Nostos- isole che parlano
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Come annunciato negli scorsi mesi dai direttori artistici Paolo e Nanni Angeli il Festival internazionale Isole che Parlano non si ferma e dall’11 al 13  settembre 2020 festeggerà insieme al suo pubblico la XXIVa edizione che coinvolgerà, oltre a Palau, da sempre cuore della manifestazione, i comuni di Arzachena, Luogosanto e Santa Teresa Gallura.

Quest’anno più che mai il programma culturale del Festival Isole che Parlano, che si caratterizza da sempre per l’originale accostamento tra contemporaneo, avanguardia e tradizione, favorendo un confronto tra ciò che circuita nei network dei festival internazionali e le espressioni più originali della Sardegna, si coniugherà alla valorizzazione del prezioso patrimonio materiale e immateriale di queste terre e il Festival toccherà alcuni luoghi particolarmente suggestivi e significativi per la storia e la cultura del territorio. Un occhio di riguardo sarà dedicato alla scena avantgarde della Sardegna (nella declinazione post rock, gotico e pop sperimentale) e alle commistioni di linguaggi tra musica improvvisata e le tradizioni del Mediterraneo, dei Balcani e dell’Africa.

L’appuntamento di anteprima Aspettando Isole che Parlano – per il secondo anno consecutivo – sarà ospitato ad Arzachena alla Tomba dei Giganti “Coddu Vecchju” dove, giovedì 10 settembre alle ore 18:30, si terrà il concerto del duo Nostos-una fanfara transadriatica (Albania-Italia) formato da Irida Gjergji (viola, voce, elettronica) e Flavia Massimo (violoncello, elettronica): un viaggio acustico/elettronico in cui la musica popolare rivisitata è messa al servizio di un minimalismo espressivo scuro e luminoso, in un cortocircuito geografico di sonorità che partono dai Balcani per raggiungere le atmosfere mediterranee e mediorientali in un libero abbraccio.

Il giorno successivo, venerdì 11 settembre alle 19:00 in piazza Libertà a Santa Teresa Gallura, sarà il Concerto al tramonto ad aprire ufficialmente il programma di Isole che Parlano di musica. Protagonisti  Jabel Kanuteh (Gambia), griot di famiglia e tradizione con tante storie da raccontare, tra cui la sua, di migrante dal Gambia all’Italia, attraverso il Sahara, la Libia ed il Mediterraneo, e Marco Zanotti (Italia) visionario percussionista romagnolo già direttore della Classica Orchestra Afrobeat e di Cucoma Combo, traduttore della biografia di Fela Kuti. Insieme, a Isole che Parlano, porteranno Freedom of Movement, album uscito a marzo 2020, un inno alla libertà di movimento che racconta il desiderio, la necessità e il diritto che ognuno di noi ha di muoversi e attraversare i confini, nella musica così come nel mondo.

Kanuteh e Zanotti
Kanuteh e Zanotti

Il programma di venerdì proseguirà poi in serata a Palau, alla Fortezza di Monte Altura che domina con la sua mole il Parco dell’Arcipelago di La Maddalena. Alle 22:00 si terrà il concerto in solo di Stefano Pilia, chitarrista e compositore elettroacustico, che propone una musica che accosta le composizioni di Arvo Pärt arrangiate per chitarra solista, in dissolvenza con una lunga suite in cui emerge la sua statura stilistica che lo ha portato a essere il musicista post-rock più trasversale in Italia (collaborazioni con 3/4HadBeenEliminated, ZU, In Zaire, David Grubbs e Andrea Belfi, la stella del Mali Rokia Traoré e Afterhours).

Stefano Pilia
Stefano Pilia

Alle 23:00, invece, appuntamento con Dalila Kayros (Sardegna) – cantante, compositrice, ricercatrice vocale, sospesa tra la poetica di pop d’avanguardia di Björk e la sperimentazione vocale di Diamanda Galas, che da anni lavora nell’ambito della ricerca sonora più radicale – e Danilo Casti (Sardegna) compositore e performer del suono, che daranno vita a una performance sonora di voce ed elettronica che unisce una costellazione di elementi vocali accompagnati da processi elettronici generativi, bordoni tessiturali, ritmiche glitch e monolitiche: un viaggio sonoro attraverso spazi percettivi eterei, onirici e viscerali.

Dalila Kayros
Dalila Kayros

Sabato 12 settembre il Festival farà tappa a Luogosanto con tre differenti appuntamenti nel corso della mattinata. Il primo alle 10:30 nella Basilica di Nostra Signora di Luogosanto “Toccos e Repiccos”, dove il consueto appuntamento con le musiche tradizionali tra sacro e profano Di Granito XV Edizione sarà quest’anno dedicato al concerto degli Amici di Matteo Campanari di Locusantu (Sardegna) con la partecipazione speciale del trombettista sardo avant-jazz Aricardu Pitau (Riccardo Pittau), punta di diamante della scena creativa isolana, capace di fondere la tradizione campidanese con la matrice balcanica e l’improvvisazione: un incontro inedito ai piedi del campanile, in un dialogo serrato in terzinato.

Aricardu Pitau
Aricardu Pitau (Riccardo Pittau)

A seguire saranno i resti del suggestivo Palazzo di Baldu – una delle più importanti testimonianze della vita medioevale del Giudicato di Gallura, lo stato sovrano esistente tra il 1020 e il 1296 nel nord Sardegna – a ospitare prima, alle 11:30, l’appuntamento annuale con l’incontro/lezione che vedrà in dialogo quest’anno Jabel Kanuteh e il maliano Kalifa Kone e, subito dopo, alle 12:00, l’inedito concerto che mette a confronto la cultura  griot del Gambia con quella del Mali: un incontro all’insegna dell’improvvisazione tra due grandi interpreti e innovatori della tradizione, che hanno scelto l’Italia come terra in cui far fiorire la loro creatività musicale.

La seconda parte della giornata si svolgerà a Palau, sempre alla Fortezza di Monte Altura. Alle 18:30 il secondo Concerto al tramonto di quest’anno sarà Civitates Barbariae del duo Ilienses (Sardegna), un progetto che affonda le sue radici in Barbagia, descrivendo quella che in passato poteva essere la vita delle popolazioni che vi dimoravano, provando a immaginare i conflitti, raccontando avvenimenti storici e leggende, attraverso la musica, la narrazione, il video e valorizzando il potenziale di alcuni elementi culturali e tradizionali caratteristici – come gli strumenti musicali di Gavoi e il canto a tenore e i campanacci di Tonara – e inserendoli in un concetto moderno. Sul palco a Palau, insieme ai fondatori Mauro Medde e Natascia Talloru (Sardegna), ci saranno Andrea Sanna, tastiere e synth, Nicola Vacca, batteria, tumbarinu e sonagias, e, ospite d’eccezione, il Tenore Murales de Orgosolo.

Ilienses
Ilienses, foto di Gianfranco Delussu

Il programma di sabato riprenderà nel dopocena, alle 22:00, con Su Mimmi non si spara! terzo album solista del violoncellista Francesco Guerri (Italia) che affonda le sue radici tra songs e parti libere, sonorità sulla soglia del rumore e squarci melodici di intensità autunnale e che accompagnerà il pubblico in un concerto intimo e avvolgente.

Francesco Guerri
Francesco Guerri

Alle 23:00, infine, ritroveremo Kalifa Kone (Mali) con Pasquale Mirra (Italia), un viaggio onirico in duo tra il talentuoso polistrumentista maliano, che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Salif Keita e il maestro indiscusso del tamani Baba Sissoko, e uno dei più interessanti vibrafonisti della scena musicale internazionale.

Per domenica 13 settembre, ultima giornata di concerti per questa XXIV edizione, sono due gli appuntamenti pomeridiani in programma, a Palau, nel boschetto che circonda la chiesa campestre di San Giorgio. Alle 17:30, Simone Soro (Sardegna) – giovane violinista-compositore che è passato attraverso il percorso classico, le contaminazioni del tango, della musica jazz e delle forme più libere e improvvisate – sarà protagonista di un concerto centrato sul suo ultimo album Me in loop, eseguito al violino e alla loop-station; mentre alle 18:30 la chiusura dell’edizione 2020 sarà affidata ai Freak Motel (Sardegna) – Matteo Sedda, tromba, Andrea Sanna piano rhodes, Andrea Parodo basso, Nicola Vacca batteria – un progetto di musica originale che raccoglie molteplici influenze e le converte in un sound che spazia tra postrock, atmosfere noise ed electric jazz. Il quartetto proporrà una rivisitazione dell’album Escape Room, in cui affronta il tema dell’isolamento geografico della Sardegna e la ricerca di spazi di libertà nell’open sea che la circonda. 

Simone Soro
Simone Soro

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