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Vini del Mediterraneo

Il Viognier Lazio Igt 2013 di Ômina Romana

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo25 Novembre 2021Updated:29 Novembre 2021Nessun commento3 Mins Read
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Il Viognier, varietà francese proveniente dalla Valle del Rodano, è stata adottata dalle cantine Ômina Romana, così come per tutti gli altri cultivar viticoli, perché dopo attenti studi sul terroir veliterno è stato possibile confermare la vocazionalità dei suoli ove il vigneto è stato messo a dimora, confermando, nella natura vulcanica con matrice franco sabbiosa degli stessi, l’alto potenziale espressivo del vino che questa azienda produce.

A tutto ciò un attento criterio di codifica, tale da assegnare un identikit a ciascuna pianta, pratiche sostenibili per l’ambiente, l’inerbimento naturale, la gestione della chioma e la selezione dei grappoli fin dall’invaiatura, contribuiscono nell’insieme a favorire complessità e longevità ad un vino di assoluto pregio.

Il vino degustato è figlio di un altro tempo e di un’altra concezione enologica, ecco perché non verranno spese parole sui criteri di fermentazione ed affinamento. Il Viognier 2013 di Ômina Romana non esiste più nel metodo ma si è evoluto, ha assunto un nuovo protocollo di produzione a dimostrazione che l’azienda resta fedele ai suoi valori ma non si fossilizza, procedendo costantemente verso nuove forme di innovazione.

Il Viognier Lazio Igt 2013 prorompe con le sue profumazioni ammalianti e sorprendenti prima ancora di poter mettere a fuoco la sua veste giallo dorata carica, luminosa e la grande consistenza che si staglia contro le pareti interne al calice.

Il profumo di biancospino fresco, malva, camomilla e salvia essiccata assieme, poi l’uva spina, cedono il passo al tipico odore delle muffe del gorgonzola, quello dolce, finissimo e senza irruenze olfattive, del koji e del tartufo bianco. Il valzer di profumazioni si trasferisce al palato, è una morbida parata, che fa scivolare giù il sorso senza stare troppo a pensarci, un arazzo in forma liquida che scende giù come seta, voluttuoso e vibrante malgrado i suoi otto anni. In bocca tornano le profumazioni floreali e fruttate, persiste il sottobosco ed i toni muffati si ingentiliscono nella scia retro olfattiva del pan brioche, del burro di nocciola e della custard cream, tutte avviluppate nelle componenti gliceriche che, grazie ad una calibrata acidità, rende la beva niente affatto stucchevole per quanto il residuo zuccherino, concentrato dagli effetti del tempo su altre componenti, è palese tanto da immaginare ad un abbinamento goloso e trasversale: la crema namelaka con polvere di fagioli di soia, disposta su un crumble al caffè ed adornata di cioccolato fondente, gelato al kinako e liquirizia con le loro polveri. Un dessert che vi farà dimenticare il tiramisù, ideato dall’estro creativo di Giuseppe Molaro al Contaminazioni Restaurant, da poco insignito della stella Michelin da quando è tornato dal Giappone.

Ais Lazio Anton F. Börner Börner Chef Stellati contaminazioni restaurant eis wine Enologo Fabio Oppo Gaetano Cataldo Food & Beverage Manager Gaetano Cataldo Navigante e Sommelier Gaetano Cataldo Sommelier Professionista Giuseppe Molaro chef Heinz Beck ice wine Identità Mediterranea koji namelaka Omina Romana Ômina Romana Anton F. Börner ristoranti stellati signature wine Sommelier Sommelier Lazio starred chef Stella Michelin 2022 stellati in Campania Terroir Velletri Vini del Lazio vini laziali vinificazione Vino vino bianco laziale Viognier vocazionalità wine
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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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