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Mediterranea | July 17, 2019

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Wine Tasting Archivi - Mediterranea

Carmenere Più Igt Veneto 2015 dell’Azienda Agricola Inama

Questo vino è il frutto di un progetto relativamente giovane avviato dall’azienda agricola Inama nel 2005 per valorizzare il vitigno Carmenere, presente nella zona dei Colli Berici da oltre un secolo; disegnata da Michela Coltro l’etichetta, dal gusto classicheggiante, raffigura un putto con in mano una cornucopia con grappoli d’uva, a dimostrazione del fatto che la bottiglia è l’ultima nata in azienda.

Il Carmenere Più 2015 è un Igt … Continua

Béchar Fiano di Avellino Docg 2016 di Antonio Caggiano

I lavori di realizzazione di questa cantina cominciano agli inizi degli anni ’90, voluti da Antonio Caggiano, fotografo “globetrotter” e grande appassionato della sua Irpinia. Antonio fonda la cantina proprio a Contrada Sala, decisissimo a dar voce alla tradizione vitivinicola del borgo di Taurasi ed infatti quello che colpisce subito il visitatore è l’idea di trovarsi in una sorta di museo della civiltà contadina legata al culto della Vite, … Continua

Is Solinas Carignano del Sulcis Doc 2014 di Argiolas

Carignano e non più del 5% di Bovale sono le quote per questo uvaggio che vede la straordinaria materia prima allevata ad alberello su terreni a prevalenza sabbiosa, ricchi di argilla e calcare ed accarezzati dalla brezza marina. La fermentazione alcolica e la macerazione avvengono in acciaio, la malolattica in cemento e l’affinamento in botti di rovere francese per ben un anno.Continua

Mamuthone Cannonau di Sardegna Doc 2014 di Giuseppe Sedilesu

A 15 km da Nuoro, nel cuore della Barbagia di Ollolai, si trova Mamoiada. Questo piccolo borgo è abitato da circa 2600 anime, si trova a 644 metri dal livello del mare e non è molto distante dal massiccio del Gennargentu, costituito da granito, rocce calcaree e scisti, e dagli altipiani del Supramonte, ricchi di carbonato di calcio e di magnesio di origine mesozoica.

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La Passione di una vita per il Moscato di Trani: intervista a Franco di Filippo

Il Moscato è tra le varietà di Vitis Vinifera più antiche al mondo ed appartiene ad una famiglia di vitigni tra le più grandi e varie tra tutte quelle conosciute, tanto che nella sola Italia la superficie complessiva di allevamento si attesta attorno ai trentamila ettari.

Andando a ritroso nel tempo vediamo questa vitigno aromatico coltivato dai Greci col nome di Anathelicon Moschaton diffondersi in tutto il Mediterraneo durante la colonizzazione ellenica e successivamente definito, in epoca romana, come Uva Apiana per essere, al pari del Fiano, prediletta dalle api per via del suo dolcissimo aroma, a quanto pare. In realtà tanto l’associazione di questo vitigno con l’Uva Apiana quanto la tesi che vorrebbe, nella similitudine tra ape e mosca, che il suo nome mutasse in Moscato attorno al 1200, risultano piuttosto deboli: infatti è più plausibile che il nome attuale del Moscato derivi da muscus, muschio in latino, per via del suo forte ed inconfondibile aroma che i francesi definiscono musqué. Sussistono molte possibilità invece che il vitigno possa essere stato importato dai Cavalieri Templari ed Ospedalieri chiamati ad operare in Medio Oriente, dove era nota la produzione di vini liquorosi ed aromatici. Venezia inoltre nel 1204, proprio al termine della IV Crociata, inizierà a ridurre il volume di vini importati, sostituendoli coi vini prodotti a Creta e da altre isole Greche passate sotto il suo dominio. Le prove più antiche a testimoniare la presenza del Moscato in Piemonte risalgono al Trecento, due secoli dopo la distribuzione di questa vite nella regione sarà già considerata sufficientemente considerevole tanto che, anche in questo caso, il duca Emanuele Filiberto di Savoia deciderà di limitare le importazioni di altri vini per incoraggiare la produzione locale, fino al boom d’inizio Ottocento. Naturalmente stiamo parlando del Moscato Bianco, varietà che nel nostro paese rientra in un ragguardevole numero di Denominazioni di Origini Controllata da cui si evincono altrettanto numerosi sinonimi, uno dei quali è Moscato di Trani.

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Cambiamento climatico e futuro della viticultura

Gli scienziati si dividono da sempre sulla teoria del Global warming e il cambiamento climatico, teoria secondo la quale la Terra starebbe andando verso un costante e incontrollato innalzamento delle temperature che, nel lungo periodo, avrà un grande impatto sulla vita dell’ecosistema. Alcuni dicono che esiste ed è dovuto principalmente alle attività umane, altri sostengono si tratti di una fase, o che perlomeno non sia dovuto all’uomo.

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Vigna Cicogna Greco di Tufo Docg 2015 di Benito Ferrara

La famiglia di Benito Ferrara è dedita alla viticultura dagli inizi del ‘900 e la sua cantina si trova a San Paolo, una frazione di Tufo, proprio l’area da dove proviene il Vigna Cicogna.

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Vaggiolata Chianti Classico Docg 2012 di Saverio Basagni

Non è il solito Chianti scontato e prevedibile ma sicuramente un’espressione territoriale di tutto rispetto quella che Saverio Basagni, viticultore biologico, interpreta a Monterotondo col suo lavoro certosino. Continua

La Viticultura e l’Enologia Itinerante di Roberto Cipresso tra Vecchio e Nuovo Mondo

Sono già passati due anni dall’ultimo incontro tra Roberto Cipresso ed il nostro Giornale ed il Mondo Enologico, fluido e mutevole, affronta nuove sfide, sia che si tratti del rispetto territoriale che dell’obbedienza ai mercati, sempre più competitivi, piuttosto che ad assecondare nuove tendenze.

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