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Da una iniziativa esclusiva di Identità Mediterranea, associazione culturale fondata da Gaetano Cataldo il 12 luglio del 2016 con l’obiettivo di divulgare la Cultura del Mare Nostrum, promuovendo il Patrimonio Paesaggistico, comunicando la Tradizione Enogastronomica e favorendo costantemente iniziative per la preservazione della Biodiversità Mediterranea, è stata organizzata una Conferenza sulla Viticoltura a Piede Franco, che si terrà alle ore 9:30 del giorno 8 settembre 2025 presso i locali della bellissima Villa Campolieto, situata in Corso Resina 283 ad Ercolano.

Il vino è il prodotto e la destinazione al tempo stesso, elemento irrinunciabile per congiungere mete e territori, salvando le comunità rurali, per estendere il piacere della permanenza per gioire di un turismo più a misura d’uomo!

Tenutosi il 30 giugno scorso, il convegno, dal titolo “Alle Radici del Vino Sardo: Viticoltura e Vinificazione nell’Età Nuragica”, si è tenuto presso la sede di Epulae a Capoterra, alla presenza di un ampio pubblico e di un parterre di esperti di assoluto rilievo. L’evento organizzato da Assoenologi Sardegna ed Epulae, accademia internazionale per la formazione e la promozione della cultura enogastronomica e dell’analisi sensoriale degli alimenti, in collaborazione con Agenzia Agris e l’associazione “La Sardegna verso l’Unesco”, è stato un vero e proprio viaggio nel tempo, conducendo il pubblico alla scoperta delle origini millenarie della viticoltura e dell’enologia sarda

Il Paestum Wine Fest, svoltosi presso la Nuova Esposizione Ex Tabacchificio, nel comune di Capaccio-Paestum, ha apportato diverse modifiche nel corso del tempo, fino a consolidarsi e diventare una fiera del vino rilevante per tutto il Mezzogiorno. Particolarmente, la masterclass “Cannonau Likeness” ha aggiunto ulteriore valore e pregio al Paestum Wine Fest grazie agli organizzatori Mariano Murru, presidente di Assoenologi Sardegna, e Davide Gangi, founder di Vinoway, con la presenza straordinaria di Charlie Arturaola, tra i massimi esperti di vino a livello internazionale, attore cinematografico ed opinion leader, che ha arricchito la disamina con forbite osservazioni di carattere organolettico e sinestetico, assieme al giovane enologo Antonio Scatigna, durante la degustazione sensoriale.

Riguardo alle origini del vitigno Nasco va riconosciuto che non sono del tutto certe, di fatto però non sono poche le tesi che portano a sostenere si tratti di una delle varietà a bacca bianca più antiche della Sardegna, come sostenuto da Carlo Zucchetti. Per quanto la provenienza sia piuttosto misteriosa, secondo alcuni studiosi il Nasco sarebbe giunto sull’isola direttamente dalla Grecia portato dai navigatori Fenici, mentre altri vorrebbero sia una cultivar viticola importata dagli Antichi Romani, presso i quali era già noto e molto apprezzato per le proprietà che conferiva al vino prodotto dalle sue uve. L’ipotesi più accreditata è che il Nasco sia un ecotipo e quel che è certo è che l’uva Nasco è stata riconosciuta autoctona a tutti gli effetti.

Creato da Louis Havaux, la competizione enologica si è tenuta per la prima volta a Bruges in Belgio nell’aprile del 1994, esordendo poi all’estero per la prima volta nel 2006 sfiorando tappe come Lisbona, Maastricht, Bordeaux, Valencia, Palermo, Lussemburgo, Guimarães, Bratislava, Jesolo, Plovdiv e Valladolid e non a caso è stata definita l’olimpiade dell’enologia mondiale.