Non è ancora trascorso un mese da quando è calato il sipario sulla 15^ edizione del Paestum Wine Fest, che già sono state annunciate le date per la prossima edizione: l’appuntamento è stato fissato dal 28 febbraio al 2 marzo 2027 e il claim promette sedici edizioni di Business unite all’infinita passione per il vino, che fa il paio con fare business, format lanciato l’anno scorso.

Nell’edizione di quest’anno, svoltasi dal 1 al 3 marzo, la vera novità è anzitutto nella location, ossia l’Hotel Ariston di Paestum che si avvicenda così alla struttura della Nuova Esposizione Ex Tabacchificio SAIM, presso il borgo di Cafasso, sempre nel comune di Capaccio-Paestum. Il team già lo conoscete: Angelo Zarra, in qualità di founder, Alessandro Rossi, direttore artistico, e Lorenzo Valbonesi, coadiuvati nella comunicazione da Valentina Taccone e Lucia Immacolata Migliaccio.
Quest’anno si sono riversati nel cuore del Cilento 250 ben espositori e, si stimano, migliaia di operatori e appassionati del vino, sul palco del Paestum Wine Fest c’erano anche Othmar Kiem e Simon Staffler, premiati come migliori giornalisti del vino 2026.

La nuova residenza temporanea del Paestum Wine Fest ha portato in sé il vantaggio della vicinanza al complesso archeologico dei templi, portando un valore culturale aggiunto al fare business, per non parlare della fastosa struttura, decisamente ariosa e articolata negli ambienti che hanno visto un numero sbalorditivo di masterclass, così serrate tra di loro da non concedere tregua ai visitatori, arrecando l’imbarazzo della scelta. Forse eccessivo l’ammassamento delle cantine, proprio a detta degli operatori presenti, segnalati dal candore dei cartelli numerati, in una unica macro-area designata, se si esclude la sala apposita dedicata ad uno sponsor distributore.
Quest’anno, tra le proposte di masterclass più interessanti quella dedicata ai vini biodinamici, segno che l’argomento si sta facendo strada finalmente. Non si è parlato solo di assenza di chimica, ma del concetto di azienda agricola come organismo vivente, dimostrando altresì che i vini biodinamici non sono “difettosi” per definizione, ma possono raggiungere vette di eleganza e pulizia estrema, riflettendo fedelmente il terroir di riferimento.



“Piccolo mondo antico” è il nome della masterclass tenuta dal bravo e competente Nello Gatti, il quale ha saputo portare in un ideologico giro intorno al mondo tutti i partecipanti. Con una comunicazione avvincente e non scontata, Nello Gatti, che recentemente ha esordito col suo primo libro dal titolo “Wine washing, viaggio insostenibile di un comunicatore nel mondo del vino”, ha avviato un percorso narrativo che ha avuto inizio in Armenia, per passare poi alla Georgia, alla Spagna, all’Argentina per poi tornare nuovamente presso la culla della viticoltura, attraverso l’assaggio di 7 etichetti e una degustazione piuttosto briosa e assertiva.

Decisiva la degustazione tenuta dal guru mondiale del vino Charlie Arturaola, sempre poliedrico e capace di cogliere le sfumature più recondite dei vini, assieme ai vertici del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. L’evento, intitolato “I tanti volti di un vino eclettico e versatile”, ha esplorato le diverse sfumature di questo vitigno piemontese, sottolineandone la capacità di adattamento e la modernità. La degustazione si è concentrata sulla versatilità della Barbera, analizzando sia le versioni più fresche e immediate, come la Barbera d’Asti ad esempio, sia quelle più strutturate e complesse affinate in legno, con grande trasversalità di annate, produttori e zonali.
Con la 16^ edizione pertanto il Paestum Wine Fest Business punterà a consolidare il proprio ruolo di hub strategico per il vino italiano nel Sud Italia, cercando di mettere in relazione imprese, mercati e nuove generazioni, puntando nuovamente al coinvolgimento degli studenti degli istituti alberghieri come anche fatto quest’anno, mettendoli a confronto con gli operatori del settore.
