Conservatoria delle coste
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La comunicazione, come strumento di informazione, è fondamentale anche nel caso della difesa dell’ambiente. Quando si parla di ambiente, sembra non passi un messaggio fondamentale: l’ambiente è un patrimonio di tutti. Sembra invece un argomento per addetti ai lavori. Questo succede per la mancanza di una comunicazione adeguata? Chissà, non si può dire così facilmente.

L’ambiente, inteso come sistema naturale in cui viviamo, come territorio integrato con le città e paesi, come insieme di culture che abitano il territorio che lo circondano, è sicuramente una parte importante della nostra esistenza. Ma proprio riguardo alla comunicazione pare non ci sia spazio per il dialogo.
In ermeneutica l’ambiente viene considerato come un interlocutore. Come se fosse un dialogante possibile, perciò con gli stessi diritti dell’uomo. Se noi consideriamo l’ambiente come una “persona”, senza particolari sforzi filosofici, possiamo decretare che anche la natura ha gli stessi diritti di esistere e di pretendere rispetto. Anche perché, in caso contrario, la natura si riprende quasi sempre il terreno sottratto dalla speculazione edilizia, vedi Capoterra, solo per fare un esempio sardo.

Proprio nel caso delle catastrofi naturali la comunicazione poteva salvare molte vite e distruzioni materiali. Ci fa capire quanto sia importante conoscere l’ambiente, ma in certi casi la comunicazione non esiste. Forse appositamente nascosta.

Si parla tanto di sviluppo sostenibile, di sviluppo edilizio necessario e di difesa dell’ambiente come fossero due cose complementari. Per contro, dall’altra parte del mondo, si parla di sviluppo sostenibile grazie alla difesa dell’ambiente. Due metodi completamente diversi ed opposti. Non si può parlare di ambiente come un problema, si parla di ambiente come se non corrispondesse all’acqua che beviamo o all’aria che respiriamo.

Si può continuare all’infinito nel tentativo di spiegare realtà molto visibili, ma non percepite. È come se sapessimo che la nostra casa stesse sprofondando perché le fondamenta non erano fatte a dovere e nessuno si preoccupa di mettere rimedio. Sappiamo che l’aria che respiriamo ci uccide lentamente ma nessuno fa nulla, come mai? Non ci viene comunicato adeguatamente?

La Sardegna ha conquistato due traguardi molto importanti nel campo della difesa dell’ambiente: la presidenza dell’autorità di gestione dell’Enpi e la Conservatoria delle coste. Queste due istituzioni sono legate tra loro. La Conservatoria delle coste si occupa di salvare un ambiente che è all’interno di un ecosistema mediterraneo, che viene aiutato a migliorare con i finanziamenti europei che vengono erogati dall’Enpi per attività che si svolgono nel Mediterraneo.

In questo caso la comunicazione c’è stata, via internet e via tv in qualche occasione. Sfortunatamente il problema della difesa dell’ambiente non è passato. Non è passato neanche l’argomento principale che è la presentazione della ricchezza dell’ambiente.
Ma allora cosa manca nella comunicazione dell’importanza dell’ambiente della Sardegna e di tutto il Mediterraneo?
Forse più che la comunicazione istituzionale c’è bisogno di un’educazione diretta. Bisognerebbe comunicare l’amore per l’ambiente attraverso l’ambiente. Bisognerebbe visitare e vivere l’ambiente per far capire che è necessario conservare un territorio intatto, per poterlo vivere più e più volte, per esempio con la giornata di Foreste aperte. Per fare in modo che le nuove generazioni lo vivano come noi e magari anche meglio di noi.

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