Se non lo hanno più chiamato latte di soia un motivo ci sarà; se invece consentono di usare l’espressione vino dealcolato, comunque un motivo ci sarà. In entrambi i casi parliamo di una contraddizione in termini. Nel primo caso il legislatore ha fatto ammenda e s’è svegliato dal sonno, nel secondo, la lobby del settore ha preteso un compromesso. Quando le multinazionali e le grandi industrie enologiche si muovono, con il diritto alimentare ci fanno quel che vogliono.
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Più che essere stato scritto per comprendere il cervello e fornire appunti di neuroscienze e costumi sociali, intorno a un recente studio su intelligenza e cultura del vino, il seguente pezzo nasce da una domanda semplice: davvero il quoziente intellettivo è maggiore in quelli che ne sanno di vino?
Il consumo umano di etanolo, comunemente detto alcol etilico, rappresenta uno dei più complessi paradossi bioculturali della storia evolutiva e sociologica della nostra specie.
Nella splendida cornice di Sant’Angelo a Fasanella, precisamente martedì 18 agosto, avrà luogo la seconda edizione di Caseus- Anima e Sapori.
Con Rèn-la Casa del Vino ad Alife nasce una nuova mappa narrativa di territori e persone.
Il vino non si limita ad essere un semplice prodotto agricolo o il risultato di un protocollo biochimico: arriva un momento in cui esso costituisce una forma di aggregazione culturale e diventa un linguaggio comune che va oltre la retorica e la convalida di un certo modo di comunicare
Storia e segreti della Cantina Il Quarto Miglio e dei vitigni autoctoni della Famiglia Verde nel cuore del cratere vulcanico flegreo.
La vera magia al ristorante DiAletti non è far apparire qualcosa dal nulla, ma riuscire a non far scomparire l’identità di ciò che mangiamo e beviamo.
C’è un legame ancestrale, quasi magico, che unisce la terra dell’Alto Casertano al soffio del vento che scende dai monti e accarezza le anse del Volturno. In questo scenario, che sembra rimasto sospeso in un’epoca di rurale eleganza, si colloca il lavoro monumentale di Manuela Piancastelli: “Pallagrello. Il vino del vento, del fiume e del re”.
Ci sono storie che non puoi slegare dalla terra, perché se provi a tirarle via, le radici rimangono conficcate sotto i sassi e continuano a sanguinare linfa. Quella di Agricola Bellaria è una cronaca irpina di terra, vento e uomini ostinati, scritta con lo stile di chi ama sporcarsi le mani tra i filari prima di raccontare il vino.
Sia benedetto il portinnesto che ha portato la liberazione dalla fillossera, flagello della Vitis Vinifera, che si tramanda sia stata introdotta accidentalmente. Al di là del fatto che ancora oggi, malgrado l’enorme progresso delle scienze agrarie, la terra-formazione e l’agricoltura spaziale, l’orrido afide tuttavia esiste, sembra sia diventato uno sport internazionale piuttosto diffuso tra accademici, agronomi e vivaisti, vedere il Piede Franco più come un problema che come bene da tutelare.