Libri
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Chi l’avrebbe mai detto che sfogliare un manuale di anatomia potesse un tempo essere considerata un’attività illegale e punibile, eppure anche le tavole anatomiche del Vesalio, custodite all’interno del primo manuale di anatomia risalente al 1542, furono oggetto di censura.
L’anatomia infatti, in qualità di scienza portatrice di un nuovo modo di concepire il corpo e la vita, fu tra le discipline scientifiche più colpite dalla censura. La pratica della dissezione e dell’esame autoptico, fondamentale per il progresso delle conoscenze mediche, fu esercitata per secoli clandestinamente. Si riteneva infatti che l’intervento medico sul corpo umano costituisse un’attività invasiva e blasfema e per questo assimilata ad atti di immoralità inammissibile.

Le tavole del Vesalio sono solo uno dei quaranta testi, tutti esemplari di grande rarità e bellezza, che compongono la mostra Libri proibiti organizzata a Cortona nell’ambito della manifestazione recentemente conclusasi Cortonantiquaria.

Spaziando all’interno di un arco temporale compreso tra il 1500 e il 1900 l’esposizione, organizzata dalla libreria Quaritch di Londra e dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, propone un interessante excursus lungo quattro secoli sul tema della censura.

Nel corso della storia la scure del censore si è abbattuta innumerevoli volte su opere relative ai campi più svariati tra cui quelli politico, religioso, morale e sessuale.
La censura poteva provenire dal potere religioso, come spesso accadde, ma anche dallo Stato o dai centri di potere laici detentori della verità scientifica unica e immodificabile.
Sono talmente tante le opere e gli autori colpiti dalla censura, che consultando un completo indice dei libri proibiti dal medioevo fino ai giorni nostri, ci si imbatterebbe nel potenziale sommario di un qualsiasi manuale di storia del pensiero politico, filosofico e scientifico.
Tra le opere in mostra a Cortona, oltre ai testi di carattere scientifico come quello del Vesalio, vi sono anche molte opere filosofiche come ad esempio “La città del sole” di Campanella, il “Leviatano” di Hobbes o “Il Contratto Sociale” di Rousseau.
In ambito politico spicca la prima edizione del quanto mai controverso e attuale “Manifesto del partito comunista” di Marx ed Engels e una straordinaria perla è costituita dal ciclostilato originale di un volantino programmatico stampato dagli studenti di Piazza Tienanmen.
Tra le opere letterarie più note troviamo “L’amante di Lady Chatterley” di D.H.Lawrence, romanzo che costò all’autore una denuncia per oscenità. Tra i libri proibiti esposti il romanzo di Lawrence non è però l’unico ad aver subito la censura per essersi soffermato su compromettenti descrizioni erotiche: anche “Pot-Bouille” di Émile Zola subì lo stesso destino.

L’esposizione propone quaranta esempi di pensiero censurato e occultato, non una collezione esaustiva certamente enorme e molto difficile da realizzare, ma una selezione dei libri più belli e più rari.
Nonostante la mostra sia dunque solo un piccolo saggio di tutte le opere colpite dalla censura, non sfugge il suo significato più profondo: qualunque tentativo di innovare lo status quo, intervenendo con idee e pensieri moderni in ambito scientifico, filosofico, politico o religioso, è da sempre stato salutato come un pericoloso attentato al principio di autorità e per questo represso in tutti i modi.

Eresia, sovversione politica e offesa alla morale pubblica costituiscono le più diffuse accuse mosse alle opere oggetto di censura. L’ironia storica vuole però che gran parte di questi testi, custodi di grandi rivoluzioni, si siano trasformati in opere immortali e capisaldi del pensiero moderno, a dimostrazione dell’inalienabile e irreprimibile libertà di pensiero, di parola e di stampa.

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