C’è stato un tempo in cui i lirici greci, per definire l’orizzonte liquido nei loro simposi, usavano una metafora suggestiva: oínopi póntōi, il mare color del vino. Un’espressione che non era solo una suggestione cromatica al tramonto, ma il riconoscimento di una fratellanza arcaica. In quella visione, i convitati attorno al cratere diventavano un equipaggio e la bevanda stessa si faceva collante sociale, strumento di mediazione e veicolo di miti. Ciò è stato raccontato da Gaetano Cataldo al Real Yacht Club Canottieri di Savoia con Maria Ida Avallone.