Autore: Paolo Sigura

Periferie diffuse, sobborghi residenziali, strade, centri commerciali. E’ sufficiente osservare la trasformazione, spesso selvaggia, del nostro paesaggio per comprendere che le superfici edificate sono in costante aumento, a discapito del suolo naturale. Ogni anno in Italia si consumano più di cinquecento chilometri quadrati di territorio, circa tre volte la superficie del comune di Milano. Secondo i dati Istat, in Italia tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati dal cemento e dall’asfalto 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme. Lo sviluppo dell’edilizia nell’Italia di questi anni ha visto intrecciarsi in un…

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Alle volte viene il sospetto che sull’economia pesi ancora la definizione che di essa diede, in epoca vittoriana, lo storico inglese Thomas Carlyle: “The dismal science”, la scienza triste. Di sicuro non giovano alla sua fama gli strumenti matematici impiegati, le lettere greche e parole come autarchia, aggiotaggio e monopsonio. A nessuno quindi verrebbe in mente di consultare Adam Smith e Joseph Schumpeter per risolvere i propri problemi matrimoniali. Non sembrano dello stesso avviso Paula Szuchman e Jenny Anderson, due giornaliste economiche, rispettivamente del Wall Street Journal e del New York Times, che hanno creato Spousonomics, un blog, poi diventato…

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Era la metà del XV secolo quando Johann Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili, un’invenzione tecnologica che rivoluzionò la diffusione del libro, fino a quel momento un bene di lusso non accessibile a tutti. A distanza di quasi seicento anni siamo alle porte di una nuova rivoluzione tecnologica che potrebbe decretare, nell’arco di qualche decennio, la scomparsa del libro stampato. La nuova frontiera del libro, infatti, sembra essere quella digitale. Finora la vendita di libri elettronici, o e-books, in Italia rappresenta solo lo 0,1 percento del mercato nazionale1, anche se le previsioni annuali di crescita sono esponenziali. Con l’arrivo…

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Secondo i teorici dell’economia classica, Adam Smith 1 su tutti, nella sfera economica gli individui sono mossi da impulsi di natura egoistica e individuale (self-interest), ma tale competizione non determina sopraffazione e violenza, come sosteneva Thomas Hobbes, bensì porta a un incremento del benessere collettivo. Il paradigma utilitaristico concepisce l’uomo come homo oeconomicus, teso cioè a perseguire esclusivamente il suo interesse personale. Il suddetto paradigma è messo in discussione dal diffondersi di forme economiche complementari a quelle tradizionali. Tali economie si basano sullo scambio volontario di beni e servizi senza l’intermediazione del denaro, sostituito con monete particolari o con il…

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