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Sono i numeri e l’attenzione mediatica a parlare: la quarta edizione del Festival del giornalismo culturale di Urbino e Fano è stato un indubbio successo di pubblico e critica.

Un’edizione che ha fatto registrare un numero di presenze, sia a Urbino sia a Fano, superiore alle scorse stagioni, così come la copertura di giornali, riviste, tv e radio è stata decisamente più alta che in passato. Stesso successo sui social media, l’hashtag del festival è stato più volte al primo posto tra i trending topics italiani.

Ha dunque pagato la scelta di focalizzare la nostra attenzione su un tema unico, quello del patrimonio culturale, del suo racconto, della sua percezione da parte degli italiani.

La ricerca, curata dal LaRiCA dell’Università di Urbino Carlo Bo, sulla comunicazione dei musei e su come si informano gli italiani ha offerto il destro per le riflessioni più diverse ed è stata uno stimolo che è andato oltre il Festival, ripreso da tanti media nazionali e si è confermata la bontà della scelta delle formule della lectio – particolarmente felice e appassionata la lectio di apertura del Sovrintendente di Pompei Massimo Osanna nel Palazzo Ducale di Urbino, che ha fatto capire come investimenti, giovani cervelli, ricerca, capacità divulgative, marketing di qualità possano invertire un corso che sembrava quello della decadenza – dei dialoghi, delle interviste – sale straboccanti per Dacia Maraini e Sergio Rizzo – dei dibattiti, con confronti aspri e vitali sul concetto di valorizzazione e sul rapporto pubblico/privato, e vere e proprie scoperte nelle sessioni dedicate a come la tecnologia possa migliorare la comunicazione e la fruizione del nostro patrimonio.

Vivacissima, quasi commovente la Sfida all’ultima pagina tra decine di studenti, con Piero Dorfles come preside-giudice, così come emozionanti sono state le premiazioni dei concorsi per gli studenti delle Marche e per i giovani giornalisti.

Molto fruttuose le nuove collaborazioni, con la Fondazione Corriere della Sera – che ha portato a Urbino la mostra delle copertine de la Lettura – e con la Fondazione Benetton, che ha organizzato un incontro di grande qualità sulla comunicazione della cultura. Ma tutte le collaborazioni con le istituzioni e con i media (i servizi dettagliati della stampa locale o anche il numero di Origami – inserto de La Stampa – dedicato al patrimonio) sono state importanti e proficue. Sappiamo bene che senza queste collaborazioni non avremmo avuto il successo raggiunto.

Insomma una edizione del Festival che ha consegnato ai presenti e all’attenzione nazionale una vera masse di stimoli, ricerche e temi che meritano senz’altro di essere raccolti e rilanciati da Festival del Giornalismo Culturale.

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