Close Menu
  • Home
    • Archivio mediterraneaonline
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Facebook X (Twitter) Instagram
Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
Mediterranea Online
Iscriviti
  • Home
    • Archivio mediterraneaonline
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Mediterranea Online
Vini del Mediterraneo

Private Cuvée Andreas Huber Vigneti delle Dolomiti Igt 2019 di Pacherhof

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo24 Gennaio 2024Updated:25 Gennaio 2024Nessun commento4 Mins Read
Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp VKontakte Email
Share
Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

Già menzionata in uno storico documento risalente all’anno 1005 del calendario gregoriano, la cittadina di Varna, molto probabilmente di origine preromana ed il cui toponimo è fatto derivare dal termine germanico Farn, ovvero “felce”, è ricordata col nome di “porta del sole”, perché incastonata tra l’imboccatura della Valle di Scaleres, la conca del Bressanone e l’Alta Valle Isarco. Situata lungo quella che attualmente corrisponde alla vecchia strada del Brennero, Vahrn, questo l’esonimo tedesco, ha sempre costituito un crocevia strategico per i collegamenti tra il centro ed il sud Europa, abitata com’era fin dal Medioevo da artigiani, locandieri e commercianti, oltre che attraversata dal traffico dei carri trasportanti beni di ogni sorta.

Il borgo di Varna, ricadente nella provincia autonoma di Bolzano, conta poco meno di 4800 abitanti, è situato ad un’altitudine media di 671 metri sul livello del mare e include nel suo territorio il lago di Varna, un vero e proprio biotipo le cui acque sono ricchissime di iodio e vi è consentita la balneazione. Grazie alle innumerevoli residenze nobiliari e le case degli alti funzionari del principe vescovo di Bressanone, l’immagine di Varna appare graziosa, romantica e pittoresca; va considerato che il primo moderno albergo è stato costruito attorno al 1910 e che Varna è stata meta di villeggiatura di ospiti Illustri, provenienti da Vienna, Monaco di Baviera e da altre importanti città italiane ed europee. Tra le sue maggiori attrattive va menzionata la Chiesa parrocchiale San Giorgio dal campanile neogotico in granito, i resti di Castel Salern risalenti al XII, la Polveriera Riga di Sotto, ubicata a est del lago di Varna, l’Abbazia agostiniana di Novacella, il cui convento venne fondato nel 1142, gli impianti Kneipp, utili per chi ama l’idroterapia, e tutte le aree di interesse naturalistico.

Nella frazione varnese di Novacella si trova la tenuta Pacher Hof, di millenaria memoria, con la cantina e il vinhotel, dedicato al relax e all’enoturismo. Andreas Huber, viticoltore e maestro cantiniere, è l’erede di Joseph Huber, il quale sposò Maria, una delle quattro figlie di Andreas Pacher, nel 1849, avviando così la viticultura e impiantando per primo la cultivar Kerner. Andreas Huber ha studiato presso la l’Istituto di Viticultura “Veitshöchheim” a Würzburg, ereditando evidentemente la passione per il vino dai suoi avi e gestendo una superficie di ben 8 ettari, tutti vitati con varietà a bacca bianca. Insomma, la storica cantina è un punto di riferimento dell’enologia bolzanese e, da sempre di proprietà familiare, costituisce un vero e proprio condensato di passione, talento e know-how tramandato di generazione in generazione.

La “Private Cuvée Andreas Huber” è frutto di un uvaggio a base di Riesling, Grüner Veltiner e Sauvignon Blanc, le cui viti crescono attorno al piccolo comune di Novacella, in vigneti situati ad un’altitudine media tra i 600 e gli 820 metri sul livello del mare, su terreni sabbiosi e ricchi di argilla. Inoltre, le condizioni pedoclimatiche favoriscono buone escursioni termiche, ideali per fissare le componenti odorose. Fermentazione in acciaio per il Riesling, mentre gli acini del Sauvignon Blanc e del Grüner Veltiner vengono pressati, diventando mosto, in grandi botti di legno. A seguire l’affinamento: 9 mesi in legno al termine dei quali avviene l’assemblaggio poi, dopo l’imbottigliamento, il vino si distende per ben 16 mesi. Un vino “tailor made”, è proprio il caso di dirlo, mediante il quale Andreas Huber dona, a sé stesso e alla sua cantina, una nuova pietra miliare dal punto di vista enologica, che testimonia un traguardo personale raggiunto, ben interpreta il territorio di origine e che che racconta l’anima più intima della filosofia produttiva di Pacherhof.

La Private Cuvée Andreas Huber Vigneti delle Dolomiti Igt 2019 di Pacherhof è suadente fin dall’aspetto: giallo paglierino intenso, dai riflessi verdolini, ed archi strettissimi con lacrime a lenta discesa. Sentori floreali di biancospino, sambuco e bosso, poi il fruttato tropicale della chinola, cui segue la pesca bianca non ancora matura, la mela verde e la pera kaiser, per un finale al pepe bianco e balsamico, tra elicriso e resina di pino silvestre, con lo schiudersi di note da idrocarburo niente affatto insistenti. Il sorso è un rincorrersi di acidità e sapidità in succoso equilibrio, i riconoscimenti fruttati crescono di numero alla via indiretta, con l’agrumato del pompelmo ed una voluttuosa, burrosa percezione vanigliata ad esempio; si avverte una sottilissima, piacevole astringenza a chiudere, pur continuando a esprimere succulenza in cui persiste tanto la voglia di bere che le note sensoriali. Coda d’aragosta al burro affumicato, con patate grigliate e scalogno caramellato.

Ais Salerno Gaetano Cataldo Alta Valle Isarco Andreas Huber Andreas Pacher assaggi Bozen Brennero bressanone burro affumicato calendario gregoriano coda di aragosta Enogastronomia Enologia enoturismo europa Gaetano Cataldo Gaetano Cataldo Food & Beverage Manager Gaetano Cataldo miglior sommelier 2022 Merano Wine Festival Gaetano Cataldo recensioni Gaetano Cataldo Sommelier Professionista Grüner Veltiner Istituto di Viticultura Veitshöchheim Joseph Huber Kerner lago di Varna Merano Wine Festival Novacella Pacherhof pairing porta del sole Private Cuvée Andreas Huber Riesling sambuco e bosso Sauvignon Blanc tailor made wine tonneau Valle di Scaleres Varna Vigneti delle Dolomiti Igt vinhotel vini di montagna Vino wine review Wine Tasting Würzburg
Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp Email
Previous Article“Formazione e disabilità, Esperienze e buone pratiche”, se ne parla a Cagliari in una tavola rotonda promossa da IERFOP onlus
Next Article Cancel Culture: via la storia con un “colpo di spugna”. Il fenomeno del momento si studia all’Università
Gaetano Cataldo
  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn

Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

Articoli correlati

Il diritto alimentare europeo tra doppiopesismo e vino dealcolato

10 Ottobre 2026

Storia e Antropologia Elicicola tra Contursi Terme e Campagna

8 Ottobre 2026

L’Architettura è Open a Nocera Inferiore presso la Villa Comunale

8 Ottobre 2026

Premio a mediterraneaonline come Best Cultural Media & Events Company al concorso Global Business Awards 2026

2 Ottobre 2026

Comments are closed.

Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
© 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.