Share

Francesca e Massimo Valsecchi hanno trasformato la dimora storica di Palazzo Butera in una casa-museo, e centro culturale per la città, con l’obiettivo di trasformarlo in un nuovo epicentro di arte e cultura.

Martedì 12 Marzo 2019 | h 17.00 – 19.00 via Sant’Agnese, 2 Milano | Aula SA324 Rotta Palazzo Butera e la rinascita di Palermo

La mia speranza è che il palazzo possa diventare una nuova porta sul mare per il centro storico di Palermo, perché arte, storia e cultura potrebbero diventare una nuova fonte di vita per la città”, ha dichiarato Massimo Valsecchi, collezionista e mecenate.

Nel 2018 Palermo è stata Capitale della Cultura Europea e ha accolto Manifesta 12 realizzando un importante cambiamento della sua immagine che, anche grazie al progetto di Palazzo Butera sembra aver impresso un nuovo passo alla città destinato a durare. Nella prospettiva della trasformazione di una grande residenza storica privata in un bene condiviso con la collettività, la collezione è stata al centro di una riqualificazione rispettosa del Palazzo, e si è inserita nella visione più ampia del rapporto con Palermo. L’obiettivo non è stato solo quello di trovare il luogo adatto ad accogliere la collezione Valsecchi ma dare vita a un progetto culturale di ampio respiro che, attraverso l’arte e la cultura, sapesse generare innovazione sociale in una dimensione internazionale. La collezione di Francesca e Massimo Valsecchi è attualmente in gran parte in prestito all’Ashmolean Museum di Oxford e al Fitzwilliam Museum di Cambridge, e con questi e altri musei internazionali Palazzo Butera svilupperà dei rapporti di collaborazione.

Il progetto prevede infatti attività di ricerca e scambio per aprire, attraverso l’arte e la cultura, il  quartiere della Kalsa e Palermo in una prospettiva di lungo periodo, facendo di Palazzo Butera un motore di rigenerazione anche sociale.

L’identità internazionale che connota il progetto riflette il gusto dei collezionisti: la collezione Valsecchi vede accostate epoche e stili diversi, Arte contemporanea (Andy Warhol, Gerard Richter, Gilbert&George) accanto ad Annibale Carracci, maioliche, reperti archeologici e design inglese dell’Ottocento, in una integrazione fra culture e epoche che appartiene anche all’identità di Palermo.

Le attività previste rifletteranno questa capacità di far convivere esperienze diverse in un modello alternativo alla specializzazione esasperata, dando risalto alla trasversalità delle esperienze.

Palazzo Butera è aperto al pubblico dal 17 giugno 2018, per ora in forma di “cantiere aperto”, ma al termine dei lavori saranno fruibili gli altri spazi. Il palazzo d’impianto settecentesco che si trova nel cuore della Kalsa è stato acquistato dai coniugi Valsecchi nel 2015. Aperto parzialmente al pubblico in occasione di Manifesta 12 è stato oggetto di un intervento che vede la collezione d’arte al centro di un’operazione di ripensamento del palazzo, nel rispetto della sua storia.
Palazzo Butera sorse nel Settecento con un fronte lungo 110 metri sul golfo di Palermo e uno sviluppo di 7000 mq, togliendo ai cittadini visibilità del mare; il nuovo progetto vuole ribaltare questa impostazione e per trasformarlo in uno spazio aperto al pubblico con un passaggio che ricuce il rapporto tra il mare e il quartiere. Il nuovo disegno prevede al pianoterra mostre temporanee (di arte contemporanea ma non solo), al primo piano conferenze e attività didattiche, oltre alla residenza privata destinata a diventare casa-museo, al secondo la collezione Valsecchi. Artisti contemporanei stanno intervenendo con interventi site specific (fra gli altri Anne e Patrick Poirier, David Tremlett).

Per informazioni: master.progettarecultura@unicatt.it

Leave a comment.