lessico della felicità, 33 parole per vivere meglio
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UN MANUALE DI ISTRUZIONI EDITO DA BALDINI + CASTOLDI, SCRITTO DAL COACH ROBERTO D’INCAU E DELLA PSICOTERAPEUTA LAURA D’ONOFRIO

Quando qualcosa non funziona, spesso il primo impul­so è immaginarsi un cambiamento radicale: perché invece non valutare anche la possibilità di restare, e, ugualmente, cambiare? Come? In 33 mosse.

Presentazione a Milano, Lunedì 11 novembre ore 18.30 – Libreria Rizzoli, Galleria Vittorio Emanuele II. Intervengono, Diamante D’Alessio e l’imprenditore Matteo Marzotto
Esce domani 31 ottobre in tutte le librerie il “LESSICO DELLA FELICITÀ – 33 PAROLE PER VIVERE MEGLIO”, edito da Baldini + Castoldi. Un saggio scritto dalla D.ssa Laura D’Onofrio, psicologa e psicoterapeuta a indirizzo analitico e immaginativo e Roberto D’Incau, headhunter, coach, scrittore (autore di Quasi quasi mi licenzio, Chi lavora non fa sesso, Il lato bimbo), fondatore di Lang & Partners, una delle più prestigiose società italiane di consulenza HR.

Un libro che parla di Felicità, senza promettere soluzioni miracolose, ma aiutando il lettore a capirne la natura, puntando sulla consapevolezza della vita e delle dinamiche che la governano. Non basta leggerlo perché abbia una ricaduta significativa sulle esistenze. E’ necessario approcciarlo come se fosse un manuale d’istruzioni, o un bugiardino che spiega, attraverso trentatré parole chiave sulle quali riflettere, come affrontare lo stravagante disturbo che è la vita – lavorativa, affettiva, amorosa o familiare che sia – prima di farne una malattia.

Le 33 parole magiche:Amore, Ansia, Apprezzamento, Aspettativa, Autostima, Cambiamento, Competenza, Competizione, Comunicazione, Conflitto, Crisi, Denaro, Desiderio, Diversità, Dovere, Emozione, Empatia, Equilibrio, Fallimento, Fatica, Figli, Immaginazione, Insoddisfazione, Invidia, Lato bimbo, Motivazione, Noia, Paura, Piacere, Sincerità, Stress, Tenacia, Tradimento

Quando qualcosa non funziona e non ci rende felici spesso il primo impul­so è quello di un cambiamento radicale con l’intento di ritrovare la tranquillità e, perché no, una situazione di maggior benessere. Non ci si rende conto immediatamente del costo in ter­mini di fatica e di stress che gli stravolgimenti radicali delle vite lavorative e personali portano, almeno fino a quando non ci si ritrova immersi.

Perché allora non valutare anche la possibilità di restare cambiando il proprio modo di leggere le situazioni, di rapportarvisi, capire cosa si mette in campo in primis per poi abbracciare anche il punto di vista dell’altro. A volte non possiamo modificare né tantomeno evitare situazioni spiacevoli al lavoro, nella coppia, in famiglia.

Ma cos’è poi la felicità, se non un modo diverso di vedere le cose? Di trarre godimento da ciò che accade e da ciò che possiamo realizzare? Come? Con le 33 parole del “Lessico della Felicità”.

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