Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Mediterranea | July 21, 2019

Scroll to top

Top

No Commenti

"Poveri voi" la prima Ong africana che porta aiuti umanitari all'Italia - Mediterranea

“Poveri voi” la prima Ong africana che porta aiuti umanitari all’Italia
Laura Vargiu
Share

Parlare di povertà a livello economico in questi tempi di crisi mondiale è scontato.

Lo è forse un po’ meno parlare invece di un altro genere di povertà: una povertà dilagante sotto l’aspetto sociale e morale che, non meno grave dell’altra, colpisce ormai da tempo l’Occidente, quello mediterraneo incluso, rendendolo sempre più vuoto di valori e rapporti umani autentici e sempre più ricco di solitudine, intolleranza, mera apparenza…

Una situazione sconsolante in cui versa anche l’Italia, nella quale, pertanto, la povertà materiale non sembra essere il solo problema ad affliggere la società. Così il nostro Paese viene visto dall’Africa, un continente che, malgrado i cronici problemi di sviluppo, si reputa, in generale, molto più ricco di umanità e valori da noi in gran parte perduti.

Paradossalmente, mentre in alcune parti del mondo si ha a che fare con fame e problemi di sopravvivenza quotidiana, nelle nostre città del benessere e dello spreco le nuove generazioni, cresciute con il cellulare in mano davanti allo schermo di tv e computer, non conoscono la gioia semplice di un sorriso. E proprio ridare un sorriso, e al tempo stesso una speranza per il futuro, ai giovani italiani e trovare una soluzione al disagio sociale tra loro ampiamente diffuso è quanto si propone “Poveri Voi”, un’organizzazione non governativa africana che si definisce la prima nel suo genere a portare “aiuti umanitari all’Italia”.

“Il popolo italiano è triste e confuso, il popolo italiano ha perso la sua umanità. Insieme possiamo ridare al triste popolo italiano un sorriso per il futuro”, afferma il tanzanese Ronald Samako, fondatore di questa ONG la cui missione, considerati i gravi problemi del continente africano nel suo insieme, può suscitare qualche perplessità.

Fondata nel 2008 e presentata con una conferenza stampa a Milano alla fine dello scorso mese di aprile, “Poveri Voi” è un’associazione apolitica senza fini di lucro, attiva nell’ambito dell’assistenza sociale. Si rivolge a noi, poveri italiani, avviati verso “una progressiva e drammatica disumanizzazione” a causa del disagio sociale che si manifesta attraverso i nuovi mali della società moderna, quali alcolismo, depressione, anoressia, tossicodipendenza, per non parlare di dipendenza da internet e addirittura “vippismo”. A tal riguardo, infatti, non è raro sentire giovani che sostengono con convinzione che, oggi, occorra essere famosi per essere qualcuno; e che dire delle tante ragazzine la cui massima aspirazione continua ad essere quella di diventare veline e vallette di vario tipo?
Che cosa può essere tutto ciò se non povertà, pur intesa in un’accezione che vada ben al di là della semplice sfera economica?
“Conosco l’Italia e il vostro popolo, quindi sono stato felice di iniziare da qui il mio progetto, anche perché mi sono accorto di quanto la situazione sia grave oggi e di come negli ultimi 15 anni sia di molto peggiorata dal punto di vista umano, di come le persone stanno, di quanto poco sorridano, di quanto siano sole, di come ci sia un grosso problema di felicità”, scrive Samako, assente alla conferenza di presentazione, in una missiva letta da uno dei suoi collaboratori. Per ora si tratta di un progetto pilota che interesserà solo il nostro Paese, ma in futuro, stando alle parole del presidente dell’organizzazione, esso “si farà ovunque”.

Per curare le moderne malattie sociali che fanno smarrire ai giovani italiani il senso della vita, la ONG intende organizzare incontri, corsi, concerti, iniziative culturali, trasferimenti in Africa e adozioni a distanza. “Ogni minuto, un bambino italiano accende la televisione, basta un minimo contributo per aiutarlo, adotta un piccolo italiano, garantiscigli un futuro”: questo lo slogan originale del progetto riguardante appunto le adozioni a distanza; “Poveri Voi” è pronta a lavorare con le famiglie e le comunità, pianificando interventi a lungo termine che si concentrino in particolare su rapporti familiari, capacità relazionali e persino abitudini alimentari. Per quanto riguarda invece i viaggi in Africa, essi rappresenteranno un’occasione di lavoro e studio per lavoratori e saranno la prima iniziativa che prenderà il via da ottobre 2010. Come precisato nel comunicato stampa di fine aprile, il progetto, intitolato “Manager di vera vita”, coinvolgerà inizialmente 5 manager italiani che vivranno nella savana centro-africana, presso famiglie locali, per un periodo di 6 mesi. Ai manager si uniranno poi funzionari e dipendenti pubblici delle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Alto Adige e Sardegna; infatti Samako e i suoi collaboratori si rivolgono alle più alte cariche di queste regioni “affinché non solo permettano ai dipendenti di partecipare al progetto ma anche sostengano e promuovano le attività di Poveri Voi”.

Un’esperienza che potrebbe risultare molto positiva, consentendo di accantonare per un po’ i ritmi frenetici che ormai scandiscono le nostre giornate e far riscoprire (o scoprire ex novo) il piacere di una vita semplice, lontana dalle frustrazioni che ci condizionano.

Per la prima volta, dunque, la cooperazione viene intesa come scambio umano e, seppure non porti cibo o vestiti, non è per questo meno importante; una vera e propria occasione di arricchimento, anche se non in termini economici.

Decisamente ambiziosi, simili progetti non possono fare a meno di un sostegno economico notevole: “Tutti i nostri progetti sono sostenuti con le nostre forze economiche, grazie ai finanziamenti che abbiamo raccolto in Africa nel corso degli ultimi due anni tra viaggi, incontri, raccolta fondi”, precisa Ronald Samako che parla di “rapporti stretti” con numerose banche di tutto il continente africano.
Maggiori informazioni su campagne e progetti promossi da “Poveri Voi” sono presenti sul sito web dell’ONG, all’indirizzo www.poverivoi.org

Share

Invia un commento