Close Menu
  • Home
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Facebook X (Twitter) Instagram
Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
Mediterranea Online
Iscriviti
  • Home
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Mediterranea Online
Panico Covid-19

La disabilità nell’infanzia ai tempi del Covid-19

Cristiana SarritzuBy Cristiana Sarritzu28 Marzo 2020Updated:8 Aprile 20208 commenti3 Mins Read
Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp VKontakte Email
bambino autismo
Share
Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

Sono rimasti soli. Per loro, bambini disabili e famiglie, cui il quotidiano è fatto di continui e costanti ostacoli da superare, l’emergenza Covid-19 e il conseguente isolamento sociale è più difficile.

Nuclei familiari mono o bigenitoriali anche con più di un figlio a carico, dovendo trascorrere le giornate chiusi in un appartamento, spesso anche in spazi piccoli, non possono rispondere alle innumerevoli esigenze di bambini con sindromi dello spettro autistico, down, o paraplegie spastiche, per citarne alcune. Senza il supporto degli specialisti, della scuola e dei servizi sociali, i piccoli diventano ingestibili, soggetti a crisi repentine e con il rischio di eventuali regressioni.

“Viene a mancare il supporto di un esperto”, spiega Laura Mura, insegnante di Sostegno nella scuola dell’Infanzia della città metropolitana di Cagliari, in Sardegna. Per i piccoli con disturbo autistico per esempio (i casi aumentano di anno in anno), un simile sconvolgimento della routine quotidiana è devastante: l’improvvisa restrizione dei rapporti sociali è un fattore che rinforza il deficit, i cambiamenti di programma nell’arco della giornata dal canto loro possono suscitare crisi emotive e degenerare in comportamenti aggressivi o autolesionistici.

Senza l’aiuto dello specialista le famiglie brancolano nel buio, non sanno come aiutare i propri figli, rischiano il tracollo emotivo. Poiché l’essere distanti è ciò che contraddistingue questi bambini, a scuola vengono stimolati con attività ad hoc. “E’ proprio attraverso la scuola e i rapporti interpersonali che le distanze si accorciano e si creano le condizioni che permettono lo sviluppo della sfera emotiva e socio relazionale. La didattica a distanza per loro in particolare ha forti limiti. Manca il contatto diretto con l’insegnante che predispone attività strutturate e personalizzate e i momenti di socializzazione con i compagni”, spiega Mura. Gli operatori dei servizi sociali ed educativi cercano di non perdere i contatti con le famiglie: una chiamata al cellulare può essere utile per offrire suggerimenti o descrivere come intervenire nei momenti di crisi.

Lo stato di isolamento per i piccoli con disabilità, abituati a seguire programmi terapeutici specifici, come la terapia cognitivo comportamentale, la logopedia, la psicomotricità, e a frequentare la scuola, è un vuoto difficile da colmare e capire. La didattica a distanza nonostante lo sforzo di insegnanti ed educatori non può di certo sopperire a tali mancanze o raggiungere gli obiettivi scolastici prefissati. Tramite messaggi audio, video e video chiamate le docenti propongono attività educativo-didattiche e forniscono consigli e indicazioni ai genitori, i quali a loro volta devono barcamenarsi tra svariati impegni. Poiché non si può affidare un cellulare a un bambino, il tutto viene dunque a ricadere sulle spalle del genitore che diventa una sorta di braccio destro dell’insegnante, sentendosi spesso inadeguato. Ma la presenza costante anche se tramite web delle insegnanti e del gruppo scuola, rappresenta comunque un sostegno emotivo che può essere cruciale in un momento così delicato come questo.

La crisi economica ha messo in po’ tutti in ginocchio, in special modo i più deboli: i nuclei familiari con disabili a carico sono fra questi, non foss’altro, anche se godono di specifiche indennità statali, per i pesanti costi da sostenere in terapie sanitarie, servizi educativi e quant’altro. Lo stop alle attività produttive non essenziali ha mandato a casa tanti lavoratori che nel migliore dei casi sono entrati in cassa integrazione. Non sono poche le famiglie con disabili a carico rimaste senza neanche i soldi per la spesa, costrette dunque a ricorrere agli aiuti di parroci e alla solidarietà sociale. Non bisogna lasciarli soli.

autismo in casa disabilità solitudine infanzia ai tempi del Covid-19 mamma e bambino autistico soli con disabilità
Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp Email
Previous Article100 FOTOGRAFI PER BERGAMO | raccolta fondi dal 27 Marzo al 3 Aprile
Next Article Oltre il virus la vita continua: pizza in teglia soffice e senza impasto
Cristiana Sarritzu

Scrivo articoli che raccontano storie, descrivono personaggi, tradizioni ed eventi culturali, viaggi. Uno sguardo sul mondo alla ricerca di fatti, cose e persone che creano bellezza, dipingono tele di sogni, di progetti compiuti. Una ricerca in cui assumono un ruolo speciale le donne, di cui amo scrivere, studiare e analizzare la condizione sociale. Dopo la maturità classica mi sono laureata in Scienze Politiche e ho iniziato a collaborare con diverse testate giornalistiche. Ho un blog www.horealizzatounsogno.it

Articoli correlati

Anima Napoletana: bicchieri d’arte e sapori partenopei firmati Casolaro

9 Dicembre 2025

Barriere linguistiche, distanza sociale e identità plurali. L’integrazione linguistica degli stranieri al Polo Sociale integrato di Palermo

15 Ottobre 2023

Siglata la Neptune Declaration on Seafarer Wellbeing and Crew Change

6 Febbraio 2021

La Tunisia culla della Primavera araba: un misto di orgoglio e ombre

23 Dicembre 2020

8 commenti

  1. Pingback: #IORIMANGOINCONTATTO La “paura” come opportunità trasformativa. Un percorso utile ai tempi del Covid-19 a cura della psicologa Claudia Cestoni - Mediterranea

  2. Pingback: In viaggio tra i libri di casa ai tempi del Covid-19 - Mediterranea

  3. Pingback: #UNCONTATTOCHEVALE, LA LEGA DEL FILO D’ORO PRESENTA UN CICLO DI INCONTRI IN DIRETTA FACEBOOK PER CONOSCERE LE DIFFICOLTA’ DELLE PERSONE SORDOCIECHE AI TEMPI DEL COVID-19 - Mediterranea

  4. Pingback: Pianeta Anziani e Pandemia - Mediterranea

  5. Pingback: Istituto Serafico di Assisi: anche nella fase 2 i disabili continuano ad essere dimenticati e il Terzo Settore rischia il collasso - Mediterranea

  6. Pingback: Il Distretto e la Cultura: insieme per il territorio - Mediterranea

  7. Pingback: IN PRIMA LINEA - Anche Silvia Mezzanotte sostiene l’iniziativa #NoiConGliInfermieri - Mediterranea

  8. Pingback: Lega del Filo d'Oro, al via la campagna di raccolta fondi “Adotta un mondo di sì”

Leave A Reply Cancel Reply

Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
© 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.