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È stato nell’ambito della ricchissima programmazione di Ricreazione al Vigneto che ha avuto luogo, precisamente il 13 agosto scorso, l’intervento della dottoressa Marianna Pulsinelli presso l’Istituto Enologico di Avellino.

L’intervento della studiosa, esperta in biotecnologia agro-vegetale, non poteva che essere incentrato in materia di ecologia e sostenibilità.

Originaria di Nocera Inferiore, Marianna Pulsinelli vanta ben due lauree da 110 e lode in biotecnologie agrarie ed in biotecnologie agroindustriali, conseguite presso l’Università Federico II di Napoli, con specializzazione in impianti biologici ed impianti a biomassa, con esperienza pregressa nella supervisione degli iter autorizzativi per la gestione dell’ammendante compostato misto ed i relativi controlli, sia presso enti pubblici che privati. Malgrado la sua giovane età ha esordito nel 2007 col suo primo impianto da un megawatt a Rovigo, è stata tecnico di bioenergie per la società Tecnoscience per l’area Veneto, coordinatrice del settore di bioenergie per la Fondazione Sviluppo Italia di Roma ed inventrice di un brevetto di bevanda funzionale. Svolge la sua attività con meticolosità e passione, tanto più che la sua frase preferita è “omnia vincit Amor”, ed è stata ben lieta di offrire la sua disponibilità e la sua competenza a beneficio degli studenti dell’Istituto De Sanctis.

La sua disamina non poteva che passare attraverso la menzione del Green Deal e delle direttive della Commissione Europea da esso scaturito in materia di micro-età climatica e tutte le iniziative volte alla decarbonizzazione degli ecosistemi e di conseguenza ad una drastica quanto indispensabile riduzione dei gas serra, citando naturalmente anche le attività normative che danno una spinta necessaria a rendere più efficiente il consumo energetico. Insomma, un quadro davvero esaustivo quello tracciato dalla dottoressa Pulsinelli che ha decisamente sensibilizzato il pubblico avellinese rispetto al riscaldamento climatico e verso una maggiore attenzione per l’energia circolare sostenibile, dunque verso la cosiddetta transizione ecologica e quindi verso un miglior utilizzo delle risorse. Ovviamente la disamina ha avuto seguito sottolineando la differenza tra la fermentazione etanolica, quella a cui gli studenti della Scuola Enologica sono certo avvezzi, e la fermentazione metanolica mediante la quale si può ottenere persino dagli scarti e dai reflui enologici ricchezza energetica, frutto appunto delle fonti rinnovabili e specificando tanto il funzionamento di un impianto tipo che i vantaggi delle aziende produttive rispetto agli incentivi economici ed alla diversificazione del reddito agrario, con grande rispetto per l’ambiente e secondo la filosofia della green economy.

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