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Una disamina sul mallone, piatto povero condiviso tra l’Irpinia, l’Agro Sarnese Nocerino e il Cilento, tra etnobotanica e saggezza popolare.
La scomparsa di Carlo “Carlin” Petrini, spentosi ieri a 76 anni nella sua Bra, segna la fine di un’era per la cultura alimentare globale. Sociologo, gastronomo e intellettuale visionario, Petrini è stato l’uomo capace di dimostrare al mondo che il cibo non è mai solo nutrimento, ma rappresenta una scelta politica, economica e sociale.
Guardare un vino rosé significa talvolta, prima di ogni altra cosa, accettare una sfida emotiva ed intellettuale.
L’alta cucina, intesa come sostanza e dedizione all’ospite, trova al Coremare di Torre del Greco, una declinazione che scardina l’egocentrismo per farsi ristorazione accogliente che fa innamorare l’ospite al primo appuntamento, destinato a restare impresso nella memoria, nel palato e nel cuore. A Coremare, l’eccellenza non si dichiara con un bollino, ma si percepisce nel sapore e nel profumo di una materia prima che non ha bisogno di presentazioni; è un percorso dove la proprietà di Vincenzo Izzo e la mano di Gennaro Vicchiarella lavorano per un unico fine: rendere onore a ciò che il mare ha già reso perfetto, mettendo l’ospite al centro di un’esperienza reale, dove l’autenticità vince su tutto.