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(Non mostrare all’ospite la tua povertà, proverbio arabo)

Questo antico proverbio racchiude ciò che per i popoli arabi rappresenta l’ospitalità verso il prossimo, sia che si tratti di familiari, amici, o perfino sconosciuti. Nonostante la povertà sia ampiamente diffusa in Medio Oriente, nessun padrone di casa che si rispetti infatti la farà mai percepire, come consiglia il detto, e cercherà di soddisfare ed onorare i suoi ospiti offrendogli tutto ciò che possiede.

L’ospitalità ha delle radici sia storiche che religiose. Nell’antichità, in Medio Oriente si trovava un gran numero di popolazioni nomadi, i beduini ancora presenti nella zona, che per natura viaggiavano estensivamente nel deserto spostando i loro insediamenti da un luogo all’altro. In quei tempi l’ospitalità era vitale per i viaggiatori, che durante le traversate si fermavano spesso in villaggi dove gli abitanti del luogo offrivano loro cibo ed acqua. Inoltre tra gli hadith, aneddoti che nella tradizione islamica narrano la vita del profeta Maometto, se ne trovano diversi che parlano appunto dell’ospitalità, in particolar modo verso i vicini di casa. Un modo per promuovere le buone maniere, la generosità ed il quieto vivere.

Offerta di té
Ospitalità: un’offerta di tè

I viaggiatori che decidono di intraprendere un viaggio in questa affascinante parte del mondo, non tarderanno ad accorgersi che, mentre gli stereotipi comuni ci farebbero venire in mente solo immagini negative, il più delle volte le popolazioni locali serbano per gli stranieri un’accoglienza ed un trattamento speciale. Nonostante le molte differenze tra la mia Cagliari ed il Medio Oriente, sia culturali, religiose, ma anche sociali, non mi sono mai sentita fuori luogo, impaurita o spaesata durante i miei viaggi in Siria ed in Egitto. E questo proprio grazie alle persone incontrate ed alla loro attitudine verso gli stranieri.
Capiterà spesso che amici vi inviteranno per un pranzo tipico con la loro famiglia, e sconosciuti vi offriranno interminabili tazze di tè. Di solito non vi sono secondi fini, anche se ovviamente sarebbe opportuno, se possibile, contraccambiare l’invito in futuro.

Se vi invitano a pranzo, preparatevi ad allentare il cinto. Fare gli onori di casa, in questa situazione, significa rimpinzare l’ospite di deliziosi manicaretti in copiose quantità. Mentre in Italia lasciare del cibo nel piatto può sembrare offensivo, un gesto che non si è gradito il pasto, nel medio oriente è una tattica di sopravvivenza, almeno in tavola. Fino a che l’ospite non avrà la pancia piena, e quindi dovrà lasciare del cibo, il padrone di casa continuerà ad offrirgliene dell’altro. Se così non fosse, e lasciasse l’ospite con un po’ di appetito, sarebbe considerato incapace di prendersi cura del visitatore. Un grande disonore, insomma. Se poi l’invito cade in una delle feste islamiche o durante il mese del Ramadan, tenetevi leggeri a colazione e preparatevi per un copioso banchetto.

Avendo molti amici egiziani, mi è capitato spesso di ricevere un invito per pranzo o cena. Ovviamente la prima domanda dopo aver accettato l’invito è stata “Cosa porto?”, e la risposta è sempre stata “Niente, abbiamo tutto”. Ovviamente non sono andata a mani vuote ma ho portato con me un vassoio di dolcetti, per realizzare, una volta arrivata, che la fenomenale padrona di casa aveva preparato un pasto a 5 portate compreso di succhi di frutta fatti in casa e dolci. Insomma, essendo straniera, dovevo ovviamente assaggiare tutte le pietanze più tipiche egiziane. Ovviamente, preparatevi anche ad assaggiare pietanze che magari a casa vostra non mangereste. Rifiutare sarebbe poco carino. Al Cairo vi verrà probabilmente servito un “hamam mahshy”, un piccione intero ripieno di riso, mentre più a sud vi potrebbe essere offerto del “gibna mish”, un tipo di formaggio simile al sardo “casu marzu”, che non tutti apprezzano!

Più spesso vi capiterà di ricevere un invito per un tè o caffè, sia in casa che in un negozio, più spesso al suq. Ovviamente si tratterà di varie tazze di tè (o caffè) accompagnate da lunghe chiacchierate. Oltre al tè vi verranno probabilmente offerte sigarette o il tradizionale narghilè, e magari qualche dolcetto. Questo tipo di invito è molto comune per gli abitanti del luogo verso gli stranieri, che diventa anche per i viaggiatori un’occasione per socializzare ed avvicinarsi alle usanze ed alle popolazioni locali.

A Damasco in certe occasioni ho speso delle ore tra chiacchiere, tè ed acquisti al suq. Una volta con le mie compagne di viaggio trovammo persino un commerciante che visse in Italia, e quindi le 3-4 tazze di tè erano immancabili, tra infinite chiacchierate e disquisizioni in un misto di arabo, inglese ed italiano maccheronico.
Oltre che con cibo e bevande, i popoli mediorientali sono generosi anche con i beni personali. Basta elogiare un qualsiasi oggetto perché vi venga immediatamente offerto. Infine, è molto probabile che i locali, vedendo dei turisti, si offrano di accompagnarli a visitare musei e siti turistici in generale. Mentre alcuni lo faranno solo per chiedervi una mancia, altri vorranno solo farvi un favore. Questa è un’occasione unica per scoprire angoli nascosti che non troverete nelle guide turistiche.

Come rientra nei modi di fare italiani, anche nel medio oriente solitamente si offre (e rifiuta) più di una volta, prima che si accetti l’offerta. Un’offerta unica che si ferma al primo rifiuto sarebbe considerata rude e non sincera. E qua qui, ad esempio, le discussioni interminabili sul chi paga quando si esce con amici (mentre nel caso di una coppia, è l’uomo che paga per galanteria).
Qualsiasi sia l’offerta, non abbiate paura. Accettate con le dovute , e preparatevi a passare del tempo in piacevole compagnia. Insomma, abbandonatevi all’ospitalità di questi popoli, e lasciatevi travolgere dalla loro calorosa accoglienza che renderanno il vostro viaggio più piacevole e genuino!

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