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Vini del Mediterraneo

Amon Igt Paestum 2018 di Cantina Rizzo

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo14 Settembre 2020Updated:15 Settembre 2020Nessun commento3 Mins Read
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Amon Fiano 2018- cantina Rizzo
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Pur fondata nel 2004 la Cantina Rizzo è sinonimo di viticultura cilentana e parte integrante del paesaggio felittese in quanto le vigne impiantate da lunghissimo tempo accompagnano da sempre la vista del visitatore che desidera raggiungere il rio Calore e le sue gole lungo i percorsi boschivi oppure in canoa.

Il paese di Felitto è tra quelli che hanno visto una significativa diminuzione demografica già a partire dagli anni ’60, un fenomeno che anteriormente si è registrato per ragioni socio-economiche ed ambientali anche nella vicina Roscigno, definita la “Pompei del ‘900”, e che oggi si configura nel numero esiguo della popolazione; per fortuna la posizione geografica del piccolo bordo, la quale mette in comunicazione il versante cilentano con quello del Vallo di Diano, mette in condizione il turista di visitare diversi luoghi d’attrazione e godere nel frattempo della bellezza rurale durante il viaggio. D’altronde la stessa Felitto, proprio per il paesaggio che attraversa il fiume Calore, per l’eccellente gastronomia locale e la stessa cantina, che non di rado organizza percorsi di degustazione, costituisce una tappa di tutto rispetto.

Sui terreni collinari di proprietà dell’azienda agricola di Gianvito Capozzoli, il quale ha tanto scommesso su questa terra, fondando questa cantina radicata su una cultura familiare dell’allevamento delle viti, maturano al sole i grappoli di Fiano che servono ad elaborare l’Amon. Per questa bottiglia è necessaria una vendemmia che guardi alla maturazione fenolica e che avviene dunque a cavallo tra la seconda e terza decade di ottobre, periodo in cui l’apporto zuccherino e di altre sostanze contenute nella buccia culmina nei grappoli, non più di un chilo per ceppo, sulle viti allevate a Guyot. Una volta raccolte a mano le uve vengono sottoposte a macerazione prefermentativa, quindi il mosto viene fatto fermentare in inox per 30 giorni a temperatura controllata, dunque malolattica e successivo affinamento in barrique di rovere per un periodo variabile tra i 90 ed i 120 giorni a seconda dell’annata.

L’Amon Igt Paestum del 2018 è opulento nella lucentezza dell’oro che cattura i raggi solari, esattamente come la divinità egizia che si fuse col dio Ra di Eliopoli di cui porta degnamente il nome… un’opulenza che si misura anche nella trama compatta della sua consistenza oltre che dal colore. Questo vino riesce ad essere vinoso come sa esserlo un bianco evoluto che conserva la memoria dei suoi sentori primari, quelli che ti entrano nelle narici al ribollir dei tini, annunciandosi coi fiori di acacia e zagara, col delicato profumo dei gelsi bianchi, quindi di ginestra e timo limonato, poi di polpa di pesca bianca ed albicocca disidratata. Si avverte una nota di crosta di pane che non riduce affatto la piacevolezza olfattiva che sul finire si presenta con una nota di miele di acacia, di pepe bianco e brezza marina. In bocca è appagante. Una sorsata piena in cui il riverbero floreale e fruttato si riconferma ed al quale si aggiunge il tabacco biondo, mentre il miele diventa cera d’api. Nell’equilibrio dell’Amon si scorge più sapidità che freschezza ma quel che è certo è la buona persistenza. Dei tonnarelli conditi con il ragù alla genovese di totano sarebbero perfetti come match.

Abbinamento Cibo-Vino Amon 2018 Amon Igt Paestum Ampelografia barrique Cantina Rizzo Cilento degustazioni Enologia Felitto Fiano Fiano Igt Paestum Gaetano Cataldo Gastronomia genovese di totano Gianvito Capozzoli Guyot maturazione fenolica Roscigno Roscigno Vechhia Sommelier tonnarelli Vendemmia vini della Canpania Vino bianco del Cilento vino in barrique Viticultura viticultura cilentana
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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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