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Mediterranea | November 12, 2018

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Un libro che racconta con la voce del mare - Mediterranea

Un libro che racconta con la voce del mare
Gaetano Cataldo

E’ il romanzo surreale che narra quanto il destino dei suoi personaggi e di tutti coloro che entrano in contatto col mare possa uscirne segnato nel bene o nel male per sempre. “Oceano Mare”, scritto dall’autore contemporaneo Alessandro Baricco, è racconto in prosa, d’avventura tragica e di romanticismo al tempo stesso, è un piccolo compendio di filosofica saggezza disciolta nelle parole e nelle esperienze dei protagonisti che, direttamente o indirettamente, vengono travolti dalla lontana onda di una orribile vicenda avvenuta anzitempo in un imprecisato oceano: l’affondamento di una fregata francese e il disperato tentativo di 147 uomini di scampare al destino e di essere inghiottiti dai flutti, affidando loro stessi, a bordo di una grossa zattera, al mare.

E’ una storia di peripli che la mente dei personaggi compie circumnavigando i concetti possibili che il mare può racchiudere di sé stesso in sé stesso e negli uomini che imparano a conoscerlo…forza della natura e mostro d’energia, oggetto d’ispirazione e disperazione, salvezza e redenzione, riscatto e perdizione; sembra che Baricco abbia davvero dipinto idealmente il mare con l’acqua di mare, esattamente come lascia fare ad un personaggio in questo suo libro. La sua voglia, il suo desiderio di descrivere e coinvolgere il lettore, invitandolo a entrare nella natura umana del mare fluisce attraverso le pagine di “Oceano Mare” dall’inizio alla fine.

Vicende umane si intrecciano e si spezzano a causa del filo invisibile che il mare usa per legare i protagonisti del racconto a sé e a sé stessi, col suo fragore, le sue correnti.
è introspettivo, psicologico quando narra delle tracce di un passato, dei ricordi di quei figli di mare che il mare non l’hanno semplicemente sfiorato o percorso, ma ne hanno sondato la quintessenza e ne escono trasformati per sempre. Ricordi che si dipanano in un libro che racconta con la voce del mare. E la voce asserisce che per quanto vi sia chi annega e perde la propria coscienza nell’egoismo della sopravvivenza c’è chi, specchiandosi nell’abisso, la ritrova scovando nei propri abissi interiori una forza, una pietà e un coraggio sovrumano attraverso il sapore forzato del sale del naufragio.
E intanto anche il mare scova e alla fine scorge nell’estrema disperazione, nell’allucinazione di un’estrema sofferenza non solo coscienze eroiche e nobili, ma soprattutto la viltà e la ferocia nei cuori malvagi.

Presso la locanda Almayer (nome preso in prestito a Joseph Conrad per tributo), che forse non esiste oppure è dappertutto, trafficano persone di ogni sorta come accade un po’ in tutti i porti marittimi, assassini e naviganti perduti nel ventre del mare, ragazze in attesa di guarire dal mal di vivere e persino uomini che attendono da sempre l’amore ideale di un’anima gemella mai conosciuta, dedicandole vita e lettere senza destinatario con la stessa pazienza e coinvolgimento con cui il mare traccia sulla sabbia la sua eterna poesia d’amore con le onde, fino al volgere della marea dei sentimenti.

Diviso in tre libri ed edito nel 1993 “Oceano Mare” saprà esagitare e riappacificare, alternando, l’animo del lettore a ogni capitolo come solo il moto ondoso e le emozioni che il mare suscita attraverso la sua suggestione sanno fare.

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