La scomparsa di Carlo “Carlin” Petrini, spentosi ieri a 76 anni nella sua Bra, segna la fine di un’era per la cultura alimentare globale. Sociologo, gastronomo e intellettuale visionario, Petrini è stato l’uomo capace di dimostrare al mondo che il cibo non è mai solo nutrimento, ma rappresenta una scelta politica, economica e sociale.
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È ufficiale! Qualche ora fa, precisamente alle 10:44, è arrivato finalmente il verdetto da Nuova Delhi in India: la Cucina Italiana è stata proclamata dal Comitato Intergovernativo dell’Unesco, con decisione unanime, patrimonio immateriale dell’umanità.
Lo scorso 19 settembre Identità Mediterranea ha confermato per il secondo anno consecutivo la sua presenza durante l’appuntamento più importante e prestigioso dell’anno presso l’ambasciata del Messico a Roma: la celebrazione del 215° Anniversario dell’Inizio della Liberazione del Messico. Questa piccola associazione culturale, fondata da Gaetano Cataldo, ha organizzato, così come per la precedente edizione, il brindisi augurale presso la relativa sede diplomatica capitolina, rappresentando così il Vino Italiano dinanzi ad ospiti d’élite e personaggi illustri.
Le assonanze tra la Dieta Mediterranea e la Cucina Giapponese sono evidenti almeno dagli anni ’70 del secolo scorso e sottolineano quanto un consumo di alimenti variegati, privilegiando materie prime di origine vegetale, incluso un sano stile di vita, siano tratti comuni dei centenari del Cilento e del Giappone. Come si fa ad abbinare però il Sake Giapponese alla Dieta Mediterranea?
la triangolazione tra tipo di farina, tecnica di impasto ed ingredienti utilizzati sulla pizza è un’ottima strategia per stabilire l’abbinamento ideale col sake in cui la carta vincente resta sempre la voglia di scoprire nuove sensazioni gustative
Lui è Luigi Tecce, classe del ’71. Non crede in Dio ma ad una prima occhiata pare sappia campare molto meglio di chi lo fa e vive i suoi tempi col distacco tipico di chi ha subito il fascino ed il successivo disincanto dai grandi ideali, facendolo da pragmatico e anche con una sottile vena da nostalgico sognatore, ma non ditelo a nessuno sennò finisce che perde la sua aria di strafottente.
Spesso, parlando di sake, ci si imbatte in luoghi comuni tanto diffusi quanto errati e ciò è dovuto al fatto che in molti ristoranti orientali nel nostro Paese ci viene dato un tipo di grappa cinese al suo posto a fine pasto, mentre in realtà il sake è un fermentato e non un distillato come spesso viene erroneamente riportato. Nella misura in cui tantissimi sono i vini italiani che si abbinano perfettamente alla cucina giapponese anche il sake, con un range alcolico mediamente compreso tra i 16 ed i 22°, riesce ad essere un ottimo compagno a tavola per le più svariate pietanze, tipiche della cucina italiana e della Dieta Mediterranea in generale