Il sole si specchia sulle acque cristalline del promontorio di Capo Palinuro, testimone millenario tra i più emblematici di quest’area del mondo, mentre il vento trasporta il profumo dei secolari ulivi pisciottani e quello di antiche leggende, come quelli del vino Futos.
Browsing: Gaetano Cataldo Sommelier Professionista
Venerdì 29 maggio, il Lungomare Trieste di Salerno si trasformerà nel palcoscenico di un incontro enogastronomico straordinario. La Pizzeria Giagiù, celebre per il suo racconto ostinato e identitario delle eccellenze del Mezzogiorno, apre le sue porte alle Cantine Palazzo Marchesale, custodi di una delle tradizioni viticole più affascinanti, antiche e protette d’Italia: l’Alberata Aversana a piede franco.
A Pozzolengo nasce l’eccellenza vitivinicola firmata Bulgarini. Un viaggio sensoriale dove la passione per la terra incontra la tradizione del Lugana.
Storia e segreti della Cantina Il Quarto Miglio e dei vitigni autoctoni della Famiglia Verde nel cuore del cratere vulcanico flegreo.
Vigna del Vulcano: storia di Villa Dora e del suo vino iconico, identitario del Vesuvio, attraverso il territorio di Terzigno
La vera magia al ristorante DiAletti non è far apparire qualcosa dal nulla, ma riuscire a non far scomparire l’identità di ciò che mangiamo e beviamo.
C’è un legame ancestrale, quasi magico, che unisce la terra dell’Alto Casertano al soffio del vento che scende dai monti e accarezza le anse del Volturno. In questo scenario, che sembra rimasto sospeso in un’epoca di rurale eleganza, si colloca il lavoro monumentale di Manuela Piancastelli: “Pallagrello. Il vino del vento, del fiume e del re”.
Ci sono storie che non puoi slegare dalla terra, perché se provi a tirarle via, le radici rimangono conficcate sotto i sassi e continuano a sanguinare linfa. Quella di Agricola Bellaria è una cronaca irpina di terra, vento e uomini ostinati, scritta con lo stile di chi ama sporcarsi le mani tra i filari prima di raccontare il vino.
Sia benedetto il portinnesto che ha portato la liberazione dalla fillossera, flagello della Vitis Vinifera, che si tramanda sia stata introdotta accidentalmente. Al di là del fatto che ancora oggi, malgrado l’enorme progresso delle scienze agrarie, la terra-formazione e l’agricoltura spaziale, l’orrido afide tuttavia esiste, sembra sia diventato uno sport internazionale piuttosto diffuso tra accademici, agronomi e vivaisti, vedere il Piede Franco più come un problema che come bene da tutelare.
Oltre i memorandum di cooperazione militare e i protocolli diplomatici, esiste un asse commerciale che lega l’Italia e Israele in modo più profondo e capillare: il vino.