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Dopo il successo della degustazione ufficiale con l’Associazione Italiana Sommelier, per la prima volta in un locale in città, Mosaico per Procida ritornerà a Salerno, accolto da Giagiù, capitanata dal maestro pizzaiolo Ciro Pecoraro. L’evento avrà luogo alle ore 20:00 di mercoledì 19 novembre prossimo e non poteva essere diversamente, viste le premesse: una pizzeria identitaria accoglierà il primo vino celebrativo di una capitale italiana della cultura, realizzato in Campania, a dimostrazione di quanto la creatività, la passione e il radicamento territoriale siano insiti nel Sud Italia

Nella prestigiosa sede dell’ambasciata del Messico a Roma è stata presentata, durante la serata di ieri 11 luglio, l’ultima biografia di Julio Iglesias, con la partecipazione di esponenti diplomatici di diversi Paesi e del mondo culturale spagnolo. Dinanzi a un parterre di prim’ordine, il funzionario culturale dell’ambasciata del Messico, Héctor Alcántara, ha accolto Ignacio Peyró, autore del libro, giornalista e direttore dell’Istituto Cervantes di Roma.

Gaetano Cataldo diventa il sommelier che per primo ha impiegato il vino quale dono della trascendenza appunto, effettuato cioè da una dimensione determinata e tangibile a quella della spiritualità e del metafisico. Il 22 aprile alle 11:00 si è tenuta una messa solenne presso il duomo di Napoli, precisamente presso la cappella di San Gennaro, durante la quale il fondatore di Identità Mediterranea ha donato una doppia magnum di Mosaico per Procida al Santo Patrono della città di Napoli.

Il vino deve poter tornare anche alla sua dimensione di alimento. La morigeratezza è un sano atteggiamento che va adottato sia nel bere che nel parlare del vino, che fortunatamente non ha bisogno di certi paladini e continuerà ad essere la parte intellettuale di un pranzo, come sosteneva Alexandre Dumas

Gerardo De Santo è specialista di uno dei cereali più importanti in Italia e nel mondo, tanto da essere sommelier del riso e chef vocato ai risotti ed a tutte le preparazioni culinarie che prevedono l’impiego dei preziosi chicchi. Lo abbiamo già intervistato su Mediterranea Online e, giusto qualche mese fa, abbiamo dato anticipazione di una sua masterclass all’evento “Sake Days” a Firenze.

La storia della famiglia Casoli appartiene da sempre al borgo di Candida per quanto il progetto delle Tenute Casoli sia più recente: Luigi Casoli, di professione ingegnere, decide nel 2005 di acquistare e recuperare l’antico palazzo un tempo appartenuto alla famiglia Iorio, situato proprio di fronte alle proprietà nobiliari dei FIlangieri, principiandone quindi i restauri nel 2005, innamorato dei dettagli architettonici, soprattutto del superbo esempio di scala vanvitelliana. Nel 2007 lo stesso ne avviò l’impianto di un primo vigneto, poiché la storia dell’antico palazzo era anche fatta di vendemmia, accorpandolo ai tenimenti vitati di famiglia ereditati da suo padre; dopo questa grande operazione di recupero storico, urbano ed edilizio, a grandissima vocazione rurale, l’ingegnere, supportato da sua moglie Katia ed i figli Archimede ed Antonella, fonda l’azienda agricola Le Crete-Tenuta Casoli, ben intenzionato a valorizzare la tradizione vitivinicola di queste terre, senza tralasciare la produzione di mele e nocciole.

Dopo aver raccontato le Cantine del Mosaico in Irpinia, poi a Benevento, dunque a Caserta, è arrivato il momento di presentare ai lettori di Mediterranea Online, le tessere del Mosaico per Procida scelte da Gaetano Cataldo in provincia di Napoli.