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Lambrette a Bologna Il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna celebra la storia e la passione per l’iconico scooter Innocenti

redazioneBy redazione12 Marzo 2026Updated:19 Marzo 2026Nessun commento4 Mins Read
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LAMBRETTA
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Sabato 14 marzo 2026, alle ore 10.30, il Museo del Patrimonio Industriale del Settore Musei Civici del Comune di Bologna inaugura un focus espositivo dedicato alle Lambrette, icone della motorizzazione popolare, prodotta a partire dal 1947 nello stabilimento Innocenti di Lambrate.

Frutto del genio dell’ingegnere aeronautico Pier Luigi Torre, la Lambretta rivoluziona, ben presto, il concetto di mobilità grazie a una struttura a tubo unico che garantisce una rigidità e una leggerezza superiori rispetto ai telai a scocca autoportante della concorrenza. La stabilità di guida è assicurata dal posizionamento centrale e ribassato del motore e dall’adozione di una sospensione anteriore a doppio braccio.

La costante ricerca tecnologica porta la Innocenti a introdurre, per prima, una serie di novità sui suoi scooter: l’avviamento elettrico nel 1957, il primo freno a disco anteriore nel 1962, la miscelazione olio-benzina separata nel 1968 e l’accensione elettronica nel 1970.
La Lambretta diventa un fenomeno sociale, culturale e mediatico. È lo scooter ufficiale delle Olimpiadi di Roma del 1960, appare in numerosi film, ha celebri testimonial come Jayne Mansfield, Totò e Macario, Adriano Celentano e Giorgio Gaber, il Quartetto Cetra e Raffaella Carrà.

L’iniziativa espositiva Lambrette a Bologna nasce dalla collaborazione con collezionisti e appassionati del territorio del Lambretta Club Bologna, la cui Squadra Corse negli anni Sessanta fu spesso vincente in tutte le specialità di gare dedicate agli scooter. Tra i protagonisti della delegazione bolognese spiccano Cesarino Bartolini, premiato come “Maestro di scooter” per i successi ottenuti sul leggendario circuito dell’Isola di Man, e Ignazio Di Piazza, regolarista eccezionale capace di affrontare i 4.500 chilometri del Raid del Sahara nel 1976. 

Guglielmo Guidi, velocista dai numerosissimi successi, ed Ernesto Malaguti, abilissimo meccanico che accorcia il telaio di una Lambretta C per renderla imbattibile nelle gimcane, completano il quadro di una realtà agonistica di altissimo livello. Leggendarie rimangono le imprese di Cesare Battaglini, che partendo dalla concessionaria bolognese CISA compie il giro del mondo percorrendo 160.000 chilometri, e di Giancarlo Nanni che con la sua “Ammiraglia” raggiunse per tre volte Capo Nord.

In esposizione 8 modelli di grande interesse tecnico e storico, a partire dalla rara 125 carenata da Record (se ne conoscono solo due esemplari al mondo) e dal prototipo di un ciclomotore Lambretta 50. Si prosegue con la 125 D Corsa, realizzata sulla base della 125 D ma con numerose modifiche tecniche: telaio rinforzato, serbatoio centrale di maggior capacità, maggiore aerodinamicità e cambio desmodromico a 4 rapporti.

Sono poi presenti la 125 LD, nella versione ’57, proposta al pubblico anche con l’avviamento elettrico opzionale; la 150 D, massima evoluzione delle versioni prive di carenatura con un motore robusto e dotato di raffreddamento forzato; la 150 Li Seconda Serie, regina delle vendite con il record di 74 unità prodotte ogni ora, e l’avveniristico LUI 50 CL dalle linee essenziali e moderne, frutto della collaborazione con lo Studio Bertone.

Per finire la potente 200 DL, lo scooter di serie più veloce dell’epoca, equipaggiato con freno a disco interno al mozzo anteriore e prodotta anche con accensione elettronica Ducati.
Una vetrina raccoglie una serie di cimeli, fotografie, targhe, coppe,riconoscimenti legati al mondo Lambretta. Sono infine presenti alcune Lambrette giocattolo a molla degli anni 1948-1950.

Al fine di valorizzare l’iniziativa si prevedono diverse attività di mediazione e il percorso guidato Il sogno delle due ruote domenica 26 aprile 2026 alle ore 16.00, dedicato al mondo delle due ruote per approfondire il ruolo centrale dell’industria motoristica nella storia della città, facendo emergere la dimensione sociale di questo fenomeno: le due ruote come simbolo di libertà, innovazione e identità collettiva. L’attività è compresa nel biglietto di ingresso al museo, è richiesta la prenotazione entro le ore 13.00 del venerdì precedente: 051 6356611 – museopat@comune.bologna.it.

L’iniziativa, fruibile fino al 12 luglio 2026, è inserita nel programma della Giornata nazionale del Made in Italy promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ricorre il 15 aprile 2026 ed è dedicata alla promozione della creatività e dell’eccellenza italiana.

SCHEDA TECNICA

Titolo focus espositivo
Lambrette a Bologna

Promosso da
Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Museo del Patrimonio Industriale

Periodo
14 marzo – 12 luglio 2026

Inaugurazione
Sabato 14 marzo 2026 ore 10.30 (prenotazione obbligatoria)

Orari di apertura
Giovedì, venerdì ore 9.00 – 13.00
Sabato, domenica ore 10.00 – 18.30
Pasqua (domenica 5 aprile 2026) ore 10.00 – 19.00
Lunedì dell’Angelo (lunedì 6 aprile 2026) ore 10.00 – 19.00
Festa della Liberazione (sabato 25 aprile 2026) ore 10.00 – 19.00
Festa della Repubblica (martedì 2 giugno 2026) ore 10.00 – 19.00
Chiuso lunedì, martedì, mercoledì

Biglietti
Intero € 5 | ridotto € 3 | ridotto speciale giovani 19 – 25 anni € 2 | gratuito possessori Card Cultura

Informazioni
Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123 | 40131 Bologna
Tel. +39 051 6356611
museopat@comune.bologna.it
www.museibologna.it/patrimonioindustriale
Facebook: Museo del Patrimonio Industriale
Instagram: @museopat
YouTube: Museo del Patrimonio Industriale

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Ho iniziato a scrivere da ragazzino per passione, poi è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Laurea in Filosofia, scuola di editoria e specializzazione in interaction design. L'idea del mensile mediterraneaonline, nasce nell'estate del 2006, di fronte al mare sardo di Portopino, dopo una lunga riflessione sulla nostra cultura di appartenenza: il Mediterraneo. Abbiamo iniziato in tre, da Cagliari, Barcellona e Milano. Oggi siamo circa trenta redattori che scrivono da otto paesi diversi. Mi piacciono le sfide difficili, e sono convinto che il pubblico di lettori sia molto più preparato di quello che creda il mercato. Buona lettura!

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