Premio dell'Utopia a enrico ghezzi
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Prima edizione del premio, volto a rendere omaggio a intellettuali e artisti che con il loro prezioso operato hanno reso realizzabile una grande utopia legata all’universo del cinema. 

Al GranRex il premio verrà consegnato a Enrico Ghezzi. A seguire la proiezione di La macchina dello spazio
L’utopia è prima di tutto il cinema, un’utopia pronta ad ogni momento. cosa più dell’utopia può avere la forza e l’intensità del cinema anche in un’immagine di pochi secondi. L’utopia che è il territorio più preciso del cinema stesso, non c’è nessuna possibilità di errore. si può vedere, rivedere e al tempo stesso dare una capacità smisurata anche alla cosa più banale.
Un’inquadratura di dieci secondi di un insetto diventa facilmente l’inquadratura di un lontanissimo dinosauro, visibile o riconoscibile o meno. è questa la principale utopia incarnata dal cinema e noi siamo tutti un po’ impiegati di quest’utopia, proprio perché il cinema è un cantiere perennemente aperto.
Ogni volta che lo guardiamo o lo sentiamo ci appare uguale o diverso, perché l’essere uguale al cinema è in ogni momento diverso che ci appare e che ci viene voglia, anche qualcosa di campato in aria.

E’ un confessare il peccato di onnipresenza e quel peccato è una cosa straordinaria, ma anche la più semplice e banale. Non c’è un cinema buono o un cinema cattivo, perché il cinema sa sempre di essere in grado di scivolare verso questa terra di nessuno. Che è il cinema ma anche il tutto, e per questo vale la pena.
I festival sono anche un segno di cinema preciso, proprio perché sono su un bordo. Il bordo di un vulcano, con il fuoco, le rocce, la lava e tutto il mescolio continuo di ciò che non si vede, ma l’importanza la danno e la tolgono le persone che s’imbattono in cose che si possono trovare ovunque, ma che nel cinema riconosci.
Il cinema è molto più riconoscere che conoscere.  
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