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Sapori

Dafne, l’olio extravergine di oliva delicato del Frantoio Torretta

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo13 Settembre 2022Updated:13 Settembre 2022Nessun commento3 Mins Read
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Il Frantoio Torretta è stato fondato nel 1960 dalla famiglia Provenza e da allora diffonde sul suolo nazionale, e non solo, l’arte antica dell’olivocultura e della produzione dell’olio extravergine di oliva, tra i migliori olii italiani, con competenza, dedizione e passione costante.

Il frantoio e gran parte dei tenimenti sono ubicati in frazione Torretta a Battipaglia nel distretto agroalimentare della Piana del Sele, con una ubicazione intermedia tra il Mar Tirreno, i Monti Picentini, appartenenti all’Appenino Campano, e quindi anche nell’area delle Colline Salernitane, ove il principale corso d’acqua è il fiume Tusciano. Decisamente qui il clima è mediterraneo e l’elevazione può arrivare anche fino a 300 metri sopra il livello del mare.

La filosofia della famiglia Torretta vuole che tradizione ed innovazione si fondano insieme per garantire un prodotto di eccellente qualità. Laddove la passione e la professionalità di una famiglia che, di generazione in generazione tramanda l’arte della raccolta delle olive, coniugandola con i più rigorosi controlli richiesti dalle certificazioni di qualità; un impianto attrezzato con le migliori tecnologie all’avanguardia trasforma la materia prima in un olio eccellente, apprezzato per le sue qualità organolettiche ed inserito tra i migliori oli al mondo. Il frantoio Torretta è dotato anche di un impianto di molitura moderno, realizzato con tecnologie innovative. Uno staff di tecnici qualificati segue il processo di trasformazione delle olive, che provengono dagli oliveti secolari del vasto territorio della provincia di Salerno ubicati, oltre che nel paesaggio battipagliese, tra le colline di Montecorvino Rovella, Serre ed Eboli.

L’olio degustato è il Dafne, prodotto nato da agricoltura biologica che, già dal nome, ispira suadente fascino e luminosa delicatezza. L’area di produzione è quella delle Colline Salernitana, mentre le varietà impiegate sono la Rotondella, la Carpellese e la Frantoio, la prima cultivar al 40% e le seconde al 30%. Il periodo di raccolto, svolto sia manualmente che con macchine agevolatrici, va dalla prima decade di ottobre sino alla seconda decade di novembre, mentre il sistema di molitura ed estrazione vengono disciplinati da un frangitore a dischi e quindi dal decanter a tre fasi, il quale garantisce sostenibilità per risparmio di acqua.

Dafne sfoggia una veste giallo oro con riflessi verdolini e che visivamente presenta ottime prospettive di consistenza. La prima evidenza olfattiva scaturisce dal profumo di foglia di ulivo, kiwi, foglia di basilico, lieve percezione di carciofo con uno scampolo di nota piperita. Al palato il corpo è abbastanza pieno e avvolgente con ritorno delle profumazioni percepite alla via diretta, con un ingresso decisamente fruttato ed un finale gradevolmente amaro e piacevolmente piccante. Estremamente versatile per la sua delicatezza, riesce a farsi strada anche su abbinamenti un poco più strutturati per la franchezza delle sue note e per la buona persistenza. Da provare col polpo e patate arrosto al profumo di finocchietto selvatico, rigorosamente a crudo, perché preservi le sue proprietà salubri ed il suo sapore autentico.

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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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