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Mediterranea | December 11, 2018

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Micropaesaggi mediterranei – colori e forme della biodiversità - Mediterranea

Micropaesaggi mediterranei – colori e forme della biodiversità
Laura Sanna

Quali sono gli elementi che compongono un paesaggio? Qualcuno si è mai soffermato ad osservarne i minimi dettagli per capire da dove arrivino le sfumature di verde, di giallo, di rosa o marrone che riempiono l’occhio?

Frugando nel terreno, tra le rocce, accanto agli alberi più grandi e vistosi si scoprono piccoli quadri che hanno da soli la dignità di “paesaggi”, ad aver voglia di osservarli nelle loro sfumature e varietà di componenti. Si, non è un passatempo usuale, ma se per caso in un attimo di noia ci si ritrovasse ad osservare anche l’aiuola trascurata della piazza o il bordo strada si rimarrebbe stupiti dalla complessità di questi piccoli mondi: foglie tonde, lunghe, frastagliate, sottili o carnose, fiori e fiorellini di ogni foggia e colore e poi ancora api, formiche, farfalle, moscerini, bruchi. Piccole nicchie di biodiversità in un contesto ostile fatto di smog, rumore e cartacce che danno l’idea di quanto sia ricco l’ecosistema e di quanti siano gli elementi minimi che compongono il paesaggio e concorrono alle infinite sfumature di una visione di insieme.

Le immagini di questo servizio raccontano questi piccoli mondi e sono state scattate nel Sito di interesse comunitario (Sic) di Capo Pecora nella primavera del 2010. Includono sia piccoli appezzamenti di terreno con una pianta in primo piano e verdi diversi a fare da contorno sia vedute più ampie di edifici e ruderi.

I Sic sono aree privilegiate per gli scorci macro e micro che offrono dato che la loro istituzione è legata alla ricchezza e/o alla particolarità di flora e fauna che li popolano. Nel caso di Capo Pecora si va dalla costa all’entroterra montuoso e anche le macro-aree sono caratterizzate da habitat diversi: ci sono scogliere, distese di ciottoli e coste sabbiose (anche se solo per una minima parte), orti, boschi, macchia più o meno evoluta.

La presenza umana poi completa il tutto sia con le tracce del passato in parte colonizzate dalla vegetazione, sia con le attività tutt’ora in vita. I pulvini di limonio sul granito, la corolla di un croco, i petali di una pratolina o di un papavero, l’euforbia, una vecchia casa e una roccia modella dal vento sono i dettagli di un quadro che cambia e si trasforma di stagione in stagione: il paesaggio, appunto.

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