conoscere il sake, salerno
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L’evento, organizzato dalla Delegazione di Salerno dell’Associazione Italiana Sommelier, ha incontrato un grande consenso da parte del pubblico salernitano.

A rendere possibile l’evento la volontà di Nevio Toti, esperto di sommellerie e docente AIS al timone della delegazione salernitana da ben 10 anni, che ha voluto scommettere sul fermentato giapponese inaugurando il 2020 con un appuntamento inedito e sui generis; una scelta coraggiosa ed allo stesso tempo dettata da una mentalità aperta alle nuove sfide che il sommelier del futuro dovrà essere pronto a raccogliere.

Una scelta che effettivamente ha incontrato anche l’apertura al nuovo del pubblico che ha partecipato numeroso a questo first step, un pubblico attento e curioso, composto da esperti del mondo del beverage, ristoratori ed appassionati, che ha saputo fronteggiare con grande interesse l’argomento.

Presso il Mediterranea Hotel l’incarico di condurre la disamina sul tema è stata affidata al sommelier professionista Gaetano Cataldo, fiero appartenente della delegazione della Hippocratica Civitas e sommelier certificato del nihonshu per la Sake Sommelier Association, il quale al rientro da un lunghissimo periodo di assenza per motivi professionali ha potuto ritrovare una comunità attiva ed una delegazione dal cuore pulsante: infatti la paziente e qualificata regia di Nevio Toti, da buon padre di famiglia, ha saputo condurre la delegazione verso una progressiva crescita di consenso grazie ad una capillare divulgazione della Cultura del Vino, rendendola un vero e proprio fiore all’occhiello dell’AIS.

Gaetano Cataldo

A supportare Gaetano Cataldo la presenza di Giovanni Baldini, tra gli esperti più qualificati del sake e dei suoi processi produttivi nonché fondatore di Firenze Sake ed importer di nihonshu artigianali da piccole sakagura.

La disamina condotta da Gaetano Cataldo non ha mancato di sfiorare alcuni paralleli, talvolta necessari, e sulle assonanze tra il vino ed il sake in maniera prudente e non fuorviante, attraversando i periodi storici dell’arcipelago giapponese, la cultura del bere il sake con aneddoti interessanti, fino alle fasi produttive, gli stili interpretativi ed il servizio; la serata è giunta al suo culmine con la degustazione di ben 5 diversi stili di sake, grazie al servizio magistrale dei sommelier Valentina Costabile ed Annalisa Mancaniello, che, a detta degli ospiti, ha immerso tutti in una realtà sensoriale tanto particolare quanto intriganti.

Con grande convinzione Gaetano Cataldo ha voluto ribadire l’importanza per un sommelier di detenere più matrici in suo possesso per avere un maggior appeal e competitività sul mercato del lavoro per quello che è un mestiere da “eterno studente” e quindi in continua evoluzione, sottolineando le grandi possibilità di aprire i canali per un mercato interessante, rinnovando la proposta ristorativa e della miscelazione e precisando quanto il fermentato di riso e koji vada a nozze con la Cucina Mediterranea.

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