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Daniela Ducato e Alessandra Guigoni alla Triennale di Milano

RedazioneBy Redazione12 Settembre 2015Updated:16 Settembre 20151 commento6 Mins Read
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L’antropologa Alessandra Guigoni e l’imprenditrice dell’innovazione green Daniela Ducato saranno presenti all’Expo di Milano per tutta la settimana dedicata alla Sardegna, dal 11 al 17 settembre 2015

Camminare su pavimenti di frutta e verdura, muoversi tra pareti di caffè e liquirizia: all’Expo Padiglione Italia inaugura l’ultima innovazione delle filiere Edilana-Edilatte

Pavimenti e rivestimenti realizzati con gli scarti di frutta e verdura. I primi al mondo. E si va dalle mattonelle prodotte con le bucce di pomodoro a quelle che hanno un cuore di olio d’oliva o di aceto balsamico, di cui viene preso sempre e solo il residuo della lavorazione. Ma ecco anche le pareti bio: a scelta tra liquirizia, caffè, carciofo, fiori selvatici e digestati di erbe spontanee. Ci sono poi le agriceramiche al pecorino, a base di siero di latte scartato.

È questa l’ultima frontiera dell’edilizia sostenibile che Daniela Ducato, ambasciatrice dell’innovazione a Expo 2015, scelta tra le 21 case history per rappresentare l’eccellenza imprenditoriale del nostro Paese, illustra da oggi 9 settembre a Milano. I biomateriali sono uno dei punti di attrazione al Padiglione Italia, nella galleria dedicata all’innovazione green all’interno dello spazio della Regione Sardegna, dove saranno esposti anche gli isolanti realizzati con la lana di pecora e gli intonaci ottenuti utilizzando la terra cruda di calce.

Dunque, biomateriali diversi, superfici contemporanee di alto interior design che percorrono quell’unica strada tracciata da Edizero e dalle filiere produttive Edilana, Edilatte, Edimare ed Editerra: il surplus di cibo si fa tecnologia, sino a nutrire il pianeta, accarezzandolo.

Non si ruba cibo alla terra con Edizero. Anzi: gli scarti alimentari, mischiati a calci e terre, danno forma a biomateriali che hanno tutti la certificazione etica ambientale targata Anab Icea. L’Anab è l’Associazione nazionale di architettura naturale fondata 25 anni dal maestro dell’imprenditrice sarda, l’altoatesino Siegfried Camana; Icea, invece, è l’ente di certificazione attivo dal 2000.

Edizero, così, continua ad aumentare la lista di scarti alimentari che vengono reimpiegati nell’edilizia verde. In una parola: biotecnologia che conta l’utilizzo di oltre 300 derivati dal surplus agricolo.

Da ieri Daniela Ducato è all’Expo come testimonial della Sardegna, al convegno internazionale sulla qualità della vita promosso dalla stessa Regione. L’imprenditrice ha parlato nella quinta sessione di lavori che ha per tema l’innovazione.

Oggi, giovedì 10 settembre, Daniela Ducato rappresenterà le filiere Edizero nel Padiglione Coldiretti. Tema: i semi delle campagne italiane che valgono un altro tassello della presenza dell’imprenditrice all’Expo 2015. Il progetto è quello del Social carpet, il tappeto sociale, una tessitura cominciata da Cagliari il 3 settembre scorso e che ha percorso l’Isola per poi approdare a Milano.

Il tappeto fa parte de LANArrazione, altra iniziativa firmata da Daniela Ducato. Si tratta di un esperimento sociale: si punta al coinvolgimento del maggior numero di persone per arrivare a una produzione collettiva che trova in Sardegna la sua origine. Trame di identità e tessuti, da sempre sono patrimonio culturale ed economico dell’Isola, ma anche straordinaria qualità della vita.

All’Expo, l’imprenditrice è anche un avatar, inserito nella mostra “La potenza del saper fare” e ogni giorno, ai circa 12.000 visitatori di Palazzo Italia, ripete che “i biomateriali Edizero contengono la Sardegna e la sua autenticità, attraverso ingredienti primitivi che diventano prodotti di grande innovazione”.

I nodi del social carpet saranno oltre 10mila semi sardi di diverse qualità alimentari, come le uve, i grani di riso o quelli di arbusti locali, donati dall’associazione “L’uomo che pianta gli alberi” e dalla comunità del cibo “Casa verde CO2.0”. La partecipazione delle persone sarà spontanea. Il tappeto verrà rifinito e assemblato dal 28 al 30 settembre. La destinazione finale è a sorpresa.

Il social carpet ha anche una seconda voce narrante, quella di regista, Alessandra Guigoni, antropologa dell’alimentazione, che sottolinea: “Il tappeto rappresenta i paesaggi del cibo della Sardegna, caratterizzati da uno straordinario patrimonio di agrobiodiversità, nel quale possiamo annoverare prodotti unici ed esclusivi dell’Isola”.

I pavimenti e rivestimenti realizzati con frutta e verdura, per la prima volta al mondo, grazie anche alla sinergia con le aziende agricole, verranno presentati venerdì 11 settembre. La mattina al Padiglione Coldiretti, mentre nel pomeriggio i biomateriali saranno in mostra nello spazio della Regione Sardegna, a cui è stata dedicata l’intera settimana sino al 17 con un lungo calendario di eventi che comporranno i sette giorni dell’Isola a Milano.

In esposizione, accanto ai rivestimenti di frutta e verdura, anche i pannelli per l’isolamento termico e acustico, realizzati con sughero, lana di pecora e posidonia spiaggiata. Infine la “carta dei vini”: si tratta di pitture per muri e legno, i cui colori sono stati ricavati appunto coi rifiuti vitivinicoli mischiati insieme a calce purissima e agrumi. Ma bio sono pure gli intonaci di terra cruda, ottenuti con riso, grano e birra.

Il 12 settembre, le luci si accendono sulla mostra Cucine e ultracorpi, allestita alla Triennale Museum Design. Lì Daniela Ducato, sempre insieme all’antropologa Alessandra Guigoni, guiderà gli ospiti in un viaggio tra i biomateriali Edizero. Il percorso, inserito all’interno dello spazio espositivo Art&Foods, alternerà rivestimenti sensoriali a pareti tattili, realizzati sempre da Edizero attraverso la sua filiera Edilana.

La mostra, dedicata all’evoluzione di cucine e degli elettrodomestici, dalla loro nascita all’innovazione digitale, comincia con l’esposizione dei frigoriferi: dal mitico Fiat degli anni Cinquanta alla serie Ignis del 1962, per passare alle forme sinuose dell’Oz di Rex. Quindi il salto al fuoco, tra i più diversi piani di cottura, vecchi e nuovi. Il tutto, muovendosi dentro una sorta di ventre materno, una tana di lana sarda al 100 per cento.

Ma Edizero è anche l’architettura di pace. I prodotti non contengono guerra, perché sono senza petrolio. Ogni componente, poi, è a chilometro corto o a chilometro tracciabile al 100 per cento, dentro il perimetro geografico dell’Italia. Ovvero, una somma di eccellenze valse a Daniela Ducato numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio Expo 2015 col quale all’imprenditrice sarda, il 26 maggio scorso, è stata premiata a Milano, capitale mondiale del design, per l’innovazione sostenibile del Made in Italy. Così dopo che l’8 marzo 2015 il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha insignito Daniela Ducato dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica italiana. E a Stoccolma, il 3 marzo 2013, la fondatrice di Edizero, ma anche de “La Casa verde CO2.0”, ha ottenuto l’Euwiin International Awards come “miglior innovatrice nella categoria ecofriendly, un esempio per il mondo”, fu la motivazione.

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