kaddari foto di gianfranco colombo
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Vola. Dalia Kaddari è giovane, determinata, bella, e correre è il suo talento da velocista. Il 30 agosto partecipa ai campionati italiani assoluti di Padova e fa un record di 23”30, il migliore di tutte le categorie. Diventa campionessa italiana assoluta dei 200 metri piani. Un traguardo eccezionale.  Ha 19 anni, è nata a Cagliari e frequenta la quinta liceo linguistico. Il papà è marocchino, la mamma sarda. 

Scopre l’atletica quasi per caso a scuola, a 14 anni.  Al tempo faceva basket, ma, un giorno, su suggerimento dell’insegnante di sostegno della sua classe, Ignazio Mulas, decide di partecipare ai giochi studenteschi. Fa la sua prima gara “Con un paio di scarpe da basket”, un particolare che ricorda con ironia e arriva seconda. Mulas rileva in lei delle qualità e non ha torto: deve dedicarsi all’atletica. Il basket in realtà non è il suo   sport, lei ha bisogno di sentire su di sé tutto il merito del risultato. Terminato il campionato di basket, sceglie di provare con l’atletica ed è fatta. E’ uno sport individuale, si pratica all’aperto e le piace tanto, da quel momento non ha più smesso. Realizza un obiettivo dopo l’altro, inizia con le gare provinciali e regionali e arriva al nazionale con un esito inaspettato. Nel frattempo acquisisce sempre più sicurezza e determinazione. “Vincere un campionato assoluto è tantissimo, il lavoro paga”. Una sfida che, nonostante la sua giovane età, la mette a confronto con atleti di altissimo livello. Il prossimo obiettivo: le Olimpiadi del 2021.

Cinque anni dedicati dunque all’atletica con passione e soddisfazione, da quest’anno è anche il suo lavoro: il 7 agosto è entrata a far parte del gruppo sportivo della polizia di Stato. La sua vita quotidiana è scandita dagli impegni di studio e allenamento, due ore e mezzo tutti i giorni tra corsa e palestra. Un ritmo serrato di cui ha beneficiato anche il rendimento scolastico. Con tempi così stretti non c’è spazio per disperdere energia e concentrazione, bisogna fare una tabella di marcia e rispettarla. L’atletica è sì una passione, ma anche un mezzo di crescita. Confida quanto le sia stata d’aiuto nelle relazioni sociali, quanto le abbia insegnato a convivere con le persone, a maturare. Oggi riconosce che l’anno in cui è stata bocciata, in prima superiore era disorganizzata, poco selettiva nella scelta delle amicizie, e poco consapevole dell’importanza di studiare.  Le piace imparare le lingue, in particolare il francese, e viaggiare tra una gara l’altra. Ma ancor di più sapere che durante le sue gare le persone si emozionano, come in tanti le hanno detto.

Dalia è anche bella, non si può nascondere. Tant’è che nel 2016 vince il concorso di bellezza della sua città, e diventa Miss Quartu. Un gioco, forse ancora una sfida e tanto divertimento. Ma, “Non è il mio mondo, non è così che riuscirei a mostrarmi per quel che sono”.

Pubblicato anche su www.horealizzatounsogno.it

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