità e non di poche multinazionali o a soli fini commerciali. Uno scienziato che, pur essendo stato candidato al premio Nobel per la Fisica, ha rifiutato il premio per una semplice questione di principio: non voleva condividerlo con qualcuno che gli aveva sottratto gli studi sull’uso delle trasmissioni radio da lui in precedenza sviluppate. E inutile aggiungere che Tesla è morto povero, solo e abbandonato, scoperto alcuni giorni dopo la sua morte avvenuta in una misera camera d’albergo a New York.

La sua concezione della scienza al servizio dell’umanità è il messaggio racchiuso nel mio libro. Lo si capisce quando, alla fine, la rivoluzione epocale che scaturisce dal susseguirsi degli avvenimenti farà sì che persino l’acqua potrà essere estratta nelle regioni più povere del pianeta. E questo sarà possibile grazie all’energia disponibile scaturita dall’invenzione Hoffmann. Il mio è un messaggio di speranza, ottimista, nonostante la storia dell’umanità ci induca a pensare il contrario. Ma per ottenere questo ognuno di noi, come hanno fatto Tesla, Hoffmann, ma anche il giornalista e la ragazza protagonisti del libro, deve lottare duramente affinché prevalga una visione del mondo in cui il bene comune sia davvero avvertito come la realizzazione di ciascun individuo e la vita non sia vissuta solo per raggiungere il mero tornaconto personale.

Quanto conta l’informazione nel mondo della politica e delle multinazionali?

Chi detiene l’informazione, chi ha accesso diretto alle notizie, magari prima degli altri e senza porsi troppi scrupoli nel manipolarle a proprio piacimento, ha un potere enorme. Nella politica e nelle multinazionali, anche se le due cose, in effetti e a certe latitudini, spesso coincidano, questo è quanto mai evidente. Non a caso in “Dossier Hoffmann” il personaggio principale è un giornalista che lotta sì per salvarsi la vita ma lo fa soprattutto affinché prevalga la verità dell’informazione, che deve essere corretta e che necessariamente andrebbe divulgata ai lettori, senza mai essere tenuta celata o venire distorta, come nel libro invece i servizi segreti vorrebbero che fosse. Parlo anche di Echelon, la rete segreta di centrali d’ascolto elettroniche Anglo-Americana in grado di intercettare in tutto il pianeta qualsiasi tipo di conversazione: telefonica, fax, radio, tv o internet. Insomma l’informazione carpita, manipolata, lo scoop o la verità che sia, è sempre stata e, ahinoi, sempre sarà al servizio della politica. In Italia la cosa è quanto mai palese: lo vediamo quotidianamente.

Giornali, radio, settimanali e TV asserviti al potere sono in grado di catalizzare l’attenzione su determinati fatti, generalmente di cronaca amplificata e strumentalizzata allo scopo, per sviare scientemente l’attenzione sullo stato reale del paese e della politica, che è inutile dire, sono allo sfascio. Nascondere lo stato reale delle cose, dunque manipolare l’informazione è il livello massimo di potere. E qualcuno, c’è da dirlo, lo sta esercitando alla grande. Non dimentichiamo cosa è successo negli anni recente in Iraq. L’informazione, errata perché si trattava di menzogna pura, che Saddam detenesse armi di distruzioni di massa, ha portato una coalizione capeggiata dagli USA ad attaccare uno stato sovrano per “esportare” democrazia, anche se a suon di cannonate e con gran dispendio di innocenti vite civili, in gran parte composte da bambini, donne e anziani. In quel caso le multinazionali del petrolio, degli armamenti, delle grandi opere e finanziarie hanno sfruttato a loro beneficio un’opportunità creata da loro manipolando l’informazione. Di recente abbiamo assistito ad altri episodi, ma la storia ne è piena. Basti pensare all’allarme mondiale lanciato per il temibilissimo virus dell’aviaria prima e della suina poi, manipolato dalle multinazionali del farmaco per vendere massicce dosi di vaccino e lucrare a danno della paura creata ad arte sempre attraverso un’informazione manipolata.

La verità sulle nostre possibilità future dal punto di vista energetico, sono così pericolose da non poter essere divulgate?

Le multinazionali del petrolio e alcuni Stati che detengono il potere e le ricchezze originate dall’energia derivata dall’estrazione del greggio dettano legge e, da quando hanno scoperto l’esistenza dell’oro nero, sono alquanto riluttanti a lasciare lo scranno su cui siedono comodamente. Pertanto, fino a quando saranno loro a controllare le informazioni, e con questo ci riallacciamo all’argomento trattato in precedenza, lo studio sullo sviluppo delle energie rinnovabili sarà considerato “pericoloso” e non godrà mai dei finanziamenti necessari a far decollare una seria alternativa energetica. Nonostante l’umanità stia letteralmente affogando in un mare di immondizia, scarti, inquinamento delle falde acquifere e dell’aria, sembra ancora che l’unica fonte di energia sia quella tradizionale, prodotta dal petrolio o dall’atomo.

Non è così, ma l’opinione pubblica non è adeguatamente informata, anzi è scientemente tenuta all’oscuro. Tenendo conto che siamo letteralmente circondati da energia è da stupidi non cercare il modo migliore per trasformarla e renderla disponibile a tutti e a un costo accettabile. Ogni singolo elemento presente in natura è composto da un’energia potenziale: il problema è come sfruttare tale possibilità. Pensiamo alle auto: continuano ad andare a benzina, a gasolio o a metano, quando è stato dimostrato che possono usare l’elettricità, l’idrogeno, l’energia derivato dalle biomasse, l’aria compressa e chissà cos’altro. Qualcosa comunque, anche se lentamente, si muove. La Germania ha sviluppato il fotovoltaico, ormai sono i leader a livello mondiale, ma anche l’eolico. In Italia stiamo invece tornando indietro al passato, vorremmo riesumare un’energia ormai obsoleta come il nucleare, e questo nonostante un referendum ne abbia sancito il bando.

Cernobyl non è stato abbastanza, vogliamo continuare a farci del male, ma questa volta con le nostre mani. In Svezia, invece, entro il 2020 il petrolio sarà stato completamente sostituito dalle energie rinnovabili. In Inghilterra e Francia si cominciano a sfruttare le maree e la variazione di temperatura dell’acqua di mare a profondità diverse. Poi ci sono le fonti di energia segrete, ma quelle le lasciamo ai militari. Chissà quante cose potrebbe raccontarci oggi Tesla, se solo fosse ancora vivo. Per esempio sull’esperimento”Philadelphia”. Una cosa è comunque certa: l’elettromagnetismo è una forza presente in natura ovunque, anche nel profondo del cosmo. Perché non pensare che le stelle, i pianeti, non siano in definitiva i piccolissimi atomi che compongono un elemento talmente grande come l’universo che noi, piccoli umani limitati e stupidi, non riusciamo ancora a cogliere?

Ci sono dei personaggi reali a cui ti sei ispirato per il tuo libro?

A parte Hoffmann, che sarebbe l’alter ego di Tesla, e i personaggi storici reali come Hitler o Himmler, i personaggi descritti nel libro sono tutti immaginari, anche se devo ammettere che per alcuni mi sono liberamente ispirato a figure reali. Michele Satta, il giornalista di Repubblica, protagonista principale, potrebbe essere accostato ad alcuni suoi colleghi reali, anche se non farò mai i nomi, che sicuramente non scrivono per il Giornale o Libero.

Tziu Ninu, il pescatore del porto di Cagliari, amico di Satta, anche lui è una figura che nella realtà è esistita, anche se non combacia perfettamente con il personaggio da me tratteggiato. Lo stesso posso dire del magistrato De Macchis, del ruvido commissario Alìas o dello squallido politico di turno. Qualcuno, leggendo il libro, magari ne scoprirà degli altri che potrebbero ricordargli una figura più o meno nota. Ma questo è la magia derivante dalla lettura di un libro: ognuno proietta nel suo immaginario la persona che in quell’attimo le sue sinapsi hanno elaborato e accostato a questo o a quel personaggio.

Quale futuro letterario per i tuoi eroi del libro?

Nella stesura iniziale del libro avevo in mente una storia ben precisa, molto articolata, che per necessità editoriali e commerciali non poteva essere contenuta in un solo volume. Pertanto, alcuni dei personaggi di Dossier Hoffmann, spero presto, riappariranno in altre due storie che comporranno una trilogia che spazierà tanto nella storia reale quanto nella fantapolitica. Nonno Otto Netzer, nonostante sia morto da un pezzo, ha ancora tante lettere da far leggere alla nipote Lily…

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