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Cultura

L’Amaro Olivae e il Cammino di San Nilo

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo2 Ottobre 2025Updated:10 Ottobre 2025Nessun commento3 Mins Read
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Il Cammino di San Nilo è un percorso che si estende per 104 km e consta di 8 tappe nel Cilento, partendo da Sapri per giungere fino a Palinuro, seguendo le orme di San Nilo, un monaco bizantino. Tale cammino attraversa borghi storici, sentieri di montagna e zone naturali del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, offrendo un’esperienza spirituale alla scoperta delle bellezze paesaggistiche e della storia bizantina che pervade questi luoghi: infatti, ogni tappa è diversa, passando per le Grotte del Bussento, i Capelli di Venere, il Monte Gelbison, ma anche per piazze silenziose, fontane e scorci architettonici, che caratterizzano i 13 borghi, tra cui Torraca.

Non lontano dalla Basilicata e circondata dai comuni di Casaletto Spartano, Sapri, Tortorella e Vibonati, Torraca è un piccolo paesino di poco più di 1200 abitanti, caratterizzato però da un antico borgo medievale e dalla presenza di un castello baronale.

Qui di ulivi secolari non ne mancano e le passeggiate lente e meditative, restituiscono un tempo a misura d’uomo al visitatore. Dopo una cena a base di prodotti tipici locali, per quanto ancora fresca, l’aria invita a stare fuori, sedersi su un muretto a secco, contemplare le stelle ed assaporare un amaro locale, magari in compagnia di un buon sigaro.

L’Amaro Olivae, prodotto dal brand Amaro delle Monache, di Teodoro Stoduto, è un prodotto tipicamente artigianale, come d’altronde tutta la linea di questo verace abitante di Torraca, molto dedito al racconto appassionato della sua terra e nella produzione di liquori e infusi di qualità, come quelli che si facevano una volta. Olivae è un amaro fatto con foglie di ulivo, un fluido carezzevole e di carattere al tempo stesso, capace di raccontare la storia dei luoghi da cui ha origine. La coerenza di prodotto con la materia prima è una evidenza palatale indiscutibile, almeno quanto il bilanciamento dei sapori che non vedono un eccesso di zuccheri, ma una gradevolezza espressiva intensa e persistente, tale da non rendere mai stucchevole il sorso, grazie all’acidità e alle note amaricanti calibrate che lo rendono vellutato, caldo e meditativo.

L’Amaro Olivae si abbina perfettamente alla pasticceria cilentana, soprattutto quella secca, diventando un calice da meditazione, specialmente se accompagnato dal fumo lento da Toscano Puccini.

Per provare tutto ciò basta andare a Torraca, chiedere di Teodoro e farsi indicare dove si trova l’Hotel Sant’Antonio, incuso tra le mura del vecchio Palazzo delle Suore che, situato nella parte più alta del Borgo Medievale di Torraca, precisamente quella del Rione San Rocco, mostra la sua austera bellezza; recentemente ristrutturato nel rispetto della tradizione architettonica locale, l’Hotel accoglie anche Il Ristoro delle Monache, la cui cucina è caratterizzata dalla tipicità cilentana, con un’impronta decisamente green e che abbraccia i sapori del mare e dell’entroterra.

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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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