Intervista a Simone Rapisarda Casanova Se dovessi ripercorrere la storia e le vicissitudini del Significato (Dal lat. significatus-us «senso, indizio») per giungere alla coniugazione che più sembra tendere al titolo di quest’opera soave, La creazione di Significato, abbraccerei probabilmente l’Organon aristotelico, che fa dipendere il significato delle forme linguistiche dalla loro relazione con le «affezioni dell’anima», e opera una puntuale distinzione tra s. del nome e il s. del verbo al fine di conferire a quest’ultimo un valore temporale supplementare: verbo che «significa, in aggiunta, il tempo»[1]. Siamo sulle Alpi Apuane, lungo quella che un tempo veniva chiamata Linea Gotica, successivamente…
Autore: Giulia Palomba
Circa un mese fa mi sono recata presso il centro sociale meneghino Casa Loca per assistere alla presentazione del nuovo film di Rezza-Mastrella “Troppolitani Valle Occupato”, condotta e “galoppata” dagli autori stessi.
Nel limbo indistinto dell’osceno contemporaneo mediatico, e in particolar modo televisivo, giacciono anime ormai disperse, senza possibilità di redenzione. In bilico tra una passività mascherata che si rende attiva e sinistra nell’attimo dell’interazione sociale, il virus mediatico dell’Indistinto e dell’equipollenza tra fatti e apparenze dilaga, senza che alcun argine cerchi anche solamente di frenarne l’avanzata. L’età della Pietas – affermava un ormai televisivo Pasolini – si è conclusa con la televisione. È iniziata l’era dell’Edonè : “Era in cui dei giovani insieme presuntuosi e frustrati a causa della stupidità e insieme dell’irraggiungibilità dei modelli proposti loro dalla scuola e dalla…
L’umanità che emerge dalle proiezioni della 70esima edizione della Mostra del Cinema è turbata, violenta e spesso inconsolabile: nel proprio egocentrismo fa i conti con la sessualità repressa, con la propria interiorità lacerata che deflagra all’esterno in atti estremi, intensi o si chiude silenziosamente nella rassegnazione. L’uomo è solo, in un abitacolo di un auto, davanti allo schermo di un mega computer, o in una piccola cella. E se molte delle opere presentate non sembrano in grado di vantare una potenza espressiva tale da essere ricordate nel futuro, queste, saranno quantomeno inscrivibili nella costellazione amara e spiazzante che riflette il…
Dopo lo sfavillante viaggio nello spazio di Gravity di Alfonso Cuarón (in 3D), film d’apertura della 70esima edizione della Mostra Del Cinema di Venezia, il festival non sembra concedere – per ora – troppi momenti per la contemplazione di grandiose opere cinematografiche: tra le diverse pellicole “apprezzabili” si fatica a scovare l’opera in grado di stagliarsi imponentemente sulle altre per la sua qualità. Svariate le pellicole italiane presentate in sala, tra cui la proiezione speciale dell’opera prima di Paolo Zucca L’arbitro: commedia che può permettersi di vantare regia e fotografia molto accurate nonché un cast di tutto rispetto (Accorsi, Pannofino, Cucciari,…
Si è conclusa il 17 agosto 2013 la 66esima edizione del Festival del Film di Locarno, per il primo anno sotto la direzione artistica di Carlo Chatrian. L’evento è stato presenziato da ospiti d’eccellenza, quale il celebre regista tedesco Werner Herzog, che oltre a presentare la sua nuova serie Death Row sul braccio della morte negli Stati Uniti ha intrattenuto la platea con una indimenticabile Master Class. Ma questa è solo una delle tante perle custodite da questo importantissimo Festival, durante il quale sono state difatti presentate la rassegna dedicata a George Cukor, gli omaggi all’attrice Anna Karina e…
E’ forse una coincidenza che a qualche giorno dalla presentazione del film Sangue di Pippo Delbono al Festival del Film di Locarno 2013, l’ospite d’onore Werner Herzog, durante la sua Master Class, parli del rispetto nei confronti della morte. Come già Grazia Paganelli citava nel Castoro “Segni di vita. Werner Herzog e il cinema”: “Esiste un confine che non deve essere varcato e il confine è costituito dalla privacy e dalla dignità della morte di un individuo“. Già ne parlava Andrè Bazin, grande critico e storico del cinema, quando nel suo saggio “Morte ogni pomeriggio” (del 1949) dichiarava che “l’amore, come la…
La politicità di un’opera deve essere necessariamente esplicita? Solo le opere concepite e partorite ab initio come politiche possono fregiarsi di questo titolo?
Dopo lo sfavillante viaggio nello spazio di Gravity di Alfonso Cuarón (in 3D), film d’apertura della 70esima edizione della Mostra Del Cinema di Venezia, il festival non sembra concedere – per ora – troppi momenti per la contemplazione di grandiose opere cinematografiche: tra le diverse pellicole “apprezzabili” si fatica a scovare l’opera in grado di stagliarsi imponentemente sulle altre per la sua qualità. Svariate le pellicole italiane presentate in sala, tra cui la proiezione speciale dell’opera prima di Paolo Zucca L’arbitro: commedia che può permettersi di vantare regia e fotografia molto accurate nonché un cast di tutto rispetto (Accorsi, Pannofino,…
Quando comunicai a mio nonno, ormai novantenne, del mio lavoro per sostenermi negli studi, più volte mi rispose che il lavoro nobilita l’uomo, qualunque esso sia.