sapori
Se non lo hanno più chiamato latte di soia un motivo ci sarà; se invece consentono di usare l’espressione vino dealcolato, comunque un motivo ci sarà. In entrambi i casi parliamo di una contraddizione in termini. Nel primo caso il legislatore ha fatto ammenda e s’è svegliato dal sonno, nel secondo, la lobby del settore ha preteso un compromesso. Quando le multinazionali e le grandi industrie enologiche si muovono, con il diritto alimentare ci fanno quel che vogliono.
Nel quadrante meridionale della Campania, dove i contrafforti dei Monti Picentini digradano verso la piana fluviale della Valle del Sele, la persistenza della raccolta e del consumo delle chiocciole terrestri, appartenenti alla famiglia dei molluschi gasteropodi, configura un ecosistema culturale d’eccezione.
Dalla leggendaria scoperta della pianta all’apertura dei primi caffè europei fino all’invenzione dell’espresso italiano.
Nel Salone d’Onore di Via Spallanzani, la memoria del Grito de Dolores si fa spazio d’incontro istituzionale. Il Brindisi ufficiale dell’Indipendenza messicana reca, per la terza volta, il sigillo di Identità Mediterranea e l’intuizione di Gaetano Cataldo. Un’architettura di relazioni che unisce storie d’altura, di costa e di vulcano, sotto lo sguardo attento di testimoni d’eccezione come Bruno Gambacorta
Cronaca di una serata di successo, quella della seconda edizione di Caseus – Anima e Sapori, e prospettive di territorio
Più che essere stato scritto per comprendere il cervello e fornire appunti di neuroscienze e costumi sociali, intorno a un recente studio su intelligenza e cultura del vino, il seguente pezzo nasce da una domanda semplice: davvero il quoziente intellettivo è maggiore in quelli che ne sanno di vino?