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Tra le acque in cui transitò anche l’errabondo Ulisse… Nel paradiso che pure Claudio Tolomeo conosceva e che le correnti marine delle Bocche di Bonifacio e il vento hanno scolpito secondo il proprio stile… In uno degli angoli più incantevoli del Mediterraneo, dove si mossero artefici di indimenticabili pagine di storia, da Domenico Millelire a Napoleone Bonaparte, da Giorgio Andrea Des Geneys a Horatio Nelson fino a Giuseppe Garibaldi… Qui mostra la sua delicata bellezza il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, il primo in Sardegna, l’unico in Italia a essere costituito da tutto il territorio di un solo Comune. Magnetica vetrina di colori e di straordinaria biodiversità, puzzle di isole, isolotti, scogli e rocce, occupa una superficie terrestre di 5.134 ettari e una superficie marina di 13.000 ettari e ha uno sviluppo costiero di 180 chilometri. Per comprendere davvero che cosa sia l’armonia della natura basta tuffarsi nella pace atavica di questi luoghi, come fanno gli uccelli migratori transahariani quando vi sostano.

La Maddalena, Spargi, Caprera, Budelli, Santo Stefano, Razzoli e Santa Maria sono solo le isole principali, ma per lo straordinario valore del patrimonio di flora e di fauna la quasi totalità dell’Arcipelago rientra tra i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e tra le Zone di Protezione Speciale (ZPS).

Il Parco è stato istituito nel 1994 e l’Ente gestore, dal 2007 presieduto da Giuseppe Bonanno, già commissario straordinario, vigila costantemente sul rispetto delle cosiddette misure di salvaguardia e sulla corretta applicazione delle ordinanze volte a disciplinare lo svolgimento delle varie attività. Le politiche condotte hanno portato nel corso degli anni all’ottenimento di risultati positivi, talvolta eclatanti. Ne è un esempio la Spiaggia Rosa, a Cala di Roto nell’isola di Budelli, che rappresenta una delle aree più sensibili dell’Arcipelago. Resa celebre nel 1964 da Deserto Rosso, il primo film a colori di Michelangelo Antonioni, lega la sua denominazione alla presenza di un’elevata percentuale di bioclasti e deve il ripristino degli assetti originari alla tutela integrale, garantita dal divieto di accesso allo specchio acqueo e all’arenile e recentemente riconfermata nonostante Budelli appartenga ormai al magnate neozelandese Michael Harte, vincitore di un’asta giudiziaria con sogni di tutto rispetto poiché nella sua perla mediterranea vorrebbe realizzare un osservatorio della biodiversità.

Le principali azioni di carattere didattico, poi, si sviluppano presso il Centro di Educazione Ambientale di Stagnali, l’unico sito abitato di Caprera. Nell’isola inoltre, con il supporto di alcune associazioni, è possibile visitare il Museo Geomineralogico Naturalistico, il Museo del Mare e delle Tradizioni Marinaresche e il suggestivo Compendio Garibaldino, costituito dagli edifici che una volta appartenevano all’Eroe dei Due Mondi. In questo spicchio di pianeta, con lo sguardo rivolto verso la Corsica, il generale trovò la serenità necessaria per affrontare il dolore causato dalla morte di Anita e per superare la delusione generata dalla caduta della Repubblica Romana. Nel Forte Arbuticci, a poca distanza, c’è il Museo Nazionale Memoriale Giuseppe Garibaldi, che consente di ripercorrere l’esistenza di uno dei più grandi protagonisti delle vicende unitarie italiane anche con innovativi sistemi tecnologici e multimediali.

Tra gli elementi inconfondibili che caratterizzano il paesaggio di certe isole dell’Arcipelago ci sono proprio le fortificazioni, spesso veri capolavori di architettura militare. Per il Parco sono considerate particolarmente significative, oltre che in ragione di evidenti motivazioni di carattere storico, grazie alla loro metodica contestualizzazione nell’ambiente circostante, ricercata nella fase di progettazione e di costruzione. Il territorio, rivestito di macchia mediterranea e popolato da mammiferi, rettili, uccelli e anfibi, ora sta tentando di neutralizzare persino l’effetto visivo creato dalle diverse cave di granito. Cave che sopratutto a La Maddalena e a Santo Stefano permettevano un tempo di effettuare un’intensa estrazione.
A destare molto interesse, però, non è solo la terraferma. Nei fondali dell’Arcipelago, colonizzati dalla Posidonia oceanica e non a caso apprezzati a livello internazionale per le singolari caratteristiche della flora e della fauna, sono conservati infatti relitti e siti archeologici di notevole pregio, che attestano il passaggio in zona fin dall’antichità delle più importanti marinerie del globo. Attualmente l’Ente Parco sta studiando la predisposizione di sentieri subacquei. Nei vari percorsi, da individuare secondo precisi parametri, si muoverebbero con agilità le popolazioni stanziali di cernie brune e corvine e sarebbe possibile incontrare anche molluschi come la Pinna nobilis e come la Patella ferruginea, che sono a rischio di estinzione e che quindi sono protetti da direttive internazionali.

Intanto il numero dei turisti, molti dei quali stranieri, è in costante aumento. Un trend, questo, che fa ben sperare e che è determinato dalla crescente capacità di strutturare l’accoglienza e dalla maggiore professionalità posta al servizio dell’attività di comunicazione per assicurare una promozione veramente corretta ed efficace. Un trend che innegabilmente, però, dipende anche dalla magia con cui la natura ha ammantato l’Arcipelago di La Maddalena. Il Certificato di Eccellenza 2015 conquistato dal Parco su TripAdvisor, uno dei portali di viaggio di maggior successo, ne è la conferma.

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