Il Don Aliandro è un vino che nasce da uve Aglianico allevate su suoli vulcanici, raccolte attorno alla prima decade di novembre e che vedono una resa di circa 50 quintali per ettaro.
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I vini prodotti da Nino Asta provengono anche dalle uve allevate nei tenimenti aziendali di Bosco Falconeria, una contrada di Partinico in provincia di Palermo: così Astavini si fa interprete di due aree in perfetta linea di continuità, grazie al clima mediterraneo dispensato da due golfi e alla geomorfologia dell’entroterra, realizzando così vini di grande sostenibilità e carattere, espressi in poche bottiglie ma dall’alto valore qualitativo. Qui le note di assaggio del Matri Igt Terre Siciliane del 2023.
Il Primitivo in Rosa Igt Puglia 2018, oggi Brandisio in Rosa, è una fedele traduzione della vendemmia che lo ha generato e la risultante delle interazioni fra clima, territorio e piante, oltre alla mano, decisa e delicata al tempo stesso, dell’uomo che lo ha prodotto. In questo pezzo raccontiamo il terroir dove Oreste Tombolini produce il suo rosato.
Il Wip Burger & Pizza di Nocera Inferiore ha da subito abbracciato la causa di Mosaico per Procida e questo grazie alla sensibilità di Domenico Fortino e Lorenzo Oliva, che ne hanno condiviso la visione ed i valori, essendo il Wip stesso un Mosaico di tradizioni, cultura, sapori e risorse umane. In questa location, non a caso, si celebra la cucina nocerina e la materia prima campana in maniera attenta nell’esecuzione e disinvolta nell’accoglienza.
Il Dinavolo parla di uve autoctone non molto note, narra di luoghi e di persone, soprattutto narra della filosofia enologica di Giulio Armani
Successo di Pubblico al Sake Day 2021 di Firenze Sake, grazie a Giovanni Baldini ed alla sinergia tra le Associazioni Lailac, Iroha, Washoku Kentei e Aistugia.
Il rosato della Cantina Rizzo è figlio di una promessa d’amore, quella che Gianvito Capozzoli, proprietario, enologo ed agronomo dell’azienda, fece alla moglie Angela quando erano ancora fidanzati e che pertanto ne porta il nome.
Furono le Popolazioni Pelasgiche provenienti presumibilmente da una città della Tessaglia di nome Aminaios ad importare il vitigno Greco e a diffonderne l’allevamento in Campania.
Sabato 18 gennaio, presso il Museo Archeologico dei Campi Flegrei al Castello di Baia, c’è stato un grande fermento per l’entusiasmo, la qualità e l’articolazione del dibattito brillantemente condotto da tutti i relatori intervenuti durante il Convegno “Agricoltura sostenibile e produttiva dei Campi Flegrei: Cases History 2019 e Prospettive” con grande soddisfazione del numerosissimo pubblico intervenuto da tutta la Campania.
Risale al 1898 l’apertura della prima vineria a Trecastagni in provincia di Catania, un paesino alle pendici orientali dell’Etna; il proprietario Francesco Nicosia aveva già tracciato inconsapevolmente la rotta per i suoi discendenti, puntando tutto sulla grande personalità dei vini di quel territorio, già riconosciuti ed apprezzati da mezza Europa.